Aumento IVA dal 2020: nel DEF sterilizzazione solo parziale

Niente aumento dell’Iva nel 2019. Tuttavia il DEF non ha sterilizzato le clausole di salvaguardia previste per il 2020 e 2021; ecco cosa potrebbe accadere.

Aumento IVA dal 2020: nel DEF sterilizzazione solo parziale

Scongiurato l’aumento dell’Iva per il 2019, ma per adesso le clausole di salvaguardia per il 2020 e il 2021 non sono state disinnescate. Resta quindi lo spettro dell’aumento dell’Iva dal 2020, ma il Governo ha promesso che nella Legge di Bilancio 2019 presenterà un piano d’intervento finalizzato alla cancellazione anche delle clausole di salvaguardia residue.

È quanto scritto nel testo del DEF per il 2019, appena presentato alle Camere; diversamente da quanto promesso dal Governo nel contratto sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle, quindi, le clausole di salvaguardia sono state disinnescate solo parzialmente; nonostante ciò, però, l’aumento dell’Iva non dovrebbe scattare neppure per il 2020 e il 2021 visto che, come anticipato, nella Legge di Bilancio 2019 verrà presentato un piano di sostituzione delle residue clausole di salvaguardia con interventi di riduzione della spesa e di potenziamento dell’attività di riscossione delle imposte.

Cosa cambierà quindi? L’Iva aumenterà come inizialmente previsto oppure non c’è nulla da temere in merito? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro ribadendo quanto è stato previsto con le clausole di salvaguardia.

Aumento Iva 2019-2020-2021: le clausole di salvaguardia

Per chi non lo sapesse la clausola di salvaguardia è una norma che viene inserita nella Legge di Bilancio con la quale è previsto l’aumento automatico di IVA e accise qualora si dovessero sforare gli obiettivi su deficit e debito pubblico.

Si tratta quindi di uno strumento molto importante perché consente allo Stato di dare delle garanzie maggiori per il raggiungimento degli obiettivi concordati in sede europea così da ottenere l’approvazione da parte della Commissione UE.

Con l’ultima Legge di Bilancio 2018 sono stati stanziati circa 15 miliardi di euro per disinnescare le clausole di salvaguardia introdotte con le manovre finanziarie degli anni precedenti ma nonostante questo non è stato possibile scongiurare l’aumento dell’Iva per il 2019.

Alla Legge di Bilancio 2019 infatti spetta il compito di stanziare oltre 12 miliardi di euro per sterilizzare le clausole di salvaguardia, più altri 20 miliardi di euro per il 2020.

Se non sarà così scatterà un aumento progressivo dell’Iva che partirà dal 2019 per raggiungere il picco massimo nel 2021. Nel dettaglio ecco una tabella che riassume i vari step dell’aumento dell’IVA qualora le clausole di salvaguardia non venissero sterilizzate:

2018 2019 2020 2021
IVA AGEVOLATA 10% 11,5% 13% 13%
IVA ORDINARIA 22% 24,2% 24,9% 25%

Aumento dell’Iva: cosa ha deciso il DEF 2019

Con il DEF 2019 è stato scongiurato l’aumento dell’Iva per il 2019; dal prossimo 1° gennaio, quindi, le aliquote dell’Iva agevolata e di quella ordinaria resteranno rispettivamente del 10% e del 22%.

Resta da capire invece cosa succederà tra due anni visto che il Documento di Economia e Finanza ha scongiurato solo parzialmente l’aumento dell’Iva per il 2020 e 2021. Le clausole di salvaguardia per il 2020 e il 2021 - che come anticipato valgono circa 20 miliardi - infatti sono state solo ridotte così da risparmiare risorse importanti e ottenere il via libera per la riduzione del deficit che per il 2019 è stato confermato al 2,4%.

Solo con la Legge di Bilancio 2019, quindi, verrà fatta chiarezza sulla possibilità che l’aumento dell’Iva parta dal 2020. Come si legge nel testo del DEF 2019, infatti, nel Programma di Stabilità 2019 sarà presentato un piano alternativo, così da far fronte alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia residue tramite una spending review e l’attuazione di un sistema di riscossione delle imposte che sia più efficace rispetto al passato.

C’è da dire però che - come dichiarato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio lo scorso anno - cancellare anche una sola parte delle clausole di salvaguardia sostituendole con coperture alternative non sarà facile, visto che si tratta di un’ipotesi “particolarmente ardua”. Senza contare poi che al momento non sembrano esserci i margini per la concessione di una maggiore flessibilità da parte dell’Europa.

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