Banco Bpm: ecco come vuole accelerare sugli Npl

Dopo la cartolarizzazione da 5,1 miliardi, la banca sarebbe al lavoro per cedere un nuovo stock di sofferenze da 3,5 miliardi, ma al vaglio ci sarebbero anche altre opzioni per accelerare sui tempi dettati dalla Bce.

Banco Bpm: ecco come vuole accelerare sugli Npl

Banco Bpm accelera il processo di cessione degli Npl. Dopo la cartolarizzazione da 5,1 miliardi, l’istituto sarebbe già al lavoro per smaltire altre sofferenze per almeno tre miliardi e mezzo.

Lo scopo della banca lombardo veneta è raggiungere il prima possibile l’obiettivo indicato dalla Bce e fissato a quota 13 miliardi entro il 2020.

Intanto, sembra che sull’operazione di Bpm si stia registrando un significativo interesse da parte di diversi soggetti, mentre già si pensa a nuove opzioni per tagliare il traguardo finale in anticipo.

Dopo Exodus, arriva Ace

Con il primo piano di cessione dei crediti deteriorati definito nell’ambito del progetto Exodus, Banco Bpm ha completato la scorsa settimana la cartolarizzazione di sofferenze per 5,1 miliardi, ma un secondo piano sarebbe già sul tavolo per cedere un altro stock da 3,5 miliardi di euro.

Il nuovo progetto, denominato Ace, avrebbe attratto l’attenzione di diversi soggetti, interessati all’operazione.
Secondo fonti vicine al processo di cessione, in corsa ci sarebbero i maggiori operatori del settore: Tpg, Cerberus, doBank, il Credito Fondiario del fondo Elliott, la Prelios di Davidson Kempner Capital Management, Guber (partecipata da Varde Partners) e un consorzio composto da Christofferson Robb & Co con la spac di Corrado Passera, Spaxs, e Fire.

Le offerte preliminari sono attese per il prossimo 6 luglio.

Parola d’ordine: accelerare

È chiaro che Banco Bpm vuole premere sull’acceleratore e liberarsi in fretta degli Npl – che attraggono ancora potenziali investitori - così come richiesto dalla Bce.

L’obiettivo, come detto, è cedere 13 miliardi di sofferenze entro il 2020, ma di questo passo, l’istituto potrebbe arrivare a completare l’intera operazione in largo anticipo rispetto ai tempi fissati.

Secondo altre fonti, la banca potrebbe anche valutare di portare lo stock di Npl in cessione dai 3,5 fino a 8-9,5 miliardi di euro.

Ma sul tavolo, ci sarebbe anche una terza opzione che la Bpm potrebbe portare avanti in contemporanea: cedere la maggioranza della piattaforma di gestione dei crediti, seguendo l’esempio di quanto fatto da Intesa Sanpaolo con la svedese Intrum Justitia.

Quest’ultima, tra l’altro, sarebbe stata interessata all’operazione della banca lombardo-veneta ma avrebbe preferito desistere per dedicarsi al deal con Intesa.

Il titolo in Borsa

La notizia della nuova cessione di Npl ha scosso il titolo in Borsa, nella giornata in cui è prevista una riunione del Consiglio di Amministrazione della banca per fare il punto sul progetto Exodus.

Dopo un’apertura negativa, le azioni hanno recuperato terreno, arrivando intorno a mezzogiorno a guadagnare il 2,82% a 2,46 euro.

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