Bancomat, stangata sul costo dei prelievi in arrivo?

Laura Pellegrini

23 Dicembre 2020 - 11:34

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Brutte soprese per i possessori di carte di credito o bancomat: dal 2021, infatti, potrebbe essere introdotta una nuova tassa sui prelievi. Ecco come dovrebbe funzionare.

Bancomat, stangata sul costo dei prelievi in arrivo?

Se la patrimoniale sui conti correnti (per il momento) non si farà, per i risparmiatori e i possessori di carta di credito o bancomat spunta un’altra ombra. Bancomat Spa, infatti, sta pensando di introdurre una riforma sui prelievi di contanti agli sportelli.

Ma per poter divenire effettiva, questa riforma ha bisogno del consenso dell’Antitrust. L’autorità garante, però, vuole ricevere altre informazioni dal consorzio che gestisce i circuiti di prelievo e di pagamento dislocati in tutta Italia per colmare diversi dubbi.

C’è, quindi, la possibilità di vedere applicata una piccola tassa sui prelievi agli sportelli e questo dovrebbe disincentivare gli italiani a prelevare, sfruttando invece la moneta elettronica per i pagamenti. Lo stesso obiettivo è perseguito anche dal bonus bancomat e dal cashback di Stato.

Vediamo cosa prevede la nuova riforma sul prelievo dei contati agli sportelli e a quanto potrebbe ammontare la tassazione aggiuntiva per i risparmiatori.

Bancomat: la nuova riforma sui prelievi tassa i contanti

Attualmente i possessori di carta di credito o bancomat possono effettuare prelievi di contanti presso tutti gli sporti abilitati di Atm. Le tassazioni attuali sono pressoché effimere e si limitano a piccole commissioni pagate in misura proporzionale alla somma che si sta prelevando. Inoltre, prelevare da altri istituti bancari diversi dal proprio non è - al momento - svantaggioso in quanto le commissioni applicate sono (come detto) minime.

Bancomat Spa, però, ha chiesto di introdurre una riforma sui prelievi che prevede «la sostituzione delle commissioni interbancarie con l’applicazione al titolare della carta di una eventuale commissione definita in via autonoma da ciascuna banca proprietaria dell’ATM e che eroga, dunque, il servizio di prelievo attraverso le proprie apparecchiature. Tale commissione sarebbe resa nota al titolare della carta prima dell’autorizzazione all’operazione di prelievo».

Come riporta IlGiornale.it, in altre parole, la nuova riforma prevedrebbe che non sia più la propria banca a fissare le commissioni, ma invece sia l’istituto proprietario dell’Atm. Se dovesse essere approvata la nuova riforma sui prelievi agli sportelli, dunque, i risparmiatori potrebbero assistere a un aumento dei costi e a una diffusa incertezza sulle tariffe.

Perché è necessaria la riforma e chi ci guadagna davvero

Secondo Bancomat Spa - come riportato su Il Sole 24 Ore - questa riforma sarebbe utile per garantire “l’efficientamento del servizio e una remunerazione più trasparente per gli utenti”.

A conti fatti, però, a guadagnarci non sarebbero certo gli utenti: anzi, l’effetto potrebbe essere addirittura opposto. Potendo scoprire soltanto nel momento del prelievo all’Atm i costi delle commissioni, l’utente non avrebbe più la certezza delle tariffe previste dalla propria banca e comunicate antecedentemente le operazioni di prelievo.

Un’ulteriore incertezza, infine, riguarda lo svantaggio e i rincari che verrebbero applicati rispetto alle tariffe previste attualmente. Infatti, per quale motivo una banca dovrebbe applicare a clienti di altri istituti dei costi più agevolati?

Cosa dice l’Antitrust?

Per tutti questi motivi l’Autorità Antitrust ha chiesto dei chiarimenti in merito alla riforma: solo quest’organo potrà bloccare la beffa sul prelievo dei contati agli sportelli.

In un comunicato, infine l’Antitrust ha dichiarato che «valuterà se le nuove regole di circuito possano configurare un’intesa suscettibile di restringere o falsare la concorrenza nel mercato comune ai sensi dell’articolo 101 del TFUE». Non ci resta che attendere.

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