Azioni Leonardo, Avio, Fincantieri. Gli esperti spiegano a Money.it cosa può succedere al settore difesa

Laura Naka Antonelli

21 Luglio 2026 - 09:05

Gli esperti interpellati da Money.it commentano il trend recente delle azioni Leonardo, Avio, Fincantieri. Il picco è stato testato oppure no?

Azioni Leonardo, Avio, Fincantieri. Gli esperti spiegano a Money.it cosa può succedere al settore difesa

Le azioni Leonardo, Avio e Fincantieri, in sostanza le azioni del settore della difesa dell’Italia, rimangono osservate speciali: inevitabile, in tempi di guerra e a fronte di un’Europa sempre più proiettata a dotarsi di un sistema di sicurezza proprio e integrato.

A confermare gli obiettivi del Continente è stato il comunicato che ha riassunto l’ultima riunione del Consiglio UE dedicata alla difesa: “I leader dell’UE sottolineano che la prontezza dell’Europa alla difesa deve essere potenziata in modo decisivo entro il 2030 e chiedono di intensificare gli sforzi per ridurre le dipendenze strategiche e affrontare le carenze in termini di capacità critiche”. Eppure, nonostante i continui venti di guerra che soffiano in Medio Oriente - la guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran continua dopo una tregua durata il tempo di poche settimane - e in Russia e Ucraina, il rally azioni del settore della difesa non è più imponente come negli ultimi mesi. Tutt’altro.

Basta guardare al sottoindice dell’azionario europeo STOXX® Europe Total Market Aerospace & Defense, che ha ritracciato in modo significativo dall’inizio del 2026, passando dai massimi testati a 3.076, 11 punti della metà di gennaio a 2.710 punti circa. In Italia, fari sui titoli Leonardo, Avio, Fincantieri, che si sono indeboliti anch’essi sul Ftse Mib di Piazza Affari. Cosa sta succedendo? Money.it ha raccolto i commenti di alcuni esperti del mercato azionario.

Settore difesa, l’attenti dell’esperto: Prestate più attenzione alle valutazioni dei titoli

In evidenza il commento di Francisco Matilla Serrano, consulente indipendente nei settori della finanza e della tecnologia, analista dei mercati finanziari, esperto della gestione del rischio e dell’interazione tra le narrative tecnologiche e la formazione dei prezzi degli asset.

Partendo dalla necessità, a suo avviso, che nei confronti di Piazza Affari venga adottato un approccio selettivo, Serrano ha sottolineato di privilegiare aziende esposte ad alcuni temi strutturali, tra cui proprio quelle attive nel settore della difesa.

L’analista ha tuttavia indicato anche che, “pur se il caso d’investimento di lungo periodo resta pienamente valido, oggi bisogna prestare maggiore attenzione alle valutazioni”.

Serrano ha confermato prima di tutto che “l’aumento della spesa militare europea non rappresenta più un tema tattico di breve termine, bensì un cambiamento strutturale delle politiche industriali e di sicurezza destinato a svilupparsi nell’arco di molti anni”, elemento che “sostiene società come Leonardo, Fincantieri e Avio”: azioni, ha tenuto a precisare, che presentano caratteristiche diverse, con “Leonardo offre che un’esposizione più ampia all’aerospazio e alla difesa, Fincantieri che presenta un interessante posizionamento nella cantieristica navale e nelle tecnologie subacquee, e Avio considerata una scommessa più specializzata”.

Detto questo, l’analista ha fatto notare che, “dopo il forte apprezzamento registrato dal comparto, gli investitori dovrebbero distinguere tra rilevanza strategica e valutazioni di mercato”.

“Un portafoglio ordini molto robusto non impedisce alle aziende di diventare vulnerabili”

Soprattutto, gli investitori dovrebbero capire che “un portafoglio ordini molto robusto non impedisce a queste società di diventare vulnerabili se il mercato incorpora aspettative eccessivamente ottimistiche su margini, cicli di procurement e sostegno politico”.

Nello spiegare il suo approccio verso i titoli del settore della difesa, che rimane positivo, Francisco Matilla Serrano non ha fatto dunque mistero dell’opportunità di avvicinarsi a queste azioni con cautela:

“Nel medio termine, continuo a vedere un potenziale di crescita nel settore italiano della difesa, ma mi aspetto che i rendimenti diventino più eterogenei. La prima fase è stata trainata dalla rivalutazione dell’intero comparto sulla base della necessità per l’Europa di incrementare la spesa militare. La fase successiva dipenderà invece dalla capacità di esecuzione: conversione del portafoglio ordini in ricavi, miglioramento dei margini, capacità produttiva, gestione del capitale circolante, qualità dei contratti e possibilità di aumentare i volumi”.

Dunque, ha concluso il consulente, “guarderei con maggiore favore alle aziende in grado di dimostrare una reale leva operativa, piuttosto che limitarsi ad annunciare nuovi ordini”.

Il Professore di Finanza Accomazzo presenta Leonardo: “grande esempio di opportunità e rischio”

Anche Davide Accomazzo, Professore di finanza presso Pepperdine Graziadio Business School e direttore finanziario di Thalassa Capital, società indipendente di wealth management e consulenza per gli investimenti con sede negli USA, ha manifestato cautela nei confronti delle azioni del comparto della difesa: “Ho un’esposizione marginale ai titoli italiani della difesa nell’ambito di un’allocazione più diversificata nel settore aerospaziale e della difesa europeo”, ha detto.

Certo, ha aggiunto l’esperto, “in un mondo sempre più caratterizzato da tensioni e conflitti, l’Europa dovrà riorganizzare il proprio sistema di difesa e rafforzare la propria posizione strategica”: e questo orientamento fa sicuramente da assist alle azioni del comparto.

Inoltre, ha aggiunto Accomomazzo parlando con Money.it, “sebbene questi titoli abbiano già incorporato nei prezzi parte delle prospettive favorevoli, si tratta di una tendenza destinata a svilupparsi nell’arco di molti anni”.

E tuttavia, dalle parole del professore di finanza non emerge alcuna traccia della febbre che tanto aveva messa il turbo ai titoli del settore della difesa, nel 2025.

Anzi, c’è un’azione nello specifico viene citata come “ grande esempio di opportunità e di rischio ”.

Si tratta di Leonardo: “Leonardo è un ottimo esempio di opportunità e rischio. L’azienda è all’avanguardia nelle tecnologie aerospaziali e della difesa, ma è anche esposta al rischio politico, come è emerso all’inizio di aprile, quando il governo in modo inaspettato ha messo alla porta il suo CEO (ex AD, Roberto Cingolani), che era ben rispettato dai mercati finanziari. Quel giorno, le azioni Leonardo hanno perso il 5%”, ha ricordato Accomazzo. (Leggi anche Arrivano su Borsa Italiana i primi ETP a leva su Leonardo).

Inoltre lo stesso indice Ftse Mib di Piazza Affari, “viaggiando al di sopra delle medie storiche, implica prudenza”.

Prigiobbo, fondatore di NAStartUp: “parte delle aspettative già nei prezzi, focus sul punto di ingresso”

Le azioni Leonardo e Fincantieri sono state menzionate anche Antonio Prigiobbo, fondatore di NAStartUp e consulente e analista dell’economia dell’innovazione delle startup, che ha riferito a Money.it di guardare a questi due titoli, oltre a quelli di
STMicroelectronics, in quanto si tratta in tutti e tre i casi di “aziende legate a tecnologie e settori strategici, con competenze difficili da replicare e una forte proiezione internazionale”.

Alla domanda se, nello specifico, le azioni del settore difesa siano ancora appetibili, Prigiobbo ha risposto in modo affermativo, anche se con qualche riserva: “Restano aziende interessanti, perché credo che il ciclo europeo della difesa abbia basi strutturali. Una parte delle aspettative, però, è già nei prezzi: oggi il punto di ingresso conta quanto la qualità dell’azienda”.

Dal canto suo Joseph Gulino, avvocato attivo negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con oltre vent’anni di esperienza nella consulenza agli investitori istituzionali, ha affermato che “il settore della difesa – sia in Italia sia, più in generale, in Europa – debba continuare a essere monitorato con grande attenzione”.

E questo perché “stiamo assistendo a un costante incremento della spesa per la difesa in tutta Europa, determinato sia dalla crescente consapevolezza della necessità di rafforzare le capacità militari, sia dal progressivo impegno dei Paesi europei a conseguire gli obiettivi di spesa fissati dalla NATO

Gulino, che vanta una lunga esperienza nei settori automotive, bancario, media e servizi finanziari, con incarichi di rilievo in importanti procedimenti riguardanti titoli azionari, quali Citigroup, Bank of America e Merck, ha precisato inoltre di avere una view positiva, in generale, sull’azionario italiano:

L’Italia fa parte del mio portafoglio personale e ritengo che molti investitori orientati alla diversificazione e a una strategia di investimento globale stiano adottando un approccio analogo. È importante ricordare che l’Italia è una delle maggiori economie mondiali e che numerose società di primaria importanza sono quotate sul mercato azionario italiano. Inoltre, molte imprese quotate in altri Paesi, inclusi grandi gruppi multinazionali attivi in diversi settori, vantano una significativa esposizione all’economia italiana attraverso partecipazioni in società italiane e attività produttive localizzate nel Paese”.

Il trend delle azioni Leonardo, Avio e Fincantieri sul Ftse Mib di Piazza Affari

Detto questo, tornando alle azioni del settore della difesa scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, i trend dell’ultimo periodo confermano come gli investitori abbiano deciso di passare all’incasso.

Le azioni Leonardo hanno perso negli ultimi tre mesi più del 14% (YTD la performance rimane debolmente positiva, con un rialzo del 1,52%), chiudendo la sessione di ieri, lunedì 20 luglio, a quota 49.91 euro.

Avio ha perso negli ultimi tre mesi il 23% del suo valore (YTD quasi -3,37%) terminando la seduta della vigilia a quota 28,36 euro.

Fincantieri ha lasciato sul terreno nello stesso arco temporale il 5% circa (-23,41% YTD), viaggiando attorno a 12,79 euro. Tutte e tre le azioni sono scambiate sul Ftse Mib della Borsa di Milano.