Bayer: utile netto crolla nel secondo trimestre, titolo in picchiata a Francoforte

Il gruppo tedesco chiude il secondo trimestre con un calo vistoso dell’utile netto, mentre aumentano i ricavi. Rivisto l’outlook 2018 dopo l’acquisizione di Monsanto

Bayer: utile netto crolla nel secondo trimestre, titolo in picchiata a Francoforte

Brutta giornata per Bayer in Borsa. Il titolo del colosso tedesco si muove in rosso a Francoforte, scambiato a 78,42 euro e lasciando sul terreno il 2%.

A pesare sulla performance negativa delle negoziazioni, i dati del secondo trimestre 2018 che non hanno riservato numeri lusinghieri al gruppo operante nel settore chimico e farmaceutico.

I conti, che presentano un pesante segno meno sul fronte dell’utile, hanno spinto Bayer a rivedere le previsioni 2018, dopo l’acquisto di Monsanto perfezionato il 7 giugno scorso.

I dati del secondo trimestre

Nel periodo aprile-giugno, tenuto conto anche delle settimane successive alla chiusure dell’operazione di acquisto di Monsanto, l’utile netto di Bayer è calato di un vistoso 34,7% e si attestato a 799 milioni di euro.

Nello stesso periodo, sono aumentati, invece, i ricavi che sfiorano i 9 miliardi e mezzo (9,48 miliardi per l’esattezza) e segnano un aumento dell’8,5%. In salita anche l’ebitda rettificato, che si porta a 2,34 miliardi in rialzo dell’3,9%, e l’utile per azione core da operazioni continue che cresce dell’1,3% a 1,54 euro.

Per quanto riguarda il 2018, dunque, le previsioni del gruppo tedesco vedono un giro d’affari intorno ai 39 miliardi, cifra che, rispetto alla precedente stima inferiore ai 35 miliardi, risente dell’integrazione della società americana.

È inferiore, infine, al consensus Bloomberg (6,22 euro), l’utile netto per azione previsto da Bayer e che si inserisce tra 5,7 e 5,9 euro.

La divisione agrochimica

Più nel dettaglio, mentre vendite e profitti operativi hanno segnato un brusco calo nel segmento farmaceutico, la divisione della salute degli animali mostra dati in crescita.

Ma un’attenzione particolare va riservata alla Bayer Crop Science, la divisione agrochimica del gruppo tedesco che da giugno 2018 ingloba anche Monsanto.

Questo settore, come spiegato dalla società, ha registrato un aumento del 39,2%, incluse però ancora le attività cedute a Basf come richiesto dalle autorità garanti della concorrenza prima della fusione, mentre i ricavi – escludendo il business venduto a Basf – sono aumentati dell’1,6%.

L’acquisizione di Monsanto

Dopo un lungo corteggiamento iniziato nel 2016, Bayer è riuscita nel suo intento e ha inglobato lo storico marchio Monsanto, che di fatto, in seguito all’acquisizione perfezionata poco prima dell’estate, è ormai scomparso.

La multinazionale di biotecnologie agrarie americana è stata acquistata dal colosso tedesco per circa 63 miliardi di dollari. L’operazione, conclusa il 7 giugno, ha reso Bayer unico azionista della società statunitense.

Poco dopo l’acquisizione, Monsanto ha creato qualche difficoltà al gruppo chimico-farmaceutico con pesanti ripercussioni in Borsa.

A ridosso di ferragosto, infatti, il titolo della quotata tedesca è arrivato a perdere l’11% dopo che dagli Usa era arrivata la notizia della condanna di Monsanto da parte di un tribunale americano.

La società è stata condannata a pagare 289 milioni di dollari di risarcimento nei confronti di un uomo, che la ritiene responsabile del cancro al sistema linfatico di cui è affetto e che sarebbe stato causato da un prodotto del brand a base di glifosato.

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Argomenti:

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