Le aziende della Pet-mania battono il Nasdaq: il grafico della settimana

Luca Fiore

1 Maggio 2021 - 09:00

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La pandemia ha prodotto un vero e proprio boom della adozioni di animali. Le ripercussioni della Pet-mania sono particolarmente evidenti a Wall Street.

Le aziende della Pet-mania battono il Nasdaq: il grafico della settimana

Per combattere il senso di isolamento causato dalle misure restrittive, una delle soluzioni più gettonate è stata quella di adottare un animale, dando vita ad una vera e proprio Pet-mania.

Secondo le indicazioni fornite dall’associazione britannica dei produttori di alimenti per animali domestici, dall’inizio della pandemia 3,2 milioni di famiglie nel Regno Unito hanno adottato un amico a quattro zampe.

Numeri da record anche in Germania, dove la già folta presenza di animali domestici nel 2020, secondo i numeri della Federazione cinofila tedesca (VDH, Verband für das Deutsche Hundewesen), è cresciuta di 20 punti percentuali.

All’appello non poteva mancare il nostro Paese, dove l’Ong animalista Enpa stima che le adozioni di cani e gatti nel 2020 abbiano registrato un +20% rispetto a un anno prima.

In alcune città, dove i tassi di adozione hanno raggiunto i 40 punti percentuali, «a dicembre il rifugio Enpa -riporta una nota dell’Organizzazone- è rimasto senza cani da adottare».

Negli Stati Uniti recenti statistiche indicano che 7 famiglie su 10 possiedono un animale e le recenti stime indicano che le vendite globali di prodotti destinati agli animali domestici entro il 2025 potrebbero raggiungere i 270 miliardi di dollari.

Aziende della Pet-mania battono il Nasdaq

L’universo delle aziende che sono coinvolte da questa Pet-mania è particolarmente vasto: si va da quelle che si occupano dell’alimentazione degli animali da compagnia, a quelle che realizzano farmaci e soluzioni per il benessere animale, passando per quelle che commercializzano gadget ed è possibile arrivare a settori, come ad esempio quello assicurativo, che studiano soluzioni che permettono una migliore convivenza degli animali da compagnia nelle nostre comunità.

Ovviamente le ripercussioni sulle valutazioni borsistiche non hanno tardato a manifestarsi: in un anno le azioni di Pets at Home sono salite di 75 punti percentuali, le azioni Chewy a Wall Street hanno guadagnato il 77% e sul listino tedesco Zooplus ha messo a segno un +125%.

Il ProShares Pet Care ETF (ticker PAWZ), che fa riferimento al FactSet Pet Care Index, offre un’esposizione a varie società legate al mondo degli animali domestici.

Tra queste troviamo IDEXX Laboratories, Freshpet, Zoetis, Chewy, Dechra Pharmaceuticals Pets At Home Group, Trupanio, Merck, Nestle, Covetrus, Colgate-Palmolive, Central Garden & Pet Company, CVS Group, Zooplus ed Heska.

A fronte del +63% messo a segno dal Nasdaq, il FactSet Pet Care Index in 12 mesi è salito i ben 72 punti percentuali.


FactSet Pet Care Index e Nasdaq. Fonte: Financial Times

Un trend destinato a durare?

A questo punto si pone il dubbio se, nel nuovo scenario post-pandemico, la Pet-mania sia destinata a continuare.

“Uno dei trend che credo resterà nello scenario post-pandemico è rappresentato dalla cura degli animali”, ha detto Tancredi Cordero, chief executive di Kuros Associates. “Anche perché, i cani acquistati ora vivranno per almeno un decennio”.

Dello stesso avviso Sue Noffke, n.1 per l’azionario britannico di Schroders (maggiore investitore istituzionale di Pets at Home), secondo cui si tratta di un settore che va verso un trend di “premiurizzazione” destinato a sopravvivere al Covid.

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