Assegno smarrito o rubato, come bloccarlo? Denuncia e ammortamento

Cosa fare se si smarrisce un assegno? Come fare per bloccarlo? Per gli assegni non trasferibili è sufficiente la denuncia, mentre in caso contrario sarà necessario attivare una procedura di ammortamento.

Assegno smarrito o rubato, come bloccarlo? Denuncia e ammortamento

In caso di assegno smarrito o - peggio - rubato, è importante adoperarsi fin da subito per bloccarlo così da evitare che un terzo incassi la somma indicata per conto vostro.

Il rischio è maggiore qualora l’assegno sia libero (ovvero se non presenta la clausola di intrasferibilità) poiché in tal caso per chi lo ha trovato (o rubato) incassarlo sarà più semplice. Ci sono meno rischi, invece, per l’assegno smarrito “non trasferibile“ (obbligatorio per le somme superiori ai 1.000€) visto che difficilmente una persona differente dal beneficiario riuscirà ad incassare la somma indicata nel titolo.

Ma non preoccupatevi; anche se avete smarrito un assegno trasferibile potete ancora evitare che qualcuno vi sottragga la disponibilità della somma incassandolo a vostra insaputa.

Per evitare che il beneficiario di un assegno subisca un danno economico rilevante a causa dello smarrimento o il furto dell’assegno, infatti, la legge ha ha disciplinato una apposita procedura, detta di ammortamento con la quale oltre a privare l’assegno della sua validità si può ottenere un duplicato nonché il pagamento della somma dovuta.

Ma non perdiamo altro tempo; se avete perso il vostro assegno, indipendentemente che voi siate l’emittente o il beneficiario, infatti, dovrete attivarvi il prima possibile per evitare conseguenze sconvenienti.

Assegno smarrito o rubato: cosa fare?

Se vi siete resi conto di aver perso l’assegno la prima cosa da fare è segnalare l’accaduto alla banca emittente avvertendo l’istituto di credito di non pagare la somma indicata nel caso qualcuno che non sia il beneficiario si presenti per riscuotere l’assegno. Ai fini della vostra segnalazione sarà utile fornire alla banca il numero della matrice dell’assegno (lo trovate nella parte del blocchetto degli assegni che resta all’emittente).

Dopo aver allertato la banca e aver messo al sicuro - almeno per il momento - la somma indicata, bisogna sporgere denuncia di smarrimento e furto rivolgendosi alla stazione dei Carabinieri o al commissariato di Polizia.

A questo punto non vi resta che portare alla banca una copia della denuncia per ufficializzare il blocco del titolo così da mettere al sicuro la disponibilità della somma.

Nel caso in cui l’assegno smarrito non presenti la clausola di intrasferibilità, e quindi si tratti di un titolo libero, la denuncia presentata alle Autorità non è sufficiente per impedire il pagamento dell’assegno nel caso in cui qualcuno si presenti per riscuoterlo. Spetterà al correntista, in questo caso, presentare alla banca una disposizione scritta nella quale fornisce all’istituto di credito le istruzioni sul comportamento da tenere nel caso in cui qualcuno presenti il titolo per la riscossione.

In tal caso è molto probabile che la banca stessa vi suggerisca di fare in modo che l’ultimo possessore dell’assegno proceda al più presto con la richiesta di ammortamento. Grazie a questa procedura infatti, il Presidente del Tribunale -dopo aver accertato la veridicità dei fatti - autorizzerà (tramite appunto il decreto di ammortamento) il pagamento della somma indicata nell’assegno a partire dal 15° giorno dalla pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale.

La procedura di ammortamento

Per poter ottenere l’ammortamento del titolo di credito si deve presentare un ricorso al Presidente del Tribunale del luogo in cui l’assegno è pagabile o del luogo in cui l’intestatario dell’assegno ha il proprio domicilio.

In questo modo, si chiede, formalmente al giudice, di dichiarare l’inefficacia del titolo smarrito, rubato o andato distrutto e di autorizzare la riscossione.

Questa procedura è chiamata ammortamento e mira a dichiarare l’inefficacia dell’assegno ed ad ottenerne un duplicato per l’incasso. L’assistenza di un avvocato è facoltativa ma qualora scegliamo di essere rappresentati legalmente, i costi da sostenere sono un contributo unificato di €85,00 e una marca da bollo di €8,00.

La procedura si conclude con l’emissione di un decreto (detto appunto di ammortamento) con il quale il Presidente del Tribunale, verificati i fatti esposti nel ricorso, autorizza il pagamento dell’assegno, una volta decorsi quindici giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica del decreto stesso, senza che sia stata fatta opposizione dal detentore attuale del titolo.

Il ricorrente deve avere cura di notificare il decreto nel più breve tempo possibile al sottoscrittore dell’assegno e alla Banca e di pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale. Se infatti la Banca paga l’assegno all’attuale detentore prima della notificazione del decreto essa non sarà responsabile.

Chi può richiedere l’ammortamento?

I soggetti autorizzati ad avviare una procedura di ammortamento variano a seconda della tipologia dell’assegno. Nel dettaglio, possono farne richiesta:

  • il beneficiario (cioè l’intestatario) e la Banca emittente se si tratta di assegno circolare;
  • solo il beneficiario se si tratta di assegno bancario trasferibile.

È importante sottolineare, invece, che nessun soggetto può richiedere l’ammortamento di un assegno che presenta l’indicazione “non trasferibile” che sta ad indicare che questo non può essere girato a terzi beneficiari. Utilizzare un assegno “non trasferibile”, quindi, minimizza i rischi; nessuna persona differente dal beneficiario dell’assegno, infatti, potrà presentarsi alla banca per incassarlo, neppure falsificando la firma di una girata dichiarandosi automaticamente giratario dell’assegno.

Per questo motivo, stante alle regole “antiriciclaggio”, la maggior parte degli assegni bancari in circolazione oggi non è soggetta ad ammortamento.

Cosa fare se l’assegno smarrito è non trasferibile?

Quindi se l’assegno smarrito non è trasferibile non è necessario attivare una procedura di ammortamento per richiedere il duplicato e il pagamento della somma espressa.

D’altronde, come anticipato, in caso di assegno non trasferibile nessuna persona differente dal beneficiario potrà riscuotere il denaro; ecco perché in caso di smarrimento sarà la stessa banca ad annullare il vecchio titolo ponendo il fermo per smarrimento o sottrazione ed emetterne uno nuovo con il quale il beneficiario potrà incassare la somma dovuta.

È importante ricordare però che anche in questo caso va presentata la denuncia alle autorità e che questa a sua volta andrà presentata all’istituto di credito affinché questo possa bloccare il precedente assegno ed emettere un duplicato.

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