Siamo in un momento decisivo per i mercati azionari. In molti si aspettano la correzione. Magari venisse.
Ogni correzione è ossigeno puro per i mercati dal marcato trend rialzista, come quello attuale. Soprattutto in una fase di discesa di inflazione e politiche monetarie che iniziano ad essere espansive.
Certo, i rialzi azionari più diventano grandi, più cadono duramente poi. Il mercato azionario in questi giorni infatti sembra piuttosto allegro ,come avrete certamente notato, quindi non dovrebbe sorprendere nei prossimi giorni un calo che potrebbe essere dell’ordine del 5% o 10%.
Se osservate il grafico BLOOMBERG sottostante, l’indice SP500, arrivato a 5.570, viaggia abbondantemente al di sopra della MM200gg, la linea gialla, trend di lungo periodo che è oggi 4.890.
Lo storno dei listini potrebbe essere violento, e toccare anche la suddetta MM200gg a 4.890 (quindi una correzione teorica ammissibile che, senza compromettere il trend rialzista, può anche arrivare al -12% dai livelli attuali dell’8 luglio 2024).
Ma, ripeto, sarebbe una correzione assolutamente positiva per chi vuole entrare nel mercato più liquido al mondo e sarebbe occasione ghiotta per comprare Google, Apple, Nvidia, Microsoft oppure Amazon, per fare alcuni esempi.
INDICE SP500 DAL LUGLIO 2022 A LUGLIO 2024 CON MM200GG (LINEA GIALLA)
FONTE: BLOOMBERG
Se osservate il grafico, infatti, dal 2022 al 2024 ogni volta che il listino SP500 ha bucato al ribasso la linea gialla MM200gg a 3.860 il 10 marzo 2023 e a 4.115 nella seduta del 27 ottobre, di lì sono iniziati potenti rimbalzi che continuano tutt’oggi.
L’indice SP500 dai minimi del 27 ottobre infatti ha realizzato un +35% in poco più di 8 mesi. Chi ha iniziato ad andare short sull’SP500 a fine ottobre, vendendo futures o comprando put options (cioè chi ha scommesso sulla caduta dell’indice americano, perché vedeva la rottura della MM200gg come scintilla iniziale dello storno), ora si sta facendo molto male e ha perso un mucchio di soldi, a meno che non abbia chiuso immediatamente la sua scommessa al ribasso.
Non conviene essere catastrofisti quando la liquidità che circola nel sistema è estremamente abbondante: circa 7 trilioni di dollari sono parcheggiati in strumenti di mercato monetario nei bilanci degli hedge funds, fondi pensioni, banche e assicurazioni in USA. Se il mercato scende arrivano tonnellate di soldi di nuovo sui listini, statene certi.
Ad ogni modo, se arrivasse lo storno, la causa potrebbe essere:
- l’incertezza che gira intorno alla campagna presidenziale americana,
- oppure il rischio di delusione dagli utili aziendali nella stagione delle trimestrali che sta per iniziare,
- oppure, e questo mi preoccupa un po’ di più, da inaspettati rigurgiti della inflazione e quindi da delusioni circa le mosse future della politica di riduzione dei tassi della Federal Reserve.
Ricordatevi però che – come ho già scritto nel recente articolo su queste pagine per i lettori di Money Premium No, il Nasdaq non è in bolla speculativa (e vi spiego perché) - non siamo in territorio di bolle speculative, perché in generale possiamo affermare che:
- gli utili aziendali ci sono, e sono abbondanti,
- il debito aziendale è sostenibile,
- l’economia americana non è in recessione. E nemmeno in stagflazione.
Quindi siamo in un trend rialzista sano, non malato, basato su numeri microeconomici e macroeconomici fondamentalmente positivi, non siamo in una euforia irrazionale fragile e nervosa.
Tuttavia, non focalizziamoci solo sui big 5 di cui sopra. Per effettuare un ingresso sull’SP500 in caso di correzione.
Per esempio, ci sono gli ETF azionari molto ben diversificati. Vi segnalo, fra i molti:
- Vanguard S&P 500 UCITS ETF (USD) con accumulazione proventi, ISIN IE00BFMXXD54;
- iShares Core S&P 500 UCITS ETF con accumulazione dei proventi, ISIN IE00B5BMR087;
- iShares Core S&P 500 UCITS ETF USD a distribuzione dei proventi, ISIN IE0031442068.
Ma non ci sono solo ETF.
Infatti, non tutti i titoli di chip hanno goduto dell’esuberante performance del primo semestre vista da Nvidia e ritengo che alcuni notevoli “ritardatari del rally” potrebbero essere pronti per solidi rimbalzi, e sono quindi da comprare durante la correzione, se dovesse verificarsi la correzione.
Nel settore dei chip, vedo potenziale per le azioni di Advanced Micro Devices Inc. (AMD) e Intel Corp., due recenti titoli “sottoperformanti” che potrebbero beneficiare di un’eventuale ondata di interesse per l’aumento della domanda di apparecchiature server con chip adatti agli algoritmi di intelligenza artificiale e altre tendenze di mercato riguardanti hardware e linee di trasmissione dei dati.
Le azioni AMD e Intel nel rally sono state inferiori al rally dell’indice S&P 500 nella prima metà del 2024.
Probabilmente entro la fine dell’anno dovrebbero iniziare a circolare in USA i primi super-potenti personal computer adatti ad elaborazioni con algoritmi di intelligenza artificiale home made. In pratica, ogni azienda potrà disegnare – se già non lo fa - i suoi algoritmi di IA proprietari basati sulle piattaforme di OpenAI o di Google o della stessa Nvidia (piattaforma CUDA).
Poiché il chip h100 della Nvidia è appannaggio delle grandi multinazionali del cloud (parliamo di un costo di circa 35.000 dollari cadauno e 9 mesi di attesa per la consegna). I PC aziendali predisposti per l’intelligenza artificiale dovrebbero funzionare, a costi più abbordabili, con il chip Lunar Lake di Intel e il processore Strix Point di AMD, con un conseguente grande incremento delle vendite per i due costruttori suddetti entro il quarto trimestre del 2024 e il primo trimestre 2025.
Per quanto riguarda il mercato della IA, avremo una sorta di rotazione dei “protagonisti del mercato”.
Infatti, mentre nella prima metà dell’anno le grandi aziende cloud (Google, Apple, Microsoft, Amazon e Oracle) hanno investito ingenti somme di denaro nelle spese in conto capitale legate all’intelligenza artificiale, si ritiene che la tendenza di queste aziende cloud potrebbe attenuarsi leggermente nella seconda metà dell’anno. È ovvio che le grandi aziende tecnologiche staranno a guardare come gli investimenti in IA daranno finalmente ricavi maggiori e utili maggiori, attraverso un aumento degli abbonamenti dei loro clienti.
Nel frattempo, nella seconda parte dell’anno, i consumatori e le aziende in generale potrebbero iniziare a prepararsi di più alla IA e ad aggiornare l’hardware per essere pronte per l’intelligenza artificiale “fatta in casa”, come dicevo sopra, cioè algoritmi personalizzati alle loro esigenze produttive nei più disparati campi della tecnologia, come quello farmaceutico, quello bancario -assicurativo, automobilistico ecc., il che potrebbe avvantaggiare AMD, Intel, Dell Technologies e Amkor Technology, un’azienda che offre servizi di confezionamento di schede madri con chip h100 di Nvdia e test sui nuovi chip a semiconduttori in outsourcing.
Alcuni analisti vedono anche un potenziale di ripresa per alcune sacche del poco amato settore del software, in particolare il software aziendale per le infrastrutture telematiche e per il business in generale: è questo il campo di azione di International Business Machines IBM. A mio avviso, l’azienda potrebbe vedere un rialzo nel business di Red Hat e, più in generale, lo sviluppo della sua attività di consulenza sta originandosi dalle pressioni ad investire sempre di più negli strumenti di intelligenza artificiale cui sono sottoposte tutte le aziende, tecnologiche e non, al fine di arrivare ad un unico obbiettivo: ridurre i costi di produzione e aumentare la propria competitività.
Red Hat è stata acquisita da IBM nel 2018 ed è una società di servizi, che consente all’impresa di sviluppare, testare, ed eseguire modelli di intelligenza artificiale generativa sulla piattaforma Linux dell’azienda medesima.
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