L’ultima trimestrale di Berkshire Hathaway, la holding di Warren Buffett, mostra come la società stia riducendo alcune delle sue partecipazioni principali.
Pochi investitori sono capaci di attirare l’attenzione di Wall Street (e non solo) come il noto investitore statunitense. Da quando ha preso le redini di Berkshire Hathaway nel 1965, l’Oracolo di Omaha ha quasi raddoppiato il rendimento totale annualizzato dell’S&P 500. In tutti questi anni, su base aggregata Buffett è stato capace di far registrare un guadagno del 5.174.441% sulle azioni di Classe A di Berkshire.
Considerando il modo in cui Buffett è capace di performare di gran lunga meglio del maggiore indice americano, non sorprende che gli investitori attendano con ansia degli indizi su quali azioni decide di comprare e vendere.
Questi «indizi» sono contenuti nel documento 13F depositato presso la Securities and Exchange Commission (SEC), la corrispondente statunitense della nostra Consob.
| Un 13F è un documento depositato ogni trimestre che riporta ciò che i gestori finanziari più efficaci (e più ricchi) di Wall Street hanno acquistato e venduto nei precedenti tre mesi. |
Il 13F di Berkshire che descrive in dettaglio la sua attività durante il secondo trimestre 2024 sarà pubblicato a chiusura della sessione del 14 agosto.
Ma non è necessario aspettare questo documento per sapere cosa hanno combinato l’Oracolo di Omaha e i suoi fedeli gestori, Todd Combs e Ted Weschler. Grazie a un’analisi dei risultati operativi trimestrali dell’azienda, dell’assemblea annuale degli azionisti e dei Form 4 depositati presso la SEC, conosciamo già quali sono ben tre grandi mosse che il famoso investitore ha portato avanti a livello di portafoglio azionario negli ultimi mesi, mentre altre operazioni sembrerebbero essere passate inosservate.
Quali azioni sta scaricando Warren Buffett
Un titolo che sappiamo con certezza che l’Oracolo di Omaha ha scaricato è quello di Apple. Sulla base delle stime del fair value per Apple (al 30 giugno), evidenziate nei risultati operativi del secondo trimestre di Berkshire, possiamo stimare approssimativamente che quasi la metà dei 789,37 milioni di azioni detenute al 31 marzo siano state vendute nei tre mesi successivi. Durante l’assemblea annuale degli azionisti di Berkshire Hathaway all’inizio di maggio, Buffett ha suggerito che le aliquote fiscali aziendali per Apple sono destinate ad aumentare nei prossimi anni.
In occasione della stessa assemblea, Buffett ha ammesso che lui, e solo lui, ha venduto l’intera quota rimanente della sua azienda nella società Paramount Global. La partecipazione rimanente ammontava a 7.531.765 azioni lo scorso 31 marzo.
Le aziende del settore dei media tradizionali come Paramount sono state scosse dell’avvento e dal successo dei servizi di streaming e dagli alti costi associati alla creazione di nuovi contenuti necessari per competere con gli altri servizi.
Inoltre, i documenti depositati nel Form 4 ci dicono che Buffett e il suo team hanno venduto attivamente azioni di Bank of America (gli azionisti con una quota del 10% o superiore in una società sono tenuti a presentare il Form 4 ogni volta che le azioni vengono acquistate o vendute).
In 12 sessioni di trading consecutive (dal 17 luglio al 1° agosto), Buffett ha venduto 90.422.124 azioni di Bank of America, per un totale di circa 3,82 miliardi di dollari. Una posizione ridotta di circa il 9%, perlopiù a causa del valore contabile alto e il potenziale inizio di un ciclo di allentamento dei tassi nei prossimi mesi. BofA è infatti la più sensibile ai tassi di interesse della Federal Reserve tra le grandi banche statunitensi.
La decisione di vendere azioni BofA, inoltre, sembra essere un avvertimento a Wall Street che il mercato azionario è al momento eccessivamente costoso.
Buffett ha venduto più azioni di quante ne abbia acquistate per sette trimestri consecutivi, per un totale di 131,6 miliardi di dollari in vendite nette di azioni dal 1° ottobre 2022.
Non solo Apple e Bank of America
I risultati operativi del secondo trimestre di Berkshire offrono poi grande indizio sulle altre operazioni che potrebbero essere state intraprese negli ultimi mesi.
La base di costo del fair value per il segmento «Commercial, industrial, and other» della holding di Buffett è scesa da 46,026 miliardi di dollari del 31 marzo 2024 a 45,006 miliardi di dollari al 30 giugno 2024. Questo segmento esclude azioni finanziarie e prodotti di consumo, ma include una serie di altri settori e industrie.
Sulla base di queste informazioni sul fair value, Buffett potrebbe aver ridotto la sua partecipazione in un altro titolo importante ed essere uscito completamente da una delle partecipazioni più piccole di Berkshire.
Sembrerebbe quasi certo che Buffett abbia venduto circa 4 milioni di azioni della società petrolifera Chevron durante il secondo trimestre.
Wall Street si è concentrata in particolar modo sul calo del fair value di Apple rispetto al trimestre precedente, ma ha trascurato il fatto che il fair value di Chevron, pari a 18,6 miliardi di dollari al 30 giugno, è di circa 0,6 miliardi di dollari sotto a dove dovrebbe essere, supponendo tuttavia che Buffett non abbia venduto una sola azione.
Berkshire Hathaway ha inoltre venduto circa 3,11 milioni di azioni Chevron durante il primo trimestre 2024.
Nella sua ultima lettera annuale agli azionisti, Buffett si è poi riferito a Occidental Petroleum come a una partecipazione «indefinita». I titoli energetici hanno svolto di rado un ruolo chiave nel portafoglio di investimenti di Berkshire Hathaway. Con la crescita della posizione di Berkshire in Occidental Petroleum, non sorprenderebbe notare una corrispondente riduzione della partecipazione in Chevron.
Altre voci vedono l’Oracolo di Omaha aver scaricato la posizione in Louisiana-Pacific, fornitore di soluzioni di rivestimento/edilizia esterna utilizzate principalmente nelle nuove costruzioni.
A chiusura del primo trimestre, Berkshire deteneva 6.597.947 azioni di questa importante società di soluzioni edilizie, dopo aver venduto 446.942 azioni nello stesso trimestre. Poiché il team di investimento di Berkshire ha spesso aumentato o ridotto le proprie posizioni nell’arco di più trimestri, sembra logico aspettarsi che questa vendita sia proseguita (e aumentata) nel secondo trimestre.
Quando i rendimenti dei Treasuries, titoli di Stato americani, sono saliti alle stelle sulla scia dell’ultimo ciclo di aumento dei tassi della Federal Reserve, i tassi dei mutui a 30 anni hanno toccato dei livelli massimi che non si vedevano da 23 anni. La vendita di case esistenti ha rallentato sensibilmente, aprendo le porte alle vendite di nuove case, un contesto che ha avvantaggiato le società come Louisiana-Pacific.
Tuttavia, con la Fed pronta a tagliare i tassi di interesse e con i tassi sui mutui in calo, i benefici per i costruttori di case e i loro fornitori potrebbero iniziare a scemare.
L’investimento in Louisiana-Pacific, infine, non è più particolarmente intrigante dal punto di vista del valore: il suo rapporto prezzo/utile forward di 18,4 è superiore del 78% rispetto al suo multiplo forward medio annuale a 5 anni.