Azioni a picco sul Ftse Mib di Piazza Affari dopo la pubblicazione dei conti del secondo trimestre e primo semestre del 2026. Tre le ragioni alla base del taglio della guidance.
Azioni Saipem subito sul fondo del listino Ftse Mib di Piazza Affari, a seguito della pubblicazione dei conti da parte del gruppo italiano attivo nel settore oil & gas, avvenuta ieri sera,
Il crollo si spiega con il taglio della guidance sull’EBITDA adjusted da parte del gruppo, a causa dei maggiori costi sostenuti per la crisi in Medio Oriente.
Immediata la reazione dei titoli, che sono affondati subito di oltre il 9%, per poi ridurre le perdite, che rimangono comunque molto pesanti.
Gli analisti di Barclays hanno confermato il rating delle azioni Saipem a “Equal Weight”, e il target price a 5 euro.
Il prezzo obiettivo implica che, secondo gli esperti, le azioni - che poco prima delle 10 ora italiana scendono di quasi il 7% a 4,057 euro - potrebbero recuperare terreno, risalendo del 23%.
Saipem taglia guidance EBITDA adjusted per costi legati a crisi Medio Oriente
Se da un lato ha confermato la guidance sui ricavi, Saipem ha tagliato l’outlook sull’EBITDA adjusted.
Così l’azienda italiana nell’illustrare i tre motivi principali del downgrade:
“La guidance sui ricavi è confermata nella prospettiva che l’esecuzione dei progetti in Medio Oriente rimanga resiliente, in linea con la prima metà dell’anno. La guidance sull’EBITDA adjusted è aggiornata per tenere conto (i) degli extra costi già sostenuti in relazione alla crisi in Medio Oriente, ed una stima degli extra costi che potrebbero impattare la seconda metà dell’anno, e (ii) del deconsolidamento delle attività di perforazione in acque poco profonde a valle del perfezionamento della cessione”.
Nello specifico, va ricordato di fatto che Saipem ha sostenuto circa 70 milioni di euro di costi aggiuntivi per rafforzare le misure di sicurezza a tutela del personale attivo nell’area del Golfo e per far fronte alle difficoltà logistiche provocate dal conflitto con l’Iran.
L’EBITDA adjusted atteso è dunque pari ora a circa 1,75 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 1,9 miliardi attesi dalla società. Saipem ha precisato, sempre riguardo alla guidance, che “la recuperabilità degli extra costi non è puntualmente quantificabile in questa fase in quanto soggetta all’esito di discussioni commerciali con i clienti. Sebbene i clienti stiano mostrando segnali di supporto, il recupero di tali extra costi non è stato incorporato nella sopracitata guidance”.
Da segnalare che nel secondo trimestre l’EBITDA adjusted di Saipem è sceso di quasi il 3%, a €402 milioni, deludendo le attese formulate dagli analisti intervistati da LSEG, che avevano previsto un valore pari a €464 milioni.
Confermate invece le previsioni per il Cash Flow Operativo (al netto dei canoni di locazione), a circa 1,0 miliardo di euro, così come i ricavi sono attesi ancora a circa a 15,5 miliardi di euro: “La guidance sui ricavi è confermata nella prospettiva che l’esecuzione dei progetti in Medio Oriente rimanga resiliente, in linea con la prima metà dell’anno”, si legge nel comunicato stampa diffuso dal gruppo, relativo ai conti del secondo trimestre e del primo semestre del 2026. Gli investimenti sono stimati in circa 450 milioni di euro, mentre il free cash flow (al netto dei canoni di locazione) è stimato in circa 600 milioni di euro.
Saipem chiude I semestre 2026 con utile netto adjusted in calo a 131 milioni di euro
Il gruppo ha annunciato nella serata di ieri di avere concluso il primo semestre del 2026 con un utile netto adjusted di 131 milioni di euro, in calo del 6,4% rispetto ai 140 milioni di euro del primo semestre del 2025.
L’azienda ha spiegato la flessione sia con la variazione negativa registrata nel risultato operativo adjusted pari a 30 milioni di euro, che con il peggioramento della gestione fiscale per 15 milioni di euro, a cui si è contrapposto l’effetto del miglioramento del saldo della gestione finanziaria per 28 milioni di euro e del saldo della gestione partecipazioni per 8 milioni di euro.
L’utile netto è ammontato a 96 milioni di euro, riflettendo oneri non ricorrenti per 35 milioni di euro rispetto al risultato netto adjusted, riconducibili all’accantonamento dei costi del piano di esodi agevolati sottoscritto con le associazioni sindacali nel quarto trimestre del 2025.
Nel primo semestre dell’anno, i ricavi di Saipem sono ammontati a 7,345 miliardi di euro (7,211 miliardi nel primo semestre del 2025), mentre l’EBITDA adjusted si è attestato a 836 milioni di euro, in rialzo rispetto ai 764 milioni di euro del primo semestre del 2025.
Saipem ha annunciato inoltre di avere acquisito nuovi ordini per un totale di 5,737 miliardi di euro (4,301 miliardi nel primo semestre del 2025).
La posizione finanziaria netta pre-IFRS 16 al 30 giugno 2026 si è confermata positiva per 1,078 miliardi di euro mentre la posizione finanziaria netta comprensiva della lease liability IFRS 16, pari a 1,187 miliardi, è negativa per 109 milioni di euro.
Il debito lordo al 30 giugno 2026 ante effetti lease liability IFRS 16 è ammontato a 1,792 miliardi, mentre la liquidità a 2,870 miliardi, di cui disponibile per 1,291 miliardi.