Il 2026 si è rivelato un altro anno positivo per le azioni delle banche europee, che hanno segnato rialzi importanti, come riassume l’indice di riferimento settoriale Euro Stoxx Banks, che include tra i suoi principali componenti le banche italiane UniCredit e Intesa SanPaolo, così come la spagnola Banco Santander, la tedesca Deutsche Bank e la francese BNP Paribas.
L’indice bancario europeo è salito di più del 18,5% dall’inizio dell’anno, guadagnando su base annua più del 38%. Ma proprio i rally, uniti alle ottime performance anche degli ultimi anni, stanno facendo sorgere agli investitori il dubbio che il momento d’oro per i titoli del comparto possa essere vicino al capolinea. Cosa dicono gli analisti, guardando avanti?
In evidenza le analisi che sono state stilate da Jacco de Winter, Investment Content Manager di ING, all’interno della rubrica “Number of the week” e da Chris Hart, Gestore della strategia Robeco BP Global Premium Equities.
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Robeco: i titoli bancari continuano a essere scambiati a sconto
I commenti sul settore sono positivi. In particolare, pur ricordando che i titoli del comparto battono da anni il trend dell’indice dell’azionario europeo Stoxx 50, Chris Hart di Robeco BP Global Premium Equities ha osservato che “i prezzi più alti delle azioni bancarie europee non sono un motivo per ridurre la relativa esposizione ”.
Tutt’altro, soprattutto se si considera che la remunerazione agli azionisti sotto forma di dividendi e di buyback “rispecchia ora quanto fatto dalle banche statunitensi nel loro periodo di massimo splendore”.
Praticamente, “oggi le banche europee stanno facendo ciò che le banche statunitensi hanno fatto dal 2013 al 2019: ricostituire il capitale, ristrutturare la base dei costi e tornare a rendimenti sul capitale proprio a doppia cifra”, ha scritto Hart, facendo notare allo stesso tempo che, pur battendo l’indice Stoxx 50 dall’inizio del 2024, i titoli continuano a essere scambiati “a sconto rispetto al tasso di crescita e al profilo di rendimento” del settore, “offrendo un’interessante dinamica di rischio a tal riguardo”.
Azioni banche europee, il contesto più favorevole dei tassi di interesse
I motivi per continuare ad acquistare le azioni delle banche europee, dunque, non mancano, a seguito della metamorfosi che ha preso il via dalla pandemia del Covid in poi.
Hart ha ricordato che “un fattore chiave è stato il ritorno a un contesto di tassi di interesse più normalizzati, che ha consentito loro di ottenere uno spread più sano sulle proprie ampie basi di depositi dopo anni di tassi nulli e negativi, che avevano penalizzato gli utili core”.
Il gestore ha indicato inoltre che, a confermare l’inversione del trend, non sono solo “i rendimenti sul capitale proprio, ma anche i rendimenti sugli attivi, oggi vicini ai massimi pluriennali”: una dinamica che, a suo avviso, dimostra come le banche siano dotate di “una reale capacità di generare utili e non un effetto leva, oppure un aumento del rischio di credito”.
Menzionati tra gli altri fattori che portano a essere ottimisti sulle azioni anche i progressi che le banche stanno compiendo nella tecnologia e nella ristrutturazione, adottando “una disciplina sui costi” e diventando più efficienti con l’adozione dell’intelligenza artificiale.
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L’assist alle banche che arriva con il risiko. Focus su crescita gestione patrimoniale degli istituti
In una fase in cui l’Italia vive una seconda stagione cruciale del risiko bancario, il gestore di Robeco fa riferimento proprio alle operazioni di M&A, segnalando che “alcune banche puntano ad acquisire nuove capacità, come la gestione patrimoniale o i servizi di pagamento”.
Il risultato è che “le divisioni di gestione patrimoniale di diverse banche europee stanno aumentando le masse gestite di una percentuale compresa tra l’8% e il 12% all’anno”, presentando così “attività di qualità superiore, valutate con un rapporto prezzo/utili a una cifra bassa, in linea con quello della banca nel suo complesso”.
E proprio “grazie alla crescita dei servizi di gestione patrimoniale e degli asset, i ricavi da commissioni sono aumentati in misura significativa, tanto che le banche europee dipendono meno dai margini di interesse netti puri rispetto alle banche regionali statunitensi”.
A confermare la solidità dei fondamentali degli istituti anche i coefficienti di Common Equity Tier 1 (CET1), che viaggiano “in media attorno al 16%, ben al di sopra dei requisiti regolamentari minimi”.
Non preoccupa neanche la possibilità che la BCE e altre banche centrali europee tornino a tagliare in futuro i tassi in futuro, in quanto “molte banche del Regno Unito e dell’Europa hanno costruito portafogli di copertura a cinque-sette anni a tassi bassi che ora vengono reinvestiti a rendimenti significativamente più elevati, sostenendo il margine di interesse netto”.
Il riferimento è alle strategie di hedging che gli istituti di credito adottano per smorzare l’impatto immediato di eventuali variazioni dei tassi sul margine di interesse.
Banche europee fanno felici gli azionisti: boom di buyback e dividendi
Da non trascurare inoltre la remunerazione agli azionisti, con una restituzione del capitale che sta “andando avanti in modo organico”.
Chris Hart riporta i numeri che indicano che, “tra il 2020 e il 2024, le banche europee quotate hanno annunciato 75 programmi di buyback per un valore di 61 miliardi di euro”, a fronte di erogazioni di dividendi che “hanno continuato ad aumentare”, tanto che “molte banche si sono impegnate a restituire agli azionisti il 100% degli utili annui”.
Insomma, il giudizio finale di Robeco è più che positivo: “Le banche sono ora più redditizie, utilizzano meno leva e restituiscono più capitale agli investitori tramite dividendi e buyback, pur essendo più sicure e detenendo riserve patrimoniali più solide”.
Continuare dunque a puntare sulle azioni bancarie europee? Per Robeco, “le valutazioni restano interessanti”.
L’opportunità di investire ancora è così spiegata:
“Oggi, il settore tratta a circa 8,9 volte gli utili stimati per il 2027, per una crescita attesa superiore al 10%. È proprio qui che risiede la proposta di valore: il multiplo di valutazione delle nostre partecipazioni continua a riflettere un divario tra la crescita degli utili sottostante e il multiplo P/E atteso. Tale dinamica è molto più limitata nel panorama di investimento delle banche statunitensi, motivo per cui abbiamo una posizione sovrappesata negli istituti di credito europei specializzati nello spread lending. Inoltre, il rendimento complessivo per gli azionisti (dividendi più buyback) si aggira attorno all’8% annuo, creando un solido saldo di cassa per gli investitori”.
ING: perché le azioni banche europee sono tra i settori più interessanti in Europa
Positiva anche la view di Jacco de Winter, che intravede ulteriori margini di crescita per le azioni del comparto, definito “uno dei settori più interessanti in Europa”.
A favore c’è il contesto di “tassi di interesse più elevati”, che va di pari passo con “le solide posizioni patrimoniali” e con “una redditività strutturalmente migliorata”.
Certo, ammette Winter: “Dopo i forti rialzi degli ultimi due anni, le banche europee non possono più essere considerate eccezionalmente convenienti. Tuttavia, la combinazione di una solida crescita degli utili, valutazioni ancora interessanti e bilanci robusti continua a rendere il settore bancario uno dei più interessanti del mercato azionario europeo”.
Valutazioni banche ancora inferiori di oltre il 30% rispetto a mercato azionario Europa
Le azioni, inoltre, vengono definite relativamente interessanti anche guardando alle valutazioni, visto che “trattano a poco più di 10 volte gli utili attesi nei prossimi dodici mesi, una valutazione ancora inferiore di oltre il 30% rispetto a quella del mercato azionario europeo nel suo complesso”.
Il gestore di ING ha citato il trend dell’indice MSCI Europe Banks, che ha riportato una delle migliori performance nel corso del 2025, balzando del 76% (total return in euro).
I venti contrari non sono mancati, ha ricordato l’esperto di ING, ricordando “i timori per il potenziale impatto dell’intelligenza artificiale, per l’esposizione al private credit e per le conseguenze macroeconomiche del conflitto in Medio Oriente”.
Ma, “nonostante ciò, quest’anno il settore ha registrato nuovamente una performance molto positiva, con un rialzo superiore al 25%, quasi il doppio del +13,7% messo a segno dal più ampio indice MSCI Europe”.
Il messaggio che arriva dai due analisti è dunque chiaro: pur a fronte del rally riportato dai titoli delle banche europee, il settore rimane un’opportunità di acquisto.
La tesi rialzista, dunque, permane. Per Robeco, la combinazione tra crescita degli utili, remunerazione degli azionisti e multipli ancora contenuti lascia spazio a ulteriori rialzi; per ING, il settore rimane interessante, anche se, per l’appunto, “le azioni non possono più essere considerate eccezionalmente convenienti”.