Assegno sociale 2021: quando si ha diritto all’aumento dell’importo

Antonio Cosenza

20 Aprile 2021 - 12:17

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Chi percepisce l’assegno sociale ha sempre diritto ad un aumento dell’importo: spetta sempre l’incremento al milione, per un’integrazione di 191,74€ ogni mese.

Assegno sociale 2021: quando si ha diritto all'aumento dell'importo

Anche l’assegno sociale, così come altre prestazioni di tipo assistenziale, può avere diritto ad una maggiorazione dell’importo.

Come noto ai più, l’assegno sociale è quella prestazione che dal 1° gennaio 1996 ha sostituito la cosiddetta pensione sociale: si tratta di una misura erogata a domanda a quei cittadini che al compimento dei 67 anni (età prevista per l’accesso alla pensione di vecchiaia) non hanno maturato sufficienti contributi utili ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione, e che vivono in una situazione di bisogno economico.

Con l’assegno sociale, quindi, a chi è in età da pensione - ma non è riuscito a maturarne i diritti - e vive in una situazione di difficoltà economica viene riconosciuto un aiuto mensile (per tredici mensilità) di importo determinato per legge e soggetto ogni anno a rivalutazione.

Nel dettaglio, nel 2021 l’importo dell’assegno sociale è di 460,28€ per 13 mensilità, corrispondenti dunque a 5.983,64€ annui. Ci sono dei casi, però, in cui l’importo dell’assegno sociale è soggetto a maggiorazione, con un valore che a seconda dei casi può raggiungere i 651,51 euro.

Assegno sociale: quando spetta?

Partiamo dal ricordare quali sono i requisiti per godere dell’assegno sociale per tredici mensilità l’anno. Come prima cosa bisogna aver compiuto i 67 anni di età e versare in una situazione di bisogno economico; possono farne richiesta, però, solamente coloro che hanno la residenza effettiva, stabile e continuativa in Italia da almeno 10 anni (nel caso degli stranieri extracomunitari è richiesto anche il permesso di soggiorno di lungo periodo).

A tal proposito, bisogna fare chiarezza su cosa si intende per “condizione di bisogno. La normativa fissa delle soglie, anche queste oggetto di rivalutazione - insieme all’importo del beneficio - ogni anno, in base all’andamento dell’indice dei prezzi:

  • spetta per intero a coloro che sono privi di reddito;
  • spetta in misura parziale a coloro che hanno un reddito non superiore all’importo annuo dell’assegno sociale (quindi 5.983,64€) e - se coniugati - non superiore a 11.967,28€.

Quando il reddito non è pari a zero ma è comunque inferiore ai limiti di legge, l’assegno viene riconosciuto in maniera parziale. Nel dettaglio, l’importo si calcola facendo la differenza tra l’importo intero annuale dell’assegno sociale corrente e l’ammontare del reddito annuale.

Prendiamo un 67enne con un reddito annuo di 2.000,00€: questo avrà diritto all’assegno sociale, ma per un importo ridotto di circa 305€ mensili.

Assegno sociale: quando spetta la maggiorazione?

Sull’assegno sociale si applicano due differenti maggiorazioni.

La prima è quella riconosciuta legge 388/2000 e prevede un incremento di massimo 12,92€ al mese. Nel dettaglio, spetta l’integrazione piena a chi ha un reddito familiare inferiore alla soglia dei 5.983,64€, 12.686,18€ nel caso del reddito coniugale.

Spetta invece un importo parziale quando il reddito supera le suddette soglie ma è entro i 6.151,60€ (reddito del singolo) o i 12.854,14€ (reddito coniugale). Nel dettaglio, la misura della maggiorazione sociale spettante è quella di importo meno elevato tra l’intero importo della maggiorazione e quello risultante dal calcolo effettuato sulla base del reddito personale e delle sommatoria dei redditi del pensionato e del coniuge.

Vi è poi una seconda maggiorazione, il cosiddetto incremento al milione. Questo spetta al compimento dei 70 anni, con la possibilità di abbassare di un anno questo requisito ogni cinque anni di contributi maturati.

Considerando che chi percepisce l’assegno sociale di certo non ha maturato 20 anni di contributi - altrimenti avrebbe avuto diritto alla pensione di vecchiaia - al massimo questo potrà ridurre il requisito anagrafico fino a 67 anni. In tal caso, quindi, la maggiorazione sociale dell’incremento al milione spetterebbe contestualmente al riconoscimento dell’assegno sociale.

Come anticipato, questa maggiorazione consente all’assegno sociale di arrivare ad un importo di 651,51€ mensili (l’equivalente del milione delle vecchie lire). Ciò, però, è possibile solamente per chi si trova entro determinate soglie di reddito:

  • 8.476,26€ reddito del singolo;
  • 14.459,90€ reddito coniugale.

È ovvio, quindi, che sull’assegno sociale la maggiorazione spetta sempre: superando queste soglie, infatti, non si avrebbe diritto neppure all’assegno sociale stesso.

Questo, però, non significa che automaticamente spetta un incremento fino a 651,51€. Intanto perché la normativa ha stabilito che la maggiorazione non può comunque superare l’importo mensile determinato dalla differenza tra 652,02 euro e l’importo dell’assegno sociale. Al massimo, quindi, si potrà godere di un incremento pari a 191,74€ al mese.

Vi è poi un secondo limite da considerare: applicando l’incremento al milione (2.492,62€ annui) non bisogna superare i limiti di reddito previsti per avere diritto all’aumento medesimo. In realtà questo problema non si porrà mai per chi percepisce l’assegno sociale: questo, infatti, non può avere un reddito che, comprensivo dell’assegno sociale, supera i 5.983,64€ annui. E se su questo si applica l’incremento al milione non si va comunque a superare la soglia degli 8.476,26€.

Per chi percepisce l’assegno sociale, indipendentemente dall’importo, con l’incremento al milione spetterà sempre un’integrazione pari a 191,74€; per chi ha un reddito pari a zero, dunque, l’assegno sociale arriva al massimo dell’importo riconoscibile, pari a circa 651 euro.

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