Richieste asilo in Africa e confini europei chiusi: il piano migranti dell’Austria fa felice Salvini

Confini europei off limits, richieste di asilo solo in Africa e ok a chi condivide valori occidentali: così potrebbero cambiare le regole per i migranti?

Richieste asilo in Africa e confini europei chiusi: il piano migranti dell'Austria fa felice Salvini

Quando nelle scorse settimane i paesi dell’Unione si preparavano per il Consiglio Europeo di fine giugno, sul tema immigrazione c’era già il sentore che nonostante il gran rumore mediatico nulla di concreto sarebbe stato deciso.

Il blocco sovranista con Matteo Salvini in testa sembrava infatti preferire di aspettare luglio, momento in cui l’Austria con il suo giovane cancelliere Sebastian Kurz è ora diventata il presidente di turno dell’Unione Europea.

Da tempo si vociferava che Vienna avesse pronto un piano “rivoluzionario” in merito alla questione migranti. Indiscrezione questa confermata dallo scoop del settimanale Profil, che ha pubblicato le proposte che il governo austriaco è pronto a proporre all’Europa.

Il piano dell’Austria sui migranti

Quello che sarebbe dovuto rimanere un piano segreto sui migranti, da svelare soltanto a Innsbruck il prossimo 11 luglio in occasione del vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione, è stato invece anticipato dalle rivelazioni di Profil.

Come era nelle attese, l’Austria fresca presidente di turno dell’UE è pronta a proporre un radicale cambiamento del modo con cui l’Europa ha gestito fino a questo momento la questione immigrazione.

Il primo punto è quello di dire addio alla possibilità di richiedere asilo politico nei paesi dell’Unione, con una chiusura totale dei confini europei per impedire arrivi sia via mare che via terra.

Verrebbero quindi creati degli hotspot direttamente in Africa, gestiti da organizzazioni internazionali come Unhcr, dove verrebbero identificati i migranti e valutate le loro richieste di asilo.

Per poter vedere accolta la propria domanda, il richiedente dovrebbe dichiarare di condividere i valori dell’Unione. Inoltre per chi scappa da guerre, verrebbe concesso l’asilo soltanto se non trovano nessun paese terzo sicuro tra il loro e quello di primo approdo dell’Unione.

Ogni stato membro dell’Unione Europea infine potrà decidere quanti migranti accogliere, naturalmente soltanto tra quelli che dopo essere stati identificati negli hotspot in Africa avranno dimostrato di avere i requisiti per ottenere lo status di rifugiato.

Le problematiche

Il piano che è stato rivelato potrebbe però non essere nella sua interezza quello che l’Austria presenterà al vertice dei ministri dell’Interno. Un portavoce del governo di Vienna ha infatti parlato di un “documento per i funzionari”.

Se queste infatti fossero le linee guida ci sarebbe in primis un conflitto con la Convenzione di Ginevra, che prevede per i richiedenti il dovere di conformarsi alle leggi del paese ospitante e non ai loro valori.

C’è poi la questione della creazione degli hotspot in Africa, prospettiva al momento molto difficile da realizzare visto che non ci sarebbero paesi del continente disposti a ospitarne. Per vincere queste riluttanze forse potrebbe non bastare neanche una pioggia di denaro come avvenuto con la Turchia.

Le ulteriori restrizioni geografiche poi in pratica renderebbero nulle gran parti delle richieste di asilo, anche per chi come siriani, afgani o eritrei, scappano da una guerra visto che dovrebbero fare domanda nel primo paese sicuro fuori dai loro confini.

A prescindere comunque un’impostazione del genere potrebbe piacere a Matteo Salvini, in buoni rapporti con il collega austriaco Herbert Kickl che sarebbe l’ideatore della proposta, che da tempo chiede una chiusura delle frontiere europee e la creazione di hotspot direttamente in Africa.

Sarà però ugualmente difficile fermare le partenze dalle coste africane, con l’Italia che a quel punto rimarrebbe sempre sola nel farsi carico di chi dovesse riuscire a sbarcare sulle nostre coste: se per l’Austria potrebbe risultare semplice blindare le proprie frontiere, per noi sarebbe molto più complicato chiudere il mare.

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