Attenzione, c’è un nuovo buono fruttifero postale che dura appena 6 mesi. Conviene comprare?

Stefano Vozza

31 Dicembre 2025 - 11:23

Si arricchisce di un nuovo prodotto di investimento a tasso fisso il c.d. risparmio postale, lato buoni fruttiferi

Attenzione, c’è un nuovo buono fruttifero postale che dura appena 6 mesi. Conviene comprare?

Nel giro di 35 giorni Cassa Depositi e Prestiti (CDP), una controllata MEF, ha introdotto due prime assolute nel panorama dei buoni fruttiferi postali (BFP). Ha lanciato Buono a Cedola il 10 novembre, e il neo Buono a 6 mesi a partire dal 16 dicembre.

Si tratta di una nuova, potenziale soluzione di investimento che copre un orizzonte temporale di circa 182/183 giorni a partire da quello di sottoscrizione. Presentiamolo nei dettagli, cercando di capire quali ne potrebbero essere le spendibilità di portafoglio del piccolo investitore. Dunque, attenzione perché c’è un nuovo buono fruttifero postale che dura appena 6 mesi.

Le caratteristiche principali del Buono 6 mesi

Al pari degli altri BFP è emesso alla pari, al 100% del valore nominale sottoscritto, su base giornaliera e su richiesta (c.d. emissione “a rubinetto”). È emesso nel formato dematerializzato ed è sottoscrivibile e rimborsabile anche online, in remoto, senza costi di gestione da apertura a chiusura.

Non muta il perimetro di disponibilità, solo persone fisiche maggiorenni, e il regime della cointestazione fino a un massimo di quattro soggetti. Ovviamente il Buono dovrà avere la stessa intestazione del conto di regolamento, ossia del c/c postale o libretto di risparmio su cui si appoggia. Infine non può essere dato in pegno né cedibilo a terzi tranne per trasferimento mortis causa o per ragioni che ne determinino la successione a titolo universale.

Al termine dei 6 mesi l’emittente riconosce un rendimento fisso noto a priori, con accredito diretto degli interessi sul proprio conto di regolamento.

Se il prodotto è esente da imposte di gestione non altrettanto vale per quelle fiscali. Gli interessi sono assoggetti al regime dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi con aliquota al 12,50%, mentre sono esenti da imposta di successione. Non altrettanto dicasi per l’imposta di bollo del 2X1.000 del capitale nominale, tranne nel caso in cui il valore di rimborso complessivo (tutti i BFP posseduti) non superiore la soglia dei 5mila €. Infine, insieme ai libretti di risparmio postale e ai titoli di Stato sono esclusi, nel limite dei 50mila € per nucleo familiare, dal patrimonio mobiliare preso in considerazione ai fini ISEE.

Il Reinvestimento Automatico del capitale su Buono 6 mesi

Un’altra peculiarità del titolo è che a scadenza prevede un meccanismo di Reinvestimento Automatico (RA) del capitale originariamente sottoscritto. Cioè al termine dei 6 mesi il capitale di partenza, al netto di eventuali rimborsi parziali, viene reinvestito in automatico in un nuovo buono della stessa tipologia.

Il RA opera fino ad un massimo di 40 volte dalla scadenza del primo Buono 6 mesi sottoscritto, e non è disattivabile. Il rinnovo avviene alle condizioni economiche, cioè al tasso di rendimento tempo per tempo vigenti, per cui potrà capitare che alcuni rinnovi prevedano rendimenti maggiori ed altri inferiori a quello/i del/i Buono 6 mesi scaduto/i.

Tuttavia, il Foglio Informativo precisa che Poste Italiane, l’intermediario, non potrà dar luogo al RA nel caso in cui CDP, l’emittente, ritiri definitivamente Buono 6 mesi dal mercato. Un conto sarà il rinnovo delle serie disponibili per la sottoscrizione, altro paia di maniche la sua disponibilità vera e propria di sottoscrizione.
Al pari degli altri BFP anche qui l’emittente prevede la possibilità di rimborso anticipato del capitale, che potrà essere sia totale che parziale. L’importante è che il rimborso sia richiesto per multipli di 50 € e che il saldo del capitale residuo non scenda al di sotto della soglia minima dei 500 €.

Quanto rende questo buono fruttifero di breve durata?

Il taglio minimo di sottoscrizione è infatti di 500 € e relativi multipli di 50 €, fino ad un massimo di a 50.000 € a singolo cliente. Raggiunta tale soglia non sarà più possibile sottoscrivere ulteriori Buono 6 mesi, anche in caso di eventuali rimborsi anticipati, totali o parziali.

Per conoscere le condizioni economiche bisogna andare alla Tabella A dei Fogli Informativi, siti nella pagina dedicata al buono sul portale di Poste Italiane. Il tasso effettivo annuo al termine dei 6 mesi è dell’1,25% lordo e dell’1,09% netto. Tuttavia, se il tasso è annuo l’investimento è semestrale, per cui bisogna dividere per 2 il guadagno atteso annuo. In parole semplici, 1.000 € investiti su Buono 6 mesi danno diritto a un netto riconosciuto di 1.005,45 €.

Più in generale, i coefficienti per il calcolo del montante lordo e netto (di ritenuta) finale sono 1,00623059 e 1,00545177.

Attenzione perché c’è un nuovo buono fruttifero postale che dura appena 6 mesi

Alla luce di queste considerazioni s’intuisce quale potrebbe essere la potenziale spendibilità di portafoglio di Buono a 6 mesi. Vale a dire l’impiego di breve termine del solo “capitale residuo” per provare a farlo rendere qualcosa anziché tenerlo infruttifero. Del resto è privo di spese di gestione, comunica agevolmente con i conti di regolamento, gode della garanzia sovrana ed è rimborsabile in ogni momento, in tutto o in parte.

Anche il RA andrebbe letto in tale ottica più che come una scelta permanente di investimento. Se infatti si è talmente certi e sicuri di sfruttare i 40 RA massimi consentiti da CDP, perché allora non pensare a un BTP pari durata che rende 3 volte tanto? O ancora, perché non optare direttamente per il Buono Ordinario che dopo 2 decenni rende il 2,50% annuo lordo?

Ovviamente il mercato pullula anche di tante altre soluzioni interessanti al di fuori di quelli a garanzia sovrana come BFP e bond MEF. Spetta al singolo investitore individuare la composizione giusta del portafoglio cercando sempre di ottimizzare tempo, rischio, spese e ritorno finale.

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