Banche a Piazza Affari: UniCredit, non c’è solo l’ipotesi MPS

Ufficio Studi Money.it

9 Dicembre 2020 - 13:29

9 Dicembre 2020 - 14:21

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Il processo di consolidamento del comparto bancario italiano continua a monopolizzare l’attenzione degli operatori. Se finora si è parlato perlopiù di MPS, per UniCredit ci potrebbero anche essere altre due ipotesi.

Banche a Piazza Affari: UniCredit, non c'è solo l'ipotesi MPS

A monopolizzare l’attenzione degli operatori negli ultimi giorni ci ha pensato la querelle legata all’addio di Jean Pierre Mustier dalla guida di Unicredit.

L’annuncio ha fatto immediatamente scattare il toto-nomi per la successione del manager francese.

UniCredit: chi sarà il nuovo Ceo dopo Mustier?

Dalle sale operative segnalano che la scelta dovrebbe cadere su un manager italiano. In pole position i ben informati ritengono ci sia Diego De Giorgi che, dopo le esperienze in Goldman Sachs e Bank of America Merrill Lynch, ora ricopre proprio la carica di consigliere nella banca di Piazza Gae Aulenti.

Potrebbe essere letta come una soluzione interna anche la scelta di Marina Natale che, dopo tanti anni in UniCredit, ora ricopre la carica di Amministratore delegato di Amco, la asset management company di proprietà pubblica.

Della lista fa parte anche Marco Morelli, l’ex amministratore delegato del Monte dei Paschi.

Il presidente designato di UniCredit, l’ex ministro Pier Carlo Padoan, che con Morelli ha architettato il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena, ha prontamente fatto sapere che l’addio di Mustier non è legato all’operazione MPS.

Non solo MPS, alla finestra anche Banco BPM e BPER

Nell’ambito del processo di consolidamento del settore bancario italiano ultimamente si è molto parlato di nozze tra il Banco BPM e BPER (il n.1 di Unipol -primo azionista di BPER- Carlo Cimbri ha recentemente aperto ad un’eventuale integrazione tra i due istituti).

Ma l’esito positivo di questa vicenda è tutt’altro che scontato. Questo perché UniCredit, che con Mustier aveva già brevemente vagliato un’operazione straordinaria con il Banco BPM, potrebbe inserirsi nell’operazione e puntare a fondersi con BPER.

Si tratterebbe un’operazione funzionale in vista della prossima scadenza della partnership assicurativa tra UniCredit e l’inglese Aviva (il cui posto potrebbe essere preso da Unipol).

Come investire sulle azioni UniCredit

Per ottenere un’esposizione alle azioni UniCredit è possibile optare per un Bonus Cap con ISIN NLBNPIT10PO1 recentemente emesso da Bnp Paribas.

Si tratta di un prodotto che consente all’investitore di guadagnare anche in caso di ribasso moderato del valore delle azioni fino all’80% del valore iniziale.

Con il valore iniziale fissato a 7,983 euro, il c.d. livello barriera, all’80%, è pari a 6,3864 euro (il titolo UCG quota oltre 20 punti percentuali sopra la barriera).

Se durante la vita del Certificato il valore del sottostante risulterà sempre superiore al livello barriera, continua in questo caso, a scadenza, fissata per il 18 giugno 2021, l’investitore riceverà il valore nominale dell’investimento, pari a 100 euro, più un premio di ben 13 punti percentuali.

Se invece, nel corso della vita del Certificate, le azioni UniCredit scenderanno ad un livello pari o inferiore al livello barriera continua (80% del valore iniziale), due sono i possibili scenari che si prospettano all’investitore:

  • se il sottostante quota ad un livello pari o superiore al livello iniziale, l’investitore riceverà il valore nominale maggiorato di un importo legato alla performance del sottostante (con un massimo pari al 13% del Cap, 9,0279 euro);
  • se invece le azioni UniCredit quoteranno ad un valore inferiore al valore iniziale, l’investitore riceverà un importo commisurato alla performance del sottostante (con perdita, parziale o totale, del capitale investito).

I prezzi dei prodotti e le quotazioni sono aggiornati alle 12:20 del 9 dicembre 2020.

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