Alla fine anche Tesla, da sempre sinonimo di lusso ed elite, deve cedere alle esigenze di mercato: Musk vuole lanciare la sua prima auto “economica”, utilitaria e accessibile
Reuters ha lanciato la voce di corridoio che vorrebbe Elon Musk molto più attento ai costi e all’accessibilità delle sue Tesla. Da sempre le auto firmate dall’uomo più ricco del mondo sono un vezzo per chi se le può concedere, soprattutto perché rappresentano tecnologie ricercate, esclusività e, perché no, anche una certa voglia di tirarsela. Perché, diciamocelo, non è ancora comune dai nostri lidi questo marchio, sebbene stia conquistando con prepotenza sempre più fette di mercato.
E, forse, il motivo principale di questa tangibile rarità si nasconde in bella vista sui listini prezzo. Dalla Model X che costa almeno 100 mila euro alla più accessibile Model 3, che comunque si avvicina ai 40 mila euro, il parco macchine di Tesla non è di certo per tutte le tasche. Se poi ci mettiamo che, perlomeno in Italia, la transizione verso l’elettrico, e le relative colonnine, non è ancora del tutto capillare, abbiamo chiuso il cerchio.
Un po’ più piccola, un po’ meno performante e, quindi, anche più economica. L’idea di Musk è proprio quella di creare un’utilitaria senza troppe pretese, che abbia Tesla nel marchio ma che, di fatto, risponda ad esigenze più in linea con le richieste del popolo, avvicinandosi, in un modo o nell’altro, alle case più propriamente generaliste. Un progetto che non è nuovo nei pensieri del re, tra gli altri, di Starlink e X, che tempo fa si prefissò comunque l’obiettivo di fare concorrenza vera a Toyota, la regina dell’elettrificazione (sia ingegneristicamente che commercialmente) al mondo. Ci riuscirà con la sua rispolverata idea di macchina concorrenziale?
Come sarà la Tesla economica che ha in mente Musk?
Secondo le fonti raccolte da Reuters, la nuova Tesla “popolare” non sarà assolutamente un taglio economico di modelli già esistenti, ma un progetto completamente inedito. Si tratterebbe infatti di un SUV compatto sviluppato da zero, con dimensioni decisamente più contenute rispetto alla Model Y: circa 4,28 metri di lunghezza, un dato che lo colloca nel cuore del segmento C europeo, quello delle evolute auto da città. Comunemente chiamato anche city-SUV.
Dal punto di vista tecnico, la parola d’ordine sembra essere riduzione dei costi smart. La vettura dovrebbe adottare una batteria più piccola rispetto agli standard Tesla attuali, con un’autonomia inferiore rispetto ai circa 500 km dichiarati dalla Model Y, ma comunque adeguata per un utilizzo urbano e quotidiano (tra i 250 e i 350 km). Non solo: si parla anche di una configurazione con singolo motore elettrico, abbandonando le soluzioni a doppio motore tipiche delle versioni più performanti.
Il peso complessivo dovrebbe aggirarsi intorno a 1,5 tonnellate, ben al di sotto delle circa 2 tonnellate della Model Y, con benefici riscontrabili su consumi ed efficienza. La produzione, almeno inizialmente, sarebbe concentrata in Cina, nello stabilimento di Shanghai, con possibili espansioni future verso Stati Uniti ed Europa.
Un altro aspetto da sottolineare? La nuova Tesla potrebbe essere progettata per essere nativamente compatibile con la guida autonoma, pur mantenendo, almeno inizialmente, la possibilità di guida tradizionale. Una doppia anima che rappresenta anche uno step in avanti, che certifica la fiducia di Musk nella conduzione senza controllo umano.
I paletti economici e la concorrenza: ecco quanto costerà la nuova Tesla “utilitaria”
E arriviamo al punto cruciale: quanto costerà davvero questa Tesla economica? Le indiscrezioni parlano chiaro: l’obiettivo è posizionarsi ben al di sotto della Model 3, che oggi parte da circa 34 mila dollari in Cina e 37 mila negli Stati Uniti (in Italia siamo sopra i 35 mila euro).
Tradotto in strategia industriale, significa puntare dritti a una soglia psicologica cruciale: quella dei 30 mila dollari, un’ambizione che in Europa vorrebbe dire almeno sotto i 25 mila euro
Per arrivarci, Tesla sta lavorando su più fronti. Oltre alla già citata riduzione della batteria e alla semplificazione della motorizzazione, ci sarà una forte ottimizzazione della filiera produttiva, favorita proprio dalla produzione in Cina, dove i costi industriali restano più contenuti e dove la concorrenza (locale) è già agguerritissima sul fronte delle elettriche low cost.
Non è un caso che proprio i produttori cinesi abbiano già invaso il mercato con modelli ben più economici, mettendo pressione su Tesla, che negli ultimi anni ha faticato ad ampliare davvero la propria base clienti. Un’auto sotto i 30 mila dollari rappresenterebbe quindi una svolta strategica e concreta, anche dal punto di vista commerciale: Musk vuole portare Tesla a diventare un player globale di massa?
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