Lettera agli azionisti di MPS-Monte dei Paschi di Siena, in vista della data dell’assemblea in cui si deciderà il destino della banca. Occhio alle azioni.
Perché il nome di Luigi Lovaglio, attuale CEO di MPS, ormai svuotato di ogni potere dopo la revoca delle deleghe, non compare nella lista che il CDA ha presentato per il rinnovo dei vertici, su cui gli azionisti dovranno esprimersi il prossimo 15 aprile, nel giorno dell’assemblea?
Il motivo ufficiale è tutto scritto nella lettera che il Presidente di MPS-Monte dei Paschi di Siena Nicola Maione e il Presidente del Comitato nomine Domenico Lombardi hanno inviato agli azionisti dell’istituto, in vista dell’appuntamento imminente che vedrà l’assemblea dei soci decidere chi guiderà Rocca Salimbeni nei prossimi anni: anni cruciali, in cui sarà plasmato il nuovo Monte, forte del grande asset Mediobanca conquistato l’anno scorso.
Il giorno X ariva in un momento in cui la tensione presente all’interno del Monte si taglia con il filo, visto che evidente è stata la furia dei vertici di MPS contro Lovaglio che, ben determinato a conservare la propria poltrona di AD, ha deciso di presentarsi con la lista dell’azionista PLT Holding della famiglia Tortora, che preme per la sua riconferma. Scelta che il CDA di MPS non ha affatto gradito, al punto da punire Lovaglio con la revoca delle deleghe e la sospensione dalla carica di direttore generale.
E’ però fallito il piano di far bocciare la lista della holding dalle autorità di vigilanza, dopo la denuncia alla BCE, a Bankitalia e alla Consob.
Rimane alta l’attenzione alle azioni Monte dei Paschi di Siena e sui titoli Mediobanca, entrambe scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari. Le azioni MPS sono tra le peggiori dell’indice benchmark della borsa di Milano.
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La lettera agli azionisti di Maione e Lombardi. La versione ufficiale del berservito a Lovaglio
Nella lettera agli azionisti, Maione e Lombardi hanno scritto, praticamente che, secondo il CDA Luigi Lovaglio non è l’uomo adatto per guidare la nuova fase della banca senese:
“Il Consiglio ha deciso di non includere l’ex Amministratore Delegato nella lista del Consiglio di Amministrazione, sulla base di considerazioni legate alla prossima fase di sviluppo della Banca”, hanno sottolineato Maione e Lombardi, indicando gli elementi chiave che devono caratterizzare la nuova leadership del gruppo, che dovrà nei prossimi mesi portare avanti il processo di integrazione con Mediobanca.
“Di fatto, il processo di autovalutazione del Consiglio ha evidenziato la necessità che la leadership esecutiva della Banca:
- sia dotata di competenze, capacità e visione strategica maggiormente allineate alle imminenti sfide di mercato, che caratterizzeranno il futuro percorso di trasformazione della Banca;
- favorisca una maggiore apertura al dialogo e un’interazione più inclusiva ed efficace all’interno del Consiglio, per garantire solide dinamiche di governance”.
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Non c’entrano solo le indagini su Lovaglio
Non sono dunque ’soltanto’ le indagini scattate dalla Procura di Milano su Luigi Lovaglio per sospetta manipolazione di mercato e ostacolo alla vigilanza le ragioni che avrebbero portato i vertici di MPS a non includere il nome di Lovaglio nella lista che dovrà essere votata dagli azionisti, e che propone come nuovo CEO Fabrizio Palermo, ex numero uno di CDP (Cassa Depositi e Prestiti) e attuale amministratore delegato di Acea:
“Tale esclusione si basa su una valutazione articolata che non è riconducibile esclusivamente a considerazioni relative a indagini in corso e al loro potenziale impatto sulla reputazione della Banca”.
MPS ha precisato che l’intero processo di selezione dei candidati alla lista “è stato guidato da criteri oggettivi e professionali, con l’obiettivo di costruire un Consiglio con competenze solide ed equilibrate in tutte le aree critiche per una
banca delle dimensioni e complessità di MPS e precisamente: mercati finanziari e corporate governance, gestione dei rischi, strategia, ICT e innovazione digitale e, infine, ESG e sostenibilità”.
La lista finale, hanno precisato Maione e Lombardi, ha ricevuto la votazione quasi unanime del Consiglio di Amministrazione.
Perché è stato scelto il nome di Fabrizio Palermo per la carica di nuovo CEO di MPS
Nella missiva si ricorda che inizialmente, per la carica di amministratore delegato della ’nuova’ MPS erano stati fatti i nomi di tre candidati: Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Nomi scelti sulla base di “un approccio particolarmente rigoroso e prospettico, conducendo una valutazione anticipata e strutturata dei potenziali candidati al ruolo di Amministratore Delegato, con il supporto di advisor internazionali indipendenti”.
Successivamente, “a seguito di un’approfondita valutazione comparativa, Fabrizio Palermo è risultato il candidato con il miglior allineamento complessivo rispetto alle competenze richieste in base alla Board Skills Matrix, al fine di guidare nei prossimi anni il Gruppo bancario nella sua fase di trasformazione e sviluppo”.
Maione e Lombardi hanno ricordato che “ Fabrizio Palermo vanta oltre trent’anni di solida esperienza internazionale nel settore finanziario, accompagnata da visione strategica, leadership inclusiva e capacità implementativa, avendo guidato con successo tre processi di trasformazione di grandi istituzioni in ambito finanziario e industriale” .
La lettera si chiude con l’invito agli azionisti ad appoggiare la lista de CDA:
“Alla luce di quanto sopra, riteniamo fermamente che sostenere la lista del Consiglio di Amministrazione proposta sia essenziale per garantire stabilità, continuità ed efficacia della governance della Banca in un momento decisivo del suo percorso di trasformazione. La qualità del processo, la solidità della composizione proposta e il chiaro allineamento con le priorità strategiche della Banca forniscono una base robusta per il successo dell’esecuzione del Piano Industriale e del processo di integrazione, nonché per la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo per tutti gli azionisti.
Per queste ragioni, vi invitiamo con convinzione a sostenere la lista del Consiglio di Amministrazione”.
Queste, le spiegazioni ufficiali della decisione del CDA di mettere praticamente alla porta Luigi Lovaglio.
Ma il vero motivo porterebbe il nome di Francesco Gaetano Caltagirone
I rumor su quello che sarebbe tuttavia il vero motivo per cui i vertici di MPS avrebbero deciso di dare il benservito all’AD raccontano tuttavia una storia più complessa, che attiene piuttosto al deterioramento dei rapporti tra il CEO, autore tra l’altro del piano industriale dell’istituto per gli anni 2026-2030 e il secondo azionista Francesco Gaetano Caltagirone.
Le indiscrezioni vanno avanti da parecchio, tanto che a farsi avanti per smentirle è stato lo stesso Caltagirone, che ha chiarito la sua posizione rispondendo a un articolo dell’FT-Financial Times.
Le parole dell’imprenditore romano non sono riuscite tuttavia a mettere a tacere i rumor. Oggi un articolo di La Repubblica riprende la questione:
“La realtà è che Lovaglio nell’ultimo anno è entrato in rotta di collisione con il secondo socio di MPS, Caltagirone e, di conseguenza, le dinamiche all’interno del CDA sono diventate complicate. Quindi il CDA ha ritenuto opportuno escluderlo nonostante abbia approvato all’unanimità il piano industriale di Lovaglio che prevede la fusione tra MPS e Mediobanca”.
Il quotidiano ha ricordato che Fabrizio Palermo, oltre a essere attuale AD di Acea è consigliere di Generali, eletto con la lista Caltagirone nell’assemblea 2025.
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Va ricordato che in particolare il Financial Times ha puntato spesso i fari sulla figura di Caltagirone, svelando di recente il presunto piano nascosto del governo Meloni per prendere il controllo di quella che è stata considerata sempre da molti il vero motivo dell’OPS che MPS ha lanciato su Mediobanca: Generali, di cui Caltagirone è tra i maggiori azionisti (come è tra i maggiori soci di MPS e Mediobanca).
Così, di recente, il quotidiano della City, che ha parlato di vera e propria ossessione di Caltagirone per Generali:
“La sua ossessione di lunga data per il gruppo assicurativo è fondata su un mix di aumento dello status e opportunità di business. Generali Assicurazioni è un grande investitore nel paese con una vasta operazione immobiliare che potrebbe offrire opportunità preziose per l’impero edilizio di Caltagirone. Il suo sforzo per prendere il controllo del gruppo è ancora più rilevante per Meloni e per il governo italiano — a parte l’interesse dello Stato tramite la sua partecipazione residua in MPS, la stretta relazione con Caltagirone potrebbe aumentare ulteriormente la sua influenza su uno dei maggiori acquirenti del paese di titoli di Stato” (BTP & Co).
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