Ban dei social media per i minori. Ecco la lista dei Paesi che hanno introdotto la misura

Pasquale Conte

17 Giugno 2026 - 00:26

Dopo il primo passo dell’Australia, sempre più Paesi stanno optando per il ban dei social network per i minori. Potrebbe succedere anche in Italia?

Ban dei social media per i minori. Ecco la lista dei Paesi che hanno introdotto la misura

Negli ultimi mesi, diversi Paesi in tutto il mondo hanno annunciato piani per limitare l’accesso ai social media a bambini e adolescenti fino ai 18 anni. Il governo dell’Australia è stato il primo ad attuare misure di questo tipo già dalla fine del 2025, dando vita a un precedente che altri esecutivi stanno seguendo con attenzione.

Le normative e le varie proposte avanzate dai governi di tutto il mondo hanno come obiettivo quello di ridurre le pressioni e i rischi che i giovani utenti possono affrontare sulle piattaforme social tra cyberbullismo, dipendenza, problemi di salute mentale ed esposizione ai malintenzionati.

In quali paesi i social network sono vietati per i minori

Un trend sempre più diffuso e che probabilmente vedrà aumentare la lista di Paesi coinvolti nei prossimi mesi. I social network rappresentano un pericolo per i minori, motivo per cui i governi vogliono imporre dei ban. Come detto, per prima si è mossa l’Australia che nel dicembre 2025 ha vietato l’accesso a piattaforme come Instagram, TikTok, Facebook e YouTube ai minori di 16 anni.

A fine marzo, l’Austria ha annunciato lo stesso divieto per i minori di 14 anni, mentre il Canada ha presentato a inizio giugno un nuovo disegno legge sulla sicurezza digitale che vuole imporre il ban per i minori di 16 anni. Si sta muovendo anche la Danimarca, che si appresta a vietare le piattaforme social ai minori di 15 anni.

In Francia, il disegno legge per vietare i social ai minori di 15 anni deve passare dal Senato, prima di essere sottoposto al voto finale della Camera bassa e diventare realtà. Leggermente indietro la Germania, dove si è iniziato a discutere di questa proposta senza trovare l’approvazione del centrosinistra.

Nell’elenco figurano anche Grecia, Indonesia, Malesia, Polonia, Slovenia, Spagna, Turchia e Regno Unito. Tra prime proposte e disegni legge che attendono l’approvazione, ci si sta spostando in maniera sempre più rapida verso un’ecosistema social in cui non ci saranno più i minori di 18 anni.

Cosa potrebbe succedere in Italia

Lo stesso potrebbe succedere anche in Italia. Attualmente, il Parlamento sta infatti esaminando alcune iniziative legislative per limitare l’uso dei social network per i minorenni. In primis, c’è una proposta firmata da Fratelli d’Italia, PD e Italia Viva che prevede il divieto di iscrizione alle piattaforme per i minori di 15 anni se non con il consenso di un genitore.

Altre proposte spingono per aumentare il divieto fino ai 16 anni, oltre a chiedere un rafforzamento generale dei sistemi di parental control. L’unico vero nodo tecnico è legato alla verifica dell’età. Chiedere un documento d’identità evita la possibilità che i minori falsifichino la data di nascita, però c’è chi teme per la privacy e per eventuali fughe di dati.

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