Giornata da incubo per le azioni dei giganti del lusso Kering (a cui fa capo il marchio Gucci) ed Hermes, che affondano di oltre il 10%.
I titoli scontano i numeri arrivati dalle trimestrali appena pubblicate, che hanno mostrato gli effetti della guerra USA-Iran sulle vendite. Le azioni Hermes sono scivolate così fino a -14% sulla borsa di Parigi, mentre Kering - i cui titoli sono scambiati anch’essi sul listino parigino - è capitolata del 10% circa.
I crolli hanno zavorrato l’intero settore del lusso europeo, che si conferma il peggiore dell’indice benchmark dell’azionario europeo Stoxx 600. Male anche le azioni di Burberry, Christian Dior, LVMH, e Moncler. Occhio, però: dai report di alcuni analisti emerge che tra le azioni Kering ed Hermes una può volare rispetto ai valori attuali del 42% circa.
I numeri della trimestrale di Hermès
La cautela, per il trend delle azioni dei colossi del lusso, è d’obbligo.
Hermes ha annunciato di aver concluso il primo trimestre del 2026 con ricavi di 4,07 miliardi di euro, al di sotto dei 4,15 miliardi stimati dal consensus degli analisti.
La crescita delle vendite organiche è stata pari a +5,6% su base annua, inferiore al +7,1% atteso dal consensus: “L’attività wholesale è stata significativamente penalizzata da vendite inferiori ai negozi in concessione, in particolare in Medio Oriente e negli aeroporti ”, ha precisato il gruppo.
L’outlook è rimasto invariato: “Nel medio termine, nonostante le incertezze economiche, geopolitiche e monetarie in tutto il mondo, il gruppo conferma l’obiettivo ambizioso di una crescita dei ricavi a tassi di cambio costanti ”.
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I conti di Gucci deludono il mercato, in 4 anni vendite quasi dimezzate
Ancora prima di Hermès, nella serata di ieri aveva pubblicato i propri conti l’altro gigante del lusso a cui fa capo il brand Gucci, ovvero Kering.
I ricavi di Kering si sono attestati nel primo trimestre a 3,57 miliardi di euro, in calo del 6% su base annua a dati riportati e stabili su base comparabile a cambi costanti.
Le vendite di Gucci hanno sofferto una flessione dell’8%, superiore rispetto al -6% previsto dal consensus degli analisti sell-side.
Kering, che possiede anche marchi come Yves Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga, ha precisato che i ricavi retail in Medio Oriente sono scivolati dell’11% nel primo trimestre, dopo un trend che, nei primi due mesi dell’anno, ovvero prima che iniziasse la guerra USA-Iran (il 28 febbraio scorso) era apparso promettente, in quanto in crescita.
Va ricordato che, con 79 punti vendita nella regione, il Medio Oriente incide sui ricavi retail di Kering per il 5% circa.
L’attenzione degli investitori è a questo punto tutta rivolta al Capital Markets Day di domani, 16 aprile 2026, quando il CEO Luca de Meo presenterà il piano strategico di Kering, battezzato “ ReconKering ”, tra l’altro a Firenze, città in cui ha visto la luce il marchio Gucci.
Bassel Choughari, gestore di portafoglio di Comgest, ha riferito a Reuters che “l’attenzione degli investitori sarà semplicemente su Gucci, Gucci, Gucci ”, a causa della sua crisi più che conclamata, come dimostra il fatto che le vendite si sono quasi dimezzate nell’arco di quattro anni, scivolando nell’intero 2025 a un valore inferiore ai 6 miliardi di euro, rispetto al picco di 10,5 miliardi del 2022.
Le vendite di Gucci si sono quasi dimezzate nell’arco di quattro anni
Crisi Gucci. Diffusi i conti del colosso Kering che controlla il marchio. Vendite quasi dimezzate in 4 annni (Fonte: Reuters).
Il giudizio di Barclays, che vede balzo di oltre +40% per le azioni Hermes
Per le azioni Kering il pessimismo rimane, almeno tra gli analisti di Barclays, che intravedono invece una solida opportunità di ripresa per i titoli Hermes.
Gli esperti di Barclays hanno attribuito di fatto alle azioni Kering un rating “Underweight”, a fronte di un giudizio “Neutral” riconosciuto al settore europeo del lusso.
Il tonfo di oggi ha portato tra l’altro i titoli Kering a scendere fino a 251,55 euro, bucando così il target price di Barclays, pari a 255 euro.
Barclays è decisamente più ottimista nei confronti delle potenzialità di Hermes, come dimostra il suo rating “Equal Weight”. In questo caso il target price è pari a 2.310 euro.
Considerando che il titolo Hermes oggi è capitolato a 1.617 euro, per effetto dei pesanti smobilizzi, ciò significa che, secondo Barclays Research, le azioni vantano un margine di upside del 42,8% circa.