Verso un autunno di tensioni, Rizzo: “A rischio la tenuta sociale”

Tra i lavoratori dipendenti continua a crescere il malcontento di fronte alle manovre del Governo e a settembre potrebbe essere messa a rischio la tenuta sociale secondo Marco Rizzo.

Negli ultimi giorni è diventata virale un’intervista di Marco Rizzo, il segretario del Partito Comunista, in cui ha fornito un’analisi dell’attuale situazione, anche politica, descrivendo un esito piuttosto drammatico per il futuro.

Secondo il segretario, “il Paese che è entrato nella crisi del coronavirus era già un Paese malato. E, se non era malato, era come mio figlio: immunodepresso, non certo per colpa sua. Ma più vulnerabile”. Le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica non hanno fatto altro che mettere “chi stava in difficoltà nelle mani delle banche. E penso di poter dire che non mi pare una buona terapia”. Proprio per questo motivo la COVID farà “saltare la forbice tra garantiti e non garantiti. A settembre la rabbia esplode”, conclude Rizzo.

Nel corso di un’intervista per Money.it, insieme a Fabio Frabetti illustra i retroscena che hanno reso virale queste dichiarazioni.

“A settembre a rischio la tenuta sociale”

Tra i lavoratori inizia a crescere il malcontento e lo dimostra il fatto che “lo scorso sabato, un gruppo di lavoratori, una composizione sociale di quello che secondo noi è un blocco storico di quello che oggi può dare un futuro al Paese, cioè principalmente i lavoratori delle grandi fabbriche” ha richiesto in modo coadiuvato al Partito di fare un appello.

All’interno di questo documento sono state illustrate “le attuali condizioni del Paese e quello che deve essere fatto per cambiare dal punto di vista del sindacalismo e della politica. L’appello si conclude poi con l’invito a risolvere una fondamentale necessità: “costruire uno strumento per questa ampia fascia del popolo italiano”.

Quello che rende interessante questo documento è il fatto che “racchiude 8 milioni di lavoratori dipendenti della classe operaia delle industrie metalmeccaniche e attorno a questa classe operaia anche lavoratori di ogni tipo”, illustrando un malessere generale che potrebbe esplodere da un momento all’altro.

I motivi per cui l’appello ha fatto scalpore

La creazione di questo documento è diventato molto popolare e “ha fatto scalpore, tant’è che è stato ripreso da tutti i giornali e quindi è diventato virale”, continua Rizzo, perché “l’80% della popolazione italiana che vive oggi privazioni e problematiche maggiori”, ha capito “che se cambiasse la società, vedrebbe il loro futuro espandersi diversamente”.

Di particolare importanza sono anche gli aspetti demografici dei firmatari di questo appello poiché, come riporta il segretario, “il 60% di quelli che hanno firmato sono giovani sotto i 35 anni”, mostrando un desiderio di cambiamento anche tra i più giovani.

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