Autoliquidazione Inail, 4 consigli da seguire

Paolo Ballanti

22 Gennaio 2024 - 10:21

L’autoliquidazione Inail è uno dei primi adempimenti dell’anno per aziende e professionisti. Ecco una serie di consigli su come affrontarla al meglio, in modo da evitare sanzioni e costi inattesi

Autoliquidazione Inail, 4 consigli da seguire

L’assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali si occupa di garantire il riconoscimento di prestazioni economiche e sanitarie al verificarsi degli eventi citati, in ragione del fatto che dagli stessi può derivare un’inabilità al lavoro permanente (totale o parziale) o temporanea assoluta, se non addirittura la morte.

Sulla falsariga delle polizze «classiche» per casa e auto, anche l’assicurazione Inail prevede il pagamento di un premio annuo, calcolato dall’azienda grazie ad una serie di operazioni che prendono il nome di «autoliquidazione».

In particolare, con riferimento al premio 2023 - 2024, quest’ultimo si determina moltiplicando le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, totalizzate nel corso dell’anno precedente, per un’aliquota (espressa in «per mille»), il cosiddetto «tasso».

Da notare che il tasso è diverso in virtù della mansione svolta dal dipendente. Il valore dell’aliquota aumenta infatti in ragione del rischio di subire infortuni e per la gravità degli stessi.

Il tipo di lavorazione svolta, cui è legato il tasso, è identificata con un’apposita voce di tariffa.

Con riguardo al calcolo del premio per l’anno 2023, al risultato dell’operazione:

retribuzioni anno 2023 * tasso applicato (comunicato dall’Inail);

dev’essere sottratto l’acconto 2023, già versato all’Inail nel corso delle operazioni di autoliquidazione 2022 - 2023.

Al saldo per l’anno precedente dovrà essere sommato l’acconto 2024, di norma determinato assumendo a riferimento sempre le retribuzioni 2023, in quanto unico dato certo.

Il premio, quale somma di saldo 2023 ed acconto 2024, sarà versato dal datore di lavoro all’Inail con modello F24 entro il prossimo 16 febbraio o, in alternativa, in quattro rate: 16 febbraio, 16 maggio, 20 agosto e 18 novembre dell’anno corrente.

Fatta questa utile premessa ecco una serie di consigli da seguire per affrontare l’autoliquidazione in tutta tranquillità.

Verificare il totale delle retribuzioni imponibili

Come anticipato, il premio assicurativo si calcola moltiplicando le retribuzioni dei lavoratori dipendenti per il tasso comunicato dall’Inail. Di conseguenza è bene che l’azienda verifichi la corrispondenza tra il totale delle retribuzioni, proposto dal software paghe per il calcolo del premio, con i compensi lordi imponibili ai fini Inail riconosciuti nell’anno 2023.

Può infatti accadere che determinate somme non vengano importate dal programma paghe per il calcolo del premio. Si pensi, ad esempio, ad una busta paga modificata in un secondo tempo e, per dimenticanza dell’operatore, non registrata come definitiva.

Il datore di lavoro o il professionista incaricato che si accorgono di una discrepanza tra i due totali delle retribuzioni imponibili sono tenuti ad intervenire manualmente, correggendo il valore da moltiplicare per il tasso, ai fini del calcolo del premio.

Valutare la chiusura di determinate voci di tariffa

L’autoliquidazione rappresenta anche l’occasione per verificare l’ammontare delle retribuzioni totalizzate nel corso del 2023 per le singole voci di tariffa. Può accadere, a causa di eventi come:

  • Cessazioni;
  • Cambi mansione;

che determinate voci di tariffa restino prive di lavoratori assicurati e, di conseguenza, senza alcuna retribuzione su cui calcolare il premio.

Il datore di lavoro, scorrendo le retribuzioni in sede di autoliquidazione, può facilmente individuare l’esistenza di lavorazioni assicurate ma obsolete di cui, pertanto, se ne può valutare la chiusura.

E’ bene ricordare che la pratica di cessazione delle voci di tariffa dev’essere gestita collegandosi al portale «inail.it» sezione «Accedi ai servizi online».

Attenzione ai soggetti assicurati che non sono lavoratori dipendenti

I soggetti assicurati ai fini Inail non sono solo i lavoratori dipendenti. Si pensi, ad esempio. ai collaboratori coordinati e continuativi o ancora ai tirocini extra-curriculari, ai lavori di pubblica utilità, così come ai soci volontari di cooperative sociali.

Posto che per i soggetti citati, come per altre ipotesi di rapporti diversi dal lavoro dipendente, i cedolini possono non essere elaborati tutti i mesi o, come nel caso dei soci volontari, non essere elaborati del tutto, dal momento che ai soci in questione non dev’essere riconosciuto alcun compenso, eccezion fatta per il rimborso delle spese effettivamente sostenute.

Di conseguenza, il datore di lavoro è tenuto ad interrogarsi sulle varie tipologie di rapporti succedutesi nel corso del 2023 e fare in modo che per tutti i soggetti assicurati venga calcolato il corrispondente premio Inail.

Una soluzione in questi casi, al fine di evitare un intervento manuale sui totali delle retribuzioni imponibili calcolati dal programma paghe, è quello di elaborare dei cedolini privi di netto da pagare, con la sola voce relativa al compenso imponibile ai fini Inail. In questo modo il software paghe considera automaticamente i suddetti cedolini per il calcolo del premio assicurativo.

Non dimenticarsi della riduzione delle retribuzioni presunte

Come anticipato, il premio assicurativo è il risultato della somma di saldo 2023 ed acconto 2024. Quest’ultimo si determina, di norma, assumendo a riferimento le retribuzioni totalizzate nel 2023, essendo l’unico dato certo a disposizione del datore di lavoro.

Tuttavia, quest’ultimo assunto non dev’essere interpretato come una certezza assoluta, posto che all’azienda non è precluso di valutare un calcolo dell’acconto su un monte retributivo inferiore a quello su cui è stato calcolato il saldo dell’anno precedente.

L’importante, in situazioni simili, è avere una motivazione reale (e non ipotetica) che giustifichi l’erogazione, nel 2024, di retribuzioni inferiori, nel loro importo, rispetto a quelle del 2023.

Si pensi, ad esempio, alla previsione di licenziamenti che, diminuendo la forza lavoro, determinano giocoforza una riduzione dei compensi.

Nelle situazioni in argomento il datore di lavoro è tenuto ad inoltrare un’apposita comunicazione telematica all’Inail, collegandosi a «inail.it - Servizi online - Autoliquidazione - Riduzione presunto».

La comunicazione motivata di riduzione del presunto dev’essere trasmessa entro il 16 febbraio 2024.

Argomenti

# INAIL