Azioni MPS in ritirata a Piazza Affari dopo revoca deleghe a Lovaglio. Cosa significa

Laura Naka Antonelli

26 Marzo 2026 - 10:26

Dopo tre giorni consecutivi di riunione, il CDA di MPS-Monte dei Paschi di Siena ha emesso il verdetto sul CEO Luigi Lovaglio.

Azioni MPS in ritirata a Piazza Affari dopo revoca deleghe a Lovaglio. Cosa significa

Azioni MPS in ritirata sul Ftse Mib di Piazza Affari, dopo la decisione del CDA della banca senese, che si è riunito ieri per il terzo giorno consecutivo, di revocare le deleghe a Luigi Lovaglio e di sospendere l’amministratore delegato dalla carica di direttore generale della banca.

La frattura tra i vertici e Lovaglio, rimasto ora senza poteri, è diventata conclamata dopo la notizia relativa alla candidatura del numero uno del Monte dei Paschi di Siena alla carica di CEO, in vista del rinnovo dei vertici, con la lista presentata dall’azionista di MPS PLT Holding, che fa capo alla famiglia Tortora.

La mossa ha irritato non poco il management, in quanto la lista della holding è alternativa a quella del CDA, che ha deciso di escludere dalla rosa dei candidati Lovaglio.

Scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Monte dei Paschi di Siena scendono nella giornata di contrattazioni di oggi, giovedì 26 marzo 2026, dell’1% circa, dopo il balzo di oltre il 3% della vigilia, successivo alla notizia dell’unico nome scelto dal CDA per la candidatura alla carica di amministratore delegato: l’ex numero uno di Cassa Depositi e Prestiti (CDA) e CEO di Acea, Fabrizio Palermo. Giù oggi anche i titoli Mediobanca.

MPS, il CDA revoca le deleghe al CEO Luigi Lovaglio e annuncia sospensione da direttore generale

Nella serata di ieri, è arrivata la notizia che diversi rumor avevano anticipato.

Per mezzo di un comunicato, MPS ha emesso il seguente verdetto:

“Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (la “Banca”), riunitosi in data odierna sotto la presidenza dell’Avv. Nicola Maione, tenuto conto dell’inserimento del Dott. Luigi Lovaglio, quale candidato Amministratore Delegato, nella lista che si candida ad eleggere la maggioranza degli amministratori presentata da PLT Holding S.r.l. e PLT S.p.A., effettuati i necessari approfondimenti anche con l’ausilio di autorevoli consulenti esterni, ha ritenuto di revocare le deleghe allo stesso conferite in qualità di Amministratore Delegato, avocando a sè tutti i relativi poteri, e deliberando altresì, con decorrenza immediata, la sospensione dalle mansioni coperte in qualità di Direttore Generale”.

MPS, si legge nella nota, ha aggiunto che a questo punto, “ai sensi delle vigenti disposizioni statutarie, la gestione delle attività ordinarie, nel periodo intercorrente tra la data odierna e la prossima Assemblea dei Soci chiamata, tra l’altro, alla nomina del nuovo Consiglio di Amministazione, viene assegnata al Vice Direttore Generale Vicario Maurizio
Bai
, così garantendo la piena continuità delle attività della Banca
”.

Lovaglio spogliato dei suoi poteri, cosa significa revoca delle deleghe

In parole semplici, la revoca delle deleghe a Lovaglio significa che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio è stato spogliato dei poteri operativi che la sua carica di CEO gli assegnava.

Non si tratta di un licenziamento, in quanto Lovaglio è tuttora nel Consiglio.

Ma il banchiere non può prendere più alcuna decisione che riguardi MPS, dunque non la può più gestire.

Il quotidiano La Stampa riporta oggi il retroscena, scrivendo come i vertici abbiano cercato di convincere il manager a dimettersi: “ Dimettiti, per il bene di MPS ”, ma anche come Lovaglio abbia fatto orecchie da mercante.

Ma il CEO senza poteri non vuole farsi da parte

Il fautore del rinascimento del Monte dei Paschi di Siena non avrebbe alcuna intenzione di farsi da parte e di “rinunciare alla corsa” forte, secondo le indiscrezioni raccolte da La Stampa, anche del sostegno arrivato dal presidente di Mediobanca, la preda conquistata da MPS, ovvero dall’ex ministro Vittorio Grilli.

Cruciale, per il destino di MPS e dunque anche di Mediobanca, l’assemblea degli azionisti fissata al prossimo 15 aprile, convocata per votare chi guiderà Rocca Salimbeni nei prossimi anni.

Le liste sono tre: quella del CDA, che ha candidato per l’appunto Fabrizio Palermo, CEO di Acea, alla carica di nuovo CEO; la lista della holding di PLT Holding, che preme per la riconferma di Lovaglio e che va in rotta di collisione con quella del CDA presentandosi alla stregua di lista alternativa; infine, la lista di minoranza di Assogestioni.

Il quotidiano ha ricordato come determinanti, per l’esito della partita, saranno a partire dalla prossima settimana i consigli di voto che arriveranno dai proxy advisor Glass Lewis e ISS.

D’altronde, più del 60% di MPS è nelle mani degli investitori istituzionali, e la speranza di Lovaglio e di PLT Holding, è di convincere i fondi a garantire la continuità della gestione di MPS riconfermando l’attuale AD, finito nel mirino della Procura di Milano ma anche artefice del piano industriale 2026-2030.

Non c’è dubbio dunque che il dossier MPS, con lo scontro tra il CDA e Lovaglio, continuerà a essere attentamente monitorato a Piazza Affari, in attesa della data in cui si deciderà tutto: quella, appunto, del prossimo 15 aprile.

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