Le banche italiane in focus dopo le ultime trimestrali. Ecco come investire nel settore

Redazione ETF

30 Giugno 2024 - 16:14

Quali saranno potenzialmente gli ETF beneficiari della crescita del settore bancario italiano? Analisi nel dettaglio e strumenti in evidenza.

Le banche italiane in focus dopo le ultime trimestrali. Ecco come investire nel settore

Nel primo trimestre del 2024, il settore bancario italiano ha dimostrato una robusta crescita finanziaria, con i sette maggiori istituti bancari che hanno collettivamente generato utili per 6,3 miliardi di euro. Questo rappresenta un incremento significativo del 25,5% rispetto ai 5 miliardi di euro del corrispondente periodo del 2023. Analizziamo nel dettaglio le trimestrali e gli ETF che potrebbe beneficiare di questa crescita.

Vola il margine di interesse per Intesa e Unicredit

Il margine di interesse, che rappresenta la differenza tra gli interessi attivi incassati sui prestiti e gli interessi passivi pagati sui depositi, ha mostrato un incremento assoluto di 1,4 miliardi di euro su base annua. Di questa cifra, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno contribuito significativamente con rispettivamente 680 milioni di euro e 280 milioni di euro. Questo aumento è di cruciale importanza poiché il margine di interesse è una metrica fondamentale della redditività bancaria, indicativa della capacità di un istituto di generare profitti dal suo core business in un ambiente di mercato competitivo.

Le prestazioni delle altre banche rispetto al margine di interesse mostrano anch’esse dei miglioramenti, con la Banca Popolare di Sondrio, Credem che hanno registrato i maggiori progressi annuali, con aumenti rispettivamente del 39% e 22%. Questi dati non solo riflettono una gestione efficace delle risorse ma anche una risposta strategica alle dinamiche di mercato.

Le previsioni di un possibile calo dei tassi da parte della BCE a partire dall’estate pone l’accento sull’importanza di strategie bancarie focalizzate non solo sull’interesse ma anche sulle commissioni. In questa direzione, Intesa Sanpaolo ha preso l’iniziativa con la creazione di una cabina di regia dedicata alle «fees and commissions», rivedendo l’organizzazione della divisione di wealth management per catalizzare la crescita in questo segmento, dimostrando un approccio proattivo nel diversificare le sue fonti di reddito oltre gli interessi tradizionali.

Questo rafforzamento del margine di interesse nel contesto di un incremento dei tassi da parte della BCE sottolinea l’efficacia delle strategie di gestione adottate dalle principali banche italiane, nonché il loro impatto diretto sulla loro salute finanziaria e competitività di mercato.

Performance delle Principali Banche Italiane nel Primo Trimestre 2024

Il primo trimestre del 2024 è stato particolarmente positivo per le principali banche italiane. Unicredit ha guidato il gruppo registrando un profitto trimestrale di 2,56 miliardi di euro, segnando una crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa performance è stata seguita da vicino da Intesa Sanpaolo, che ha ottenuto un risultato positivo di 2,3 miliardi di euro, in crescita del 18% rispetto al primo trimestre del 2023. Entrambe le banche hanno beneficiato della combinazione di un margine di interesse solido e di una gestione efficace dei costi.

Le banche di dimensioni minori hanno mostrato risultati altrettanto impressionanti. Bper ha registrato un aumento del 57% dei profitti, raggiungendo i 457 milioni di euro, mentre Banco BPM ha raggiunto i 370 milioni di euro (+40%). Monte dei Paschi di Siena ha totalizzato 333 milioni (+41%), Credem ha raggiunto i 161 milioni (+19%), e la Popolare di Sondrio ha riportato un profitto di 145 milioni (+54%). L’incremento dei margini di interesse e delle commissioni ha rafforzato questi risultati, con le banche che hanno dimostrato una notevole capacità di capitalizzare sulle opportunità offerte dall’aumento dei tassi di interesse e dalla crescita economica moderata.

I migliori 3 ETF del settore finanziario nell’ultimo anno

Gli ETF del settore finanziario hanno guadagnato una notevole attenzione nell’ultimo anno.
Tra questi, il Xtrackers MSCI World Financials UCITS ETF 1C si distingue per la sua ampia copertura dell’indice MSCI World Financials, che include una vasta gamma di aziende finanziarie dai mercati sviluppati. Con un tasso di spesa complessiva annuale (TER) di soli 0,25%, questo ETF non solo offre un costo di gestione competitivo ma è anche il più grande del suo genere, con un patrimonio gestito che ammonta a 567 milioni di euro. Lanciato il 4 marzo 2016, con sede in Irlanda, l’ETF adotta una strategia di replica fisica totale, acquistando tutti i componenti dell’indice, e reinveste i dividendi accumulati.

Un altro attore importante in questo ambito è il SPDR MSCI World Financials UCITS ETF, che segue lo stesso indice. Sebbene abbia un TER leggermente superiore di 0,30%, anche questo fondo si impegna a replicare fedelmente l’indice attraverso l’acquisto di tutti i suoi componenti. L’ETF, che gestisce un patrimonio di 286 milioni di euro, ha iniziato la sua attività il 29 aprile 2016 e ha anch’esso domicilio fiscale in Irlanda.

Sul fronte della sostenibilità, l’Amundi S&P Global Financials ESG UCITS ETF DR EUR (A) rappresenta un’innovativa offerta nel mercato. Questo ETF traccia l’indice S&P Developed Ex-Korea LargeMidCap Sustainability Enhanced Financials, che non solo riflette il settore finanziario, ma lo fa attraverso una lente ESG, selezionando azioni in base a criteri ambientali, sociali e di governance. Con un TER di soli 0,18%, è il più economico tra gli ETF che seguono questo indice specifico, gestendo un patrimonio di 420 milioni di euro. Lanciato il 20 settembre 2022, ha dimostrato un impegno notevole verso la sostenibilità, con una strategia di replica fisica e reinvestimento dei dividendi.

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