Australia rinuncia all’acquisto del vaccino Johnson & Johnson

Marco Ciotola

13 Aprile 2021 - 18:30

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Dopo il precedente taglio delle dosi AstraZeneca, il Paese non intende acquistare il vaccino anti-Covid targato J&J: al momento il farmaco “non rientra nei piani”

Australia rinuncia all'acquisto del vaccino Johnson & Johnson

L’Australia rinuncia ai piani d’acquisto del vaccino Johnson & Johnson. Una vicenda riportata dalla CNBC, che rileva come le stesse autorità sanitarie di Sydney abbiano dichiarato di non avere in programma di acquisire il farmaco del colosso farmaceutico statunitense.

Una decisione che segue il parziale allontanamento anche dal vaccino AstraZeneca, e che lascia aperta l’ipotesi che il Paese si allontani dal rischio che esistano collegamenti tra trombosi e somministrazioni dei farmaci.

Va infatti sottolineato che i sieri J&J ed AstraZeneca si basano sullo stesso principio: utilizzano un adenovirus, che mira a inserire proteine del coronavirus nelle cellule e innescare così una risposta immunitaria.

Proprio di recente l’EMA, chiamata a revisionare efficacia e potenziali effetti collaterali di AstraZeneca, ha spiegato che possono esserci delle effettive connessioni tra somministrazioni e coaguli di sangue, anche se ha affermato che i vantaggi superano i rischi.

Australia rallenta i piani acquisto vaccino Johnson & Johnson

Un portavoce del ministero della Salute del governo di Sydney ha dichiarato che non esistono al momento piani che prevedono l’acquisto di vaccini J&J:

“Al momento il governo non intende acquistare ulteriori vaccini contro il coronavirus”

Una decisione che segue la parziale «rinuncia» della scorsa settimana ad AstraZeneca: l’Australia ha infatti rinunciato all’obiettivo di vaccinare i suoi 26 milioni di abitanti entro la fine del 2021 dopo aver raccomandato agli under 50 di non sottoporsi alla somministrazione del siero AstraZeneca.

Questo lascia pensare a un abbandono di tutti i vaccini mossi dallo stesso principio clinico, e quindi potenzialmente connessi a rischi di trombosi, seppure in percentuali di 1 a 100mila secondo l’EMA.

Un cambio di politica che ha spinto le autorità la scorsa settimana a raddoppiare un precedente ordine a Pfizer a 40 milioni di dosi. Va infatti evidenziato come il piano di immunizzazione del Paese dipendesse fortemente dal vaccino AstraZeneca.

Intanto la situazione contagi nel Paese migliora notevolmente, con casi ridotti a poche centinaia negli ultimi giorni, restrizioni in deciso allentamento ed economia in ripresa.

Il tesoriere, Josh Frydenberg, ha assicurato come la rinuncia ai vaccini J&J ed AstraZeneca “rallenterà la corsa della nostra ripresa economica”:

“Con una lotta al virus che mostra sempre maggiori successi e un sostanziale rilancio completo dell’economia, la fiducia di famiglie e imprese è ora più elevata e la situazione migliora notevolmente”

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