È stato il settore migliore di quest’anno, battendo i comparti dei servizi di comunicazione e di IT (Information Technology), che includono i nomi di alcune delle aziende che valgono di più in Borsa.
A rinfocolare le scommesse su queste azioni, è stata la notizia della vittoria di Donald Trump alle Elezioni USA del 5 novembre scorso.
L’esito delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti ha scatenato ulteriori buy su questo preciso comparto dell’azionario: e non è finita qui, secondo gli esperti, che intravedono sorprese positive anche nei mesi a venire, con l’ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca, successiva all’inaugurazione ufficiale della nuova amministrazione USA, prevista per il prossimo gennaio.
Il comparto in questione è quello finanziario quotato a Wall Street. Sam Stovall, responsabile della divisione di investimenti di CFRA Research, ha ricordato il trend delle azioni finanziarie scambiate sull’indice S&P 500 che, dall’inizio del 2024, con il sottoindice di riferimento balzato del 36%.
La performance ha ricevuto una chiara spinta dall’esito delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, visto che, soltanto nel mese di novembre, questi titoli sono volati del 10%, doppiando il ritorno dello S&P 500.
Effetto Trump su queste azioni. Il nodo Basilea III
Il motivo è nella parola “deregulation”, ovvero in uno di quegli aspetti che caratterizzeranno la politica economica del tycoon che, già dai tempi della sua presidenza del 2016, confermò di avere una forte allergia verso tutte quelle regole e cavilli burocratici che disciplinano vari settori dell’economia.
Tra questi, sicuramente le banche, che ora si trovano di fronte alla sfida, anche, rappresentata dalle disposizioni contenute nella riforma di Basilea III.
Gli accordi di Basilea, spiega la stessa Unione europea, si sostanziano in tre accordi successivi di regolamentazione bancaria internazionale (Basilea I, II e III) definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (CBVB), che ha elaborato norme per garantire che le banche e gli altri enti creditizi mantengano un livello di capitale e liquidità sufficiente per adempiere i loro obblighi e assorbire perdite inattese.
L’ultimo accordo, Basilea III, è stato concordato a livello internazionale per affrontare le ricadute della crisi finanziaria mondiale del 2007-2008, con i leader europei e mondiali che hanno attuato norme per garantire che le banche siano sane e possano superare la tempesta di eventuali crisi future.
Va detto che, ancora prima di Trump, è stata in realtà la stessa Fed degli Stati Uniti a mettere subito le mani avanti, mostrandosi recalcitrante a seguire alla lettera le disposizioni di Basilea III, che entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio 2025, almeno nell’Unione europea.
Con Trump nuovo presidente degli Stati Uniti, ha fatto notare il responsabile della divisione investimenti di CFRA Research, “scenderà la probabilità che le banche USA vengano costrette ad adeguarsi alle norme di Basilea III”.
Stovall ha citato anche altri fattori a sostegno del comparto finanziario made in USA: oltre alle “buone prospettive di crescita degli utili con la presidenza Trump”, questi titoli si trovano a vivere “un buon momentum”.
Di conseguenza, l’esperto ha rivelato di avere un rating “overweight” sui titoli finanziari americani, confermando l’intenzione di mantenere il giudizio per ancora un bel po’ di tempo.
Ma, per l’appunto, le buone notizie non finiscono qui visto che, all’interno del comparto dei titoli finanziari scambiati sullo S&P 500, esistono azioni che fanno parte di un settore di nicchia e che avrebbero spazio per salire in modo ancora più significativo.
Margine di rialzo superiore a +75% per azioni fintech. I nomi Block e PayPal
A dirlo è Rob Ginsberg, analista tecnico finanziario di Wolfe Research, che ha affermato che, a suo avviso, le azioni fintech, in particolare, faranno meglio dell’intero settore finanziario, rappresentato in partcolare dagli ETF Financial Select Sector SPDR Fund (XLF) e SPDR S&P Bank ETF (KBE) che, secondo l’esperto, potrebbero riportare un rally tra il 10% e il 15% nel corso dei prossimi 12 mesi.
Così Ginsberg:
“Se il mercato toro persisterà, il margine di rialzo per quei nomi fintech potrebbe essere superiore di 3-4 volte rispetto a quanto stimiamo per l’intero XLF”.
L’analista ha menzionato anche due titoli, che dovrebbero essere inondati da una raffica di buy: Block e PayPal.
Nel caso di Block, il cui titolo si aggira attorno ai 90 dollari, la previsione di Ginsberg è di un balzo che potrebbe essere “facilmente” superiore a +75%, portando le azioni a $160 entro la fine del 2025.
PayPal potrebbe schizzare inoltre a suo avviso di quasi +40% a $125, rispetto agli $87 attuali.
L’analista ha precisato che i titoli finanziari potrebbbero essere travolti nel caso in cui un’ampia correzione colpisse Wall Street.
Detto questo, il suo scenario di base è di un mercato toro che rimarrà intatto.