Un tonfo storico, quello che le azioni STMicroelectronics hanno sofferto nella giornata di ieri, giovedì 23 luglio 2026, a seguito della diffusione dei conti relativi al secondo trimestre e al primo semestre dell’anno. Il titolo ha chiuso la sessione della Borsa di Milano confermandosi maglia nera dell’indice Ftse Mib, con un crollo pari a -17,70%.
A deludere è stata la guidance fornita dal colosso dei produttori di chip, come commentato dalla divisione di ricerca di JPMorgan, che ha scritto in una nota che STM “non è riuscita a fare abbastanza per far salire le azioni in modo significativo”, sottolinendo che “gli annunci preliminari di giugno avevano creato aspettative più alte” e che in generale gli investitori avevano bisogno di ulteriori prove di miglioramenti del margine lordo per diventare più bullish sulle azioni.
Oggi è arrivata una nuova nota della divisione Equity Research di Barclays, che ha annunciato una serie di downgrade sia alle previsioni precedentemente stilate sui ricavi che sul target price del titolo STMicroelectronics. Occhio inoltre allo scenario migliore e peggiore previsto per il titolo.
“Rivediamo al ribasso le stime sui ricavi del 2027 del 2% a $17,35 miliardi”, si legge nel report di Barclays, che aggiunge di prevedere ora un margine lordo del 38% nel quarto trimestre del 2026, del 39,2% per il 2027, in crescita al 40,5% nel quarto trimestre del 2027.
“Il vero salto di qualità dovrebbe arrivare nel 2028, una volta completata la riorganizzazione delle fabbriche (fab), quando stimiamo un’espansione del margine lordo a circa il 43%, con possibilità di ulteriori miglioramenti. Prevediamo inoltre che le spese operative nette (net opex) aumenteranno del 6% nel 2027, raggiungendo 4,1 miliardi di dollari”, hanno aggiunto gli analisti.
Barclays ha bocciato anche il target price assegnato alle azioni STM:
“Riduciamo il nostro prezzo obiettivo a 60 euro per azione, dai precedenti 65 euro. Il target price si basa su un rapporto prezzo/utili (P/E) di 20 volte gli utili attesi per il 2028. Applicando invece un multiplo di 20 volte gli utili per azione (EPS) stimati per il 2027, il valore teorico del titolo sarebbe di 44 euro, sostanzialmente in linea con l’attuale quotazione. Il commento della società secondo cui oltre il 50% degli ordini del secondo trimestre è riconducibile a determinate dinamiche aggiunge un ulteriore elemento a sostegno della nostra tesi: questa non è ancora una fase di rialzo trainata dalla domanda finale, bensì principalmente dalle preoccupazioni dei clienti sulla catena di approvvigionamento”.
Detto questo, Barclays ha precisato di ritenere che gli elementi positivi legati al business dell’AI (intelligenza artificiale) continuano a sostenere le prospettive di STMicroelectronics. Di conseguenza, “non escludiamo ulteriori revisioni al rialzo delle stime a partire da gennaio” e “prevediamo un contributo dell’AI pari a 1 miliardo di dollari nel 2026 e 2,5 miliardi di dollari nel 2027”.
Gli analisti hanno confermato il giudizio Equal Weight (EW), in quanto le “nostre stime sui margini lordi del 2027 e del 2028 restano inferiori al consenso di mercato e riteniamo che il mercato debba ancora assimilare il recente reset delle aspettative”.
Oltre ad aggiornare le proprie previsioni sui ricavi e sul target price sulle azioni, Barclays ha presentato lo scenario migliore e peggiore per le azioni STMicroelectronics.
Lo scenario migliore è di un balzo delle azioni fino a 90 euro, che si basa su alcuni presupposti: “Il nostro upside case assume che il ciclo segni una ripresa più veloce delle attese e che STM riesca a continuare a fare business in Cina, così come dia rassicurazioni sui target presentati nel Capital Markets Day”.
Lo scenario più bearish implica invece per le azioni STM un tonfo fino a 30 euro. “Il nostro scenario ribassista ipotizza invece che STMicroelectronics perda una parte o la totalità del business con Apple, che i venti contrari di natura geopolitica si intensifichino e che la ripresa del ciclo del settore sia più lenta del previsto”, spiega il team Equity di Barclays.
Occhio di fatto all’effetto Apple, che ieri è stato citato anche dagli analisti di Jefferies.
Nel commentare le previsioni per il terzo trimestre di STMicroelectronics, che indicano ricavi pari a 3,70 miliardi di dollari, con una variazione possibile del ±3,5% rispetto alla stima media degli analisti di 3,72 miliardi di dollari, secondo i dati di LSEG, Jefferies ha fatto notare come la guidance sia risultata leggermente inferiore alle attese, “probabilmente a causa di un avvio più lento della produzione dell’iPhone 18 (’a slower iPhone 18 ramp’)”.
Lo scenario migliore e quello peggiore per le azioni STMicroelectronics
Dopo il grande tonfo successivo alla pubblicazione dei conti del secondo trimestre, gli investitori si chiedono fino a che punto le azioni STM possano recuperare terreno o scivolare ulteriormente. Lo scenario più bullish e quello più bearish (Fonte Equity Research di Barclays).
Dagli scenari migliore e peggiore di Barclays per le azioni di STMicroelectronics emerge, considerando i valori attuali del titolo - che alle 11.30 ora italiana di oggi, venerdì 24 luglio 2026 - sale dello 0,40%, a quota 48,13 euro che le previsioni più ribassiste, ovvero un calo fino a 30 euro, implicano una flessione del -37,67%.
L’outlook migliore, pari a 90 euro, segnala invece il potenziale di un rally fino a +87%.