Bande di Bollinger: cosa sono e come funzionano. Guida completa

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Bande di Bollinger: cosa sono e come funzionano. Guida completa

Bande di Bollinger: come funzionano e perché sono importanti per le strategie di trading? Una guida completa per capire cosa sono e come funzionano questo importante strumento di trading.

Bande di Bollinger: cosa sono? Guida completa al funzionamento, definizione e modo di utilizzo nella propria strategia di trading.

Le bande di Bollinger sono uno strumento dell’analisi tecnica che offre la possibilità ai trader di creare una strategia vincente e soprattutto efficace.
Le bande di Bollinger sono inoltre uno strumento necessario per svolgere le analisi del mercato e capire in che modo si muoveranno le valute.

Queste bande sono infatti uno strumento statistico utilizzato nel trading per valutare la volatilità del mercato, al fine di ottenere segnali indicatori più o meno precisi per ciò che concerne l’acquisto o la vendita di un titolo.

Le bande di Bollinger sono uno degli indicatori più utilizzati nell’ambito dell’analisi tecnica sui mercati e permettono ai trader di capire la volatilità del mercato. Oltre alla volatilità si potrà anche comprendere come si muoveranno i prezzi della coppia valutaria.


Prima di entrare nel vivo della trattazione vediamo prima un po’ di storia e qualche notizia in più su Bollinger, l’ideatore delle bande.

Bande di Bollinger: un po’ di storia


L’indicatore preso in esame prende il nome dall’ideatore John Bollinger che si è ispirato alla teoria del ricercatore John Hurst.

John Bollinger è un analista finanziario americano, che nel 2002 pubblica il libro Bollinger on Bollinger Bands nel quale illustra la sua teoria delle bande di Bollinger.
1980 Bollinger diventa un operatore finanziario indipendente e poco dopo entra a far parte del Financial News Network del quale sarà capo analista finanziario per ben sette anni.

Proprio in questo periodo comincia ad ideare le Bande e le altre teorie proposte nei suoi libri. Nel 2005 riesce anche a vincere il Lifetime Award for Outstanding Achievement in Technical Analysis, per il grande contributo che ha dato all’analisi tecnica e al suo avanzamento.

Bollinger ha poi fondato la Bollinger Capital Management, della quale è il presidente, una società di investimenti che gestisce il denaro e effettua gli investimenti in base alle previsioni dell’analisi tecnica.

Vediamo adesso come ha ideato le bande il signor Bollinger. Abbiamo già accennato di come la base di queste bande fosse la teoria di John Hurst.
Secondo tale teoria, intorno al prezzo di uno strumento finanziario gravitano delle “buste di negoziazione”.
In queste “buste” è possibile sviluppare importanti idee di trading segnalate appunto dalle bande di Bollinger.

Come vedremo, le bande di Bollinger altro non sono che una media mobile con relative deviazioni standard. Tuttavia, lo sfruttamento dei livelli delle bande permette di creare strategie di trading soprattutto in concomitanza con altri indicatori. Ecco una guida completa alle bande di Bollinger.

Iniziamo adesso a conoscere meglio lo strumento ideato da Bollinger e a capire come funziona!

Bande di Bollinger: cosa sono

Le bande di Bollinger sono uno degli indicatori più utilizzati nell’ambito dell’analisi tecnica sui mercati. La teoria del ricercatore John Hurst è la base delle bande di Bollinger come abbiamo visto prima.

Secondo tale teoria, intorno al prezzo di uno strumento finanziario gravitano delle “buste di negoziazione” (envelopes) calcolate con una percentuale che oscilla tra il 3% e il 4%. In queste “buste” è possibile sviluppare importanti idee di trading segnalate appunto dalle bande di Bollinger.

Le bande di Bollinger altro non sono che una media mobile a 20 giorni del prezzo dello strumento oggetto di analisi più le deviazioni standard della media che formano le “sacche” di cui si è parlato prima. Per ottenere le envelopes è necessario calcolare due medie traslandone una verso il basso o verso l’alto di una determinata percentuale.

Questo indicatore nasce per misurare la volatilità del mercato, ma assume poi delle caratteristiche ben più interessanti. Mediante la combinazione delle bande di Bollinger con altri indicatori si può derivare l’inversione di un trend e i momenti migliori di buy/sell.


Per molti trader le bande di Bollinger mostrano i segnali di trading migliori e soprattutto affidabili.

Bande di Bollinger: come si ottengono

Le bande di Bollinger sono uno degli strumenti di volatilità dell’analisi tecnica. Non sono semplicissime da utilizzare, ma permettono di avere delle informazioni sul mercato a dir poco importati.
Le bande sono composte nel seguente modo:

  • una media Mobile Lineare a N giorni, che compone la linea centrale;
  • la banda superiore è invece composta da una media mobile lineare, cui si somma 2 volte la deviazione standard;
  • infine la banda inferiore è composta da una media mobile lineare, cui si sottrae 2 volte la deviazione standard.

Queste curve si ottengono esclusivamente dallo storico dei prezzi della coppia valutaria presa in esame. Sovrapponendo la curva dei prezzi a queste tre linee si riesce ad avere una figura dell’andamento dei prezzi nel tempo e avere un’area in cui i prezzi sono contenuti.

Dopo aver visto cosa sono e come funzionano, approfondiamo adesso e scopriamo in che modo possono essere utilizzate dai trader.

Bande di Bollinger: utilizzo degli estremi come livelli di ingresso e uscita

I software di trading costruiscono da soli le bande di Bollinger in base a caratteristiche predefinite o scelte dall’utente. Nel particolare, le bande si presentano in questo modo:

Come si può notare, la parte alta e bassa delle bande funzionano come aree di supporto e resistenza dinamiche visto che gli estremi è come se indicassero fasi di ipercomprato e ipervenduto.
Quando si è presenza di una sessione molto movimentata le bande si espandono, mentre per un momento di calma queste bande si contraggono.

È importante sapere che il prezzo tende a tornare verso il punto centrale delle bande. Questo è quello che si dice il rimbalzo di Bollinger. Le bande in questi casi si comportano come livelli di supporto e resistenza, delineando un’area di movimento dell’oscillazione del prezzo.
Inoltre maggiore sarà il lasso di tempo preso in esame e maggiore sarà la stabilità delle bande.

Diversamente i momenti di restringimento delle bande si possono sfruttare come indicatori per il momento di breakout. In questo momenti infatti le bande indicheranno il momento migliore per piazzare un ordine e sfruttare un breakout.

In questo caso, che viene detto squeeze, si possono avere due differenti situazioni, che indicano due trend differenti:

  1. le candele rompono la banda superiore e indicano quindi una fase di trend rialzista. Dopo la rottura della banda superiore solitamente il prezzo continua la salita;
  2. le candele rompono la banda inferiore e indicano quindi l’arrivo di un trend ribassista. Come per il caso precedente dopo la rottura i prezzi continuano a scendere.

Bande di Bollinger: i principi di utilizzo

Chi utilizza le bande di Bollinger si attiene a semplici principi:

  • il primo è appunto quello di utilizzare la parte superiore e inferiore delle bande come livelli di supporto e resistenza. Questo principio trova fondamento nel fatto che il prezzo tende comunque a tornare verso la linea centrale (la media mobile di riferimento);
  • se una candela chiude fuori dalle bande è un segnale di continuazione;
  • se avviene una chiusura al di fuori delle bande senza che vi sia una continuazione, allora è probabile che il prezzo tenderà a cercare il supporto/resistenza offerto dalla banda opposta;
  • un restringimento delle bande sta ad indicare un aumento della volatilità;
  • i prezzi spesso tendono a seguire l’andamento di una delle due bande.

Bande di Bollinger: svantaggi

Ovviamente, se i prezzi tendono a seguire l’andamento della banda superiore allora saremo in una fase rialzista delle quotazioni. Viceversa, un movimento parallelo alla banda inferiore indica una forza ribassista del trend di prezzo. Un problema delle bande di Bollinger sono poco resilienti nei periodi di volatilità e non sempre alle rotture seguono poi continuazioni di prezzo.

Ecco perché molti trader affiancano alle bande di Bollinger indicatori in grado di segnalare eventuali divergenze come ad esempio l’indicatore di forza relativa (indicatore RSI) o il money flow index (indicatore MFI) che sono in grado di fornire segnali di conferma unitamente a quelli delle bande di Bollinger.


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