Azioni Mps frenano: il decreto del Governo è già pronto. Cosa prevede? Le novità

Cristiana Gagliarducci

13 Dicembre 2016 - 11:50

condividi

Le azioni Mps frenano sulla Borsa Italiana e l’istituto si trova adesso ad un bivio: conversione o intervento dello Stato. Cosa prevede il decreto del Governo?

Azioni Mps: conversione o decreto del Governo? - Le azioni Mps frenano il rally intrapreso nella sessione di lunedì, mentre un decreto del Governo per il salvataggio potrebbe già essere pronto, secondo le ultime novità. Cosa prevede?

Qualche tempo fa la banca senese ha chiesto alla BCE di prorogare i tempi necessari alla ricapitalizzazione dell’istituto, ma il No di Francoforte non si è fatto attendere. L’aumento di capitale dovrà dunque concludersi entro il prossimo 31 dicembre e la strada appare tutta in salita per le azioni Mps.

Ove anche questa operazione non garantisse gli effetti sperati si aprirebbe infatti la via dell’intervento pubblico per salvare Mps e, secondo le ultime novità, un decreto del Governo sarebbe già pronto. Bisognerà solo capire cosa prevede.

L’ultima mossa dell’istituto, che ha fatto decollare le azioni Mps, è stata quella di proseguire con la via del salvataggio privato tramite una nuova conversione di bond subordinati stavolta in mano agli obbligazionisti retail. Un tentativo estremo, questo, per evitare il coinvolgimento dello Stato che invece pare sempre più necessario.

I tempi per Mps sono sempre più stretti e nei prossimi giorni sarà la Consob a doversi pronunciare e a dare il via libera all’operazione di conversione dei bond retail in azioni Mps. Secondo le ultime novità e indiscrezioni, nella giornata odierna Mps consegnerà il prospetto di conversione alla Commissione di vigilanza la quale dovrà decidere in tempi brevissimi vista e considerata la scadenza del 31 dicembre per la ricapitalizzazione dell’istituto. Le azioni Mps hanno fiutato gli ostacoli che l’istituto dovrà fronteggiare e hanno interrotto il rally di ieri sulla Borsa Italiana.

Domani, mercoledì 14 dicembre, il Cda della banca si riunirà ancora una volta e in quella sede si tenterà di capire se proseguire o meno con la via di mercato, una via che ad oggi appare più impervia che mai.

La situazione delle azioni Mps è stata appesantita anche da JP Morgan e Mediobanca: il consorzio di garanzia bancario da essi guidato ha ritirato il proprio appoggio. Tornando alle ultime novità sulla banca, ove la conversione di bond retail in azioni Mps non andasse a buon fine, l’istituto dovrebbe mettere una pietra sopra all’aumento di capitale privato.

L’intervento dello Stato appare sempre più vicino e pare che il Governo abbia già discusso un decreto volto ad agire su Mps. Cosa prevede e come influirà sulle azioni Mps?

Azioni Mps frenano: riaperta conversione? Cosa prevede il decreto del Governo

Nonostante il rifiuto della proroga da parte della BCE e nonostante le ultime pessime novità, Mps non vuole arrendersi. L’istituto ha infatti deciso di riaprire la conversione dei bond subordinati in mano agli obbligazionisti retail per portare avanti il piano di ricapitalizzazione di mercato da 5 miliardi di euro. Le azioni Mps hanno preso il volo sulla scia di tali indiscrezioni ma oggi hanno subito una frenata.

Ovviamente per poter rendere praticabile la conversione occorre un ok della Consob che ancora non è arrivato, il tutto per ottenere i permessi a rivedere i profili di rischio dei possessori di azioni Mps. L’arrivo dell’autorizzazione potrebbe aprire un nuovo spiraglio per la banca. Ecco cosa prevede la nuova conversione.

Tramite questa nuova conversione da bond retail ad azioni Mps, l’istituto spera di ottenere circa 2 miliardi di euro che andrebbero ad aggiungersi a quelli già ottenuti con la precedente operazione di conversione di bond in mano agli investitori istituzionali. Secondo le novità della scorsa settimana, e tenendo conto del miliardo che dovrebbe mettere sul tavolo Qia, il fondo sovrano del Qatar, a Mps rimarrebbe da trovare almeno un altro miliardo e mezzo. Si ricordi che, ove la strada dell’intervento privato, la cosiddetta “opzione A”, non andasse a buon fine si aprirebbe la via dell’intervento pubblico, l’ormai nota “opzione B”. Cosa prevede il tanto discusso decreto del Governo?

Azioni Mps frenano: cosa prevede il decreto-salvataggio del Governo?

Sempre secondo le ultime novità su Mps, il decreto del Governo, con il quale si aprirebbero le porte all’intervento pubblico, è già pronto e aspetta solo di essere firmato. Cosa prevede e come influirà sulle azioni Mps?

A parlare dell’ipotetico decreto del Governo su Mps sono state anche diverse testate giornalistiche secondo cui sarebbe già pronto un decreto mancante solo della firma di Renzi. Secondo le ultime novità e indiscrezioni, le ipotesi al vaglio del Governo sono state diverse. Alcuni hanno parlato di una ricapitalizzazione “preventiva”: in questo caso lo Stato si farebbe garante dell’inoptato e tramite burden sharing ad essere colpiti sarebbero gli obbligazionisti.

Tra le mille ipotesi sul futuro della banca, oltre a quella del bail-in, è spuntata infatti quella del burden sharing. Secondo quanto riportato da diversi quotidiani, il ministero del Tesoro potrebbe anche procedere tramite un burden sharing che ridurrebbe il valore delle azioni Mps e permetterebbe così la conversione dei bond ad un tasso deciso poi dal governo. Dall’operazione, secondo le ultime notizie, rimarrebbero comunque escluse le obbligazioni senior. Secondo Banca Imi il burden sharing potrebbe essere la via migliore per Mps.

Secondo le ultime notizie, il piano del Governo per salvare la banca potrebbe anche prevedere sia l’acquisto diretto da parte dello Stato di bond da convertire in azioni Mps, sia un prestito all’istituto in crisi. Quest’ultima ipotesi, tuttavia, non rappresenterebbe un trattamento di favore nei confronti della senese ma rientrerebbe in un piano più generale di aiuto agli istituti in crisi.

Azioni Mps: cosa prevede il piano del Governo? Il titolo nel post-referendum

Oltre alle ultime novità sull’istituto vale la pena ricordare qual è stato l’andamento delle azioni Mps dopo il referendum costituzionale. Il titolo dell’istituto di Morelli ha iniziato a vacillare la scorsa settimana, ma sulla scia delle novità che avevano dato per certo un aiuto europeo le azioni Mps erano tornate a rialzarsi.

L’esito del referendum costituzionale ha portato molti a preoccuparsi circa le azioni Mps e circa il pericolo di bail-in. A determinare i maggiori timori sono state le terribili previsioni degli analisti sulla tenuta del sistema bancario italiano in caso di vittoria del No alla consultazione del 4 dicembre. Sulla scia di tali previsioni funeste, le azioni Mps sono sprofondate dopo il referendum.

A determinare il rialzo del titolo, poi, sono state le novità, o meglio le indiscrezioni che avevano dato per prossimo un intervento europeo sul comparto bancario. Secondo tali rumors, infatti, Padoan sarebbe stato pronto a chiedere all’UE un prestito di 15 miliardi tramite il Fondo Salva Stati. Sia dal Tesoro che dall’Europa, tuttavia, sarebbero arrivate diverse smentite.

Al rialzo delle azioni Mps, poi interrotto, aveva poi contribuito anche il commissario UE agli Affari economici, Pierre Moscovici, il quale aveva affermato di non temere una crisi bancaria in seguito alle dimissioni di Renzi e alla conseguente crisi di governo. Le ultime notizie sul rifiuto della proroga da parte della BCE hanno frenato le azioni Mps.

Azioni Mps temono bail-in dopo BCE? I risultati della conversione istituzionale

I primi risultati sulla conversione Mps sono giunti nella mattinata di lunedì 5 novembre, all’indomani del referendum costituzionale che ha sancito la vittoria del No e che ora pare mettere in serio pericolo l’aumento di capitale della senese. Le azioni Mps hanno risentito di questo esito e sono state più volte sospese per eccesso di ribasso.

Secondo i risultati dell’operazione di conversione di bond in mano agli investitori istituzionali in azioni Mps, le adesioni hanno superato la soglia del miliardo di euro - si ricordi che Generali aveva già confermato la sua partecipazione con 420 miliardi di euro.

  • Adesioni complessive Offerta Pubblica di Acquisto volontaria: Euro 229.672.000
  • Adesioni complessive Offerta Istituzionale LME: Euro 793.169.000

Sono questi i dati riportati dal già citato comunicato di Mps. Sulla base di tali risultati, si legge, l’aumento di capitale LME sarà pari a massimi 1.028.911.233 euro (incluso la parte di aumento di capitale LME al servizio delle adesioni dell’Offerta Istituzionale LME). Dato che dalla conversione in azioni Mps è stato ottenuto poco più di un miliardo, ne serviranno ancora 4 per poter garantire l’effettiva riuscita dell’operazione di aumento di capitale.

Dopo il referendum costituzionale il futuro di Mps appare sempre più incerto. La vittoria del No, secondo gran parte degli analisti, rischia infatti di compromettere l’operazione di ricapitalizzazione dell’istituto e di accentuare i pericoli bail-in e burden sharing.

Gli ostacoli sono ancora molti, in quanto oltre alla conversione delle obbligazioni subordinate in azioni Mps, l’istituto ha ancora di fronte diverse sfide, tra cui l’arrivo di anchor investors e la cartolarizzazione dei crediti difficili.

Azioni Mps, novità: cosa prevede il decreto del Governo? I dettagli della conversione

Diverse opzioni si sono parate davanti agli occhi degli investitori istituzionali. La maggior parte di questi è stata coinvolta nella conversione in azioni Mps tramite Tier II 2008-2018. Essi hanno potuto scegliere tra l’aderire all’offerta con il rischio azionario e il non aderire con il rischio bail-in. Ultima opzione è stata quella di vendita dell’obbligazione con conseguente perdita ma senza più alcun rischio azionario.

Azioni Mps, novità: cosa prevede il piano del Governo? La scheda di sintesi sui Bond Tier I

Emittente Serie Isin Ammontare in circolazione Prezzo di acquisto
Antonveneta Capital Trust I 80.000 Noncumulative Floating Rate Guaranteed Trust Preferred Securities garantite da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. («Titoli ATV CTI») XS0122238115 54.420.000 85%
MPS Capital Trust I 350.000.000 7,990% Noncumulative Trust Preferred Securities garantite da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. («Titoli MPS CTI») XS0121342827 241.133.000 85%
Antonveneta Capital Trust II 220.000 Noncumulative Floating Rate Guaranteed Trust Preferred Securities garantite da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. («Titoli ATV CTII») XS0131739236 106.503.000 85%

Azioni Mps, novità: cosa prevede il piano del Governo? La scheda di sintesi sui Bond Tier II

Emittente Serie Isin Ammontare in circolazione Prezzo di acquisto
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. €2.160.558.000 Tasso Variabile Subordinato Upper Tier II 2008 - 2018 («Titoli Upper Tier II») IT0004352586 2.062.267.663 100%
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 500.000.000 Subordinated Floating Rate Notes due 2017 XS0236480322 368.269.000 100%
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 150.000.000 Subordinated Lower Tier II Floating Rate Notes due 2018 XS0238916620 103.973.000 100%
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 100.000.000 Subordinated 10NC5 Lower Tier II Notes due October 2018 XS0391999801 76.300.000 100%
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. €500.000.000 Lower Tier II Subordinated 7.00 per cent. Notes due 2019 XS0415922730 500.000.000 100%
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. €500.000.000 Lower Tier II Subordinated 5.00 per cent. Notes Due 2020 XS0503326083 368.656.000 100%
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. €500.000.000 Lower Tier II Subordinated 5.60 per cent. Notes due 2020 XS0540544912 378.648.000 100%

Iscriviti a Money.it

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.