Argento, la correzione è agli sgoccioli o ci sono ancora margini di ribasso?

Gerardo Marciano

8 Luglio 2026 - 06:26

Dopo un ribasso del 50%, l’argento si avvicina a livelli tecnici cruciali. Ecco cosa suggeriscono grafici, medie mobili e confronto con l’oro.

Argento, la correzione è agli sgoccioli o ci sono ancora margini di ribasso?

L’argento sta attraversando una fase particolarmente delicata dal punto di vista tecnico. Dopo aver raggiunto nel corso dell’anno il massimo a 123,33, le quotazioni hanno subito una correzione di circa il 50%, riportandosi attualmente in area 61,50. Va tuttavia ricordato che il movimento rialzista precedente era stato eccezionale: dai minimi del 2024 i prezzi erano saliti di circa il 348%, rendendo fisiologica una fase di consolidamento e di prese di profitto. Correzioni di questa entità, infatti, non sono insolite dopo movimenti così estesi e, da sole, non decretano necessariamente la fine del trend rialzista di lungo periodo.

Anche l’oro sta attraversando una fase di debolezza. Dopo aver toccato il massimo a 5.672, le quotazioni sono scese fino agli attuali 4.146, registrando una flessione di circa il 27%. Il fatto che entrambi i principali metalli preziosi stiano correggendo contemporaneamente suggerisce che il comparto stia vivendo una fisiologica fase di riassestamento dopo il forte rally degli ultimi anni. Storicamente, movimenti di questo tipo hanno spesso preceduto la ripresa del trend dominante, anche se ogni ciclo presenta caratteristiche proprie e richiede conferme tecniche.

Le fasi correttive più profonde coincidono spesso con i momenti in cui il sentiment degli operatori diventa più prudente. In queste circostanze è utile concentrare l’attenzione soprattutto sul comportamento dei prezzi, evitando di attribuire un peso eccessivo alle aspettative. Saranno infatti i grafici, prima ancora delle notizie, a mostrare se la pressione ribassista stia realmente perdendo forza.

Il quadro tecnico sull’argento resta prudente

L’analisi dei grafici giornalieri e settimanali evidenzia una struttura ancora impostata al ribasso. Le quotazioni continuano infatti a disegnare una successione di massimi e minimi decrescenti, configurazione che lascia aperta la possibilità di ulteriori discese nel breve e nel medio periodo.

Osservando l’evoluzione delle ultime settimane emerge tuttavia un elemento interessante: la pressione ribassista sembra aver perso parte della propria intensità. Pur in assenza di segnali di inversione, il mercato non mostra più la stessa accelerazione che aveva caratterizzato la fase discendente precedente. In molti casi, dinamiche di questo tipo precedono periodi di consolidamento durante i quali domanda e offerta tendono gradualmente a ritrovare un nuovo equilibrio.

Le fasi di transizione sono spesso le più complesse da interpretare. Quando la volatilità diminuisce e i movimenti diventano meno direzionali, il mercato tende a costruire le basi del ciclo successivo. Questo non significa che l’inversione sia imminente, ma evidenzia come il processo di formazione di un nuovo trend richieda generalmente tempo e conferme progressive.
Attualmente i prezzi stazionano in prossimità della media mobile a 21 mesi, un livello che spesso rappresenta uno spartiacque tra una semplice correzione e una vera inversione del trend primario.

Un ulteriore riferimento tecnico è rappresentato dalla media mobile a 200 giorni, che transita attualmente in area 71,38. Questo livello costituisce la prima resistenza dinamica di rilievo nel breve-medio periodo. Un ritorno stabile delle quotazioni al di sopra di questa media rappresenterebbe un primo segnale di rafforzamento della struttura grafica, pur non essendo ancora sufficiente, da solo, a modificare il quadro tecnico di medio periodo.

Più in basso transita invece la media mobile a 200 settimane, situata in area 46, che rappresenta il principale supporto dinamico di lungo periodo. Finché quest’ultima non verrà violata in maniera decisa, il quadro di fondo non potrà essere considerato definitivamente compromesso.

Anche il grafico trimestrale offre indicazioni interessanti: le quotazioni continuano infatti a muoversi in prossimità della media mobile esponenziale a 9 trimestri, livello che in passato ha spesso favorito la costruzione di basi di accumulazione prima dell’avvio di nuovi movimenti rialzisti. Nel medio periodo la principale resistenza statica si colloca in area 90,575, mentre il primo supporto è individuabile in area 56,13.

Il superamento di 90,575 assumerebbe particolare rilevanza perché interromperebbe la sequenza di massimi decrescenti che caratterizza il mercato da diversi mesi. Sarebbe il primo segnale concreto della formazione di un massimo crescente di medio periodo e indicherebbe un rafforzamento della struttura tecnica.

Viceversa, una discesa sotto 56 aumenterebbe le probabilità di un’estensione della correzione verso la successiva area di supporto posta intorno a 46, in corrispondenza della media mobile a 200 settimane.

Gli scenari da monitorare

Lo scenario più costruttivo prevede una tenuta del supporto in area 56, seguita da una fase di riaccumulazione e dal successivo superamento della prima resistenza dinamica in area 71,38. Un’eventuale conferma oltre questo livello rappresenterebbe un primo miglioramento della struttura grafica. Solo il superamento della resistenza di medio periodo posta in area 90,575 fornirebbe invece un segnale tecnico più convincente, con il ripristino di una sequenza di massimi crescenti.
Se invece il supporto in area 56 dovesse cedere, il mercato potrebbe estendere la correzione fino alla fascia compresa tra 46 e la media mobile a 200 settimane. Proprio quest’area rappresenterebbe un livello tecnico particolarmente significativo per valutare l’evoluzione della struttura grafica di lungo periodo.

In questa fase il sentiment degli operatori resta improntato alla prudenza. La struttura grafica non ha ancora espresso elementi sufficienti per parlare di un’inversione consolidata, ma allo stesso tempo la correzione ha riportato le quotazioni in prossimità di livelli tecnici che meritano particolare attenzione. È proprio in situazioni come questa che il mercato tende spesso a costruire le basi del movimento successivo, indipendentemente dalla direzione che assumerà.

L’attuale configurazione grafica suggerisce che il mercato stia attraversando una fase di verifica. Dopo un rialzo tanto esteso quanto quello registrato tra il 2024 e il massimo annuale, è fisiologico che il mercato richieda tempo per definire se la correzione rappresenti soltanto una pausa del trend principale oppure l’inizio di un ciclo più articolato. Le prossime settimane potrebbero quindi assumere un’importanza decisiva sotto il profilo grafico, poiché saranno i livelli tecnici descritti in precedenza a fornire indicazioni sull’evoluzione della struttura dei prezzi.

In conclusione, l’argento si trova in un momento cruciale della propria evoluzione tecnica. La correzione in atto appare significativa, ma va letta alla luce del poderoso rialzo registrato dai minimi del 2024. Anche il ribasso dell’oro suggerisce che il comparto dei metalli preziosi stia attraversando una fase di consolidamento piuttosto che un deterioramento strutturale.

Nel complesso, il quadro grafico resta improntato alla cautela. Sebbene la probabilità di una fase di riassestamento sia aumentata rispetto ai mesi precedenti, la struttura tecnica non ha ancora fornito conferme sufficienti per considerare conclusa la correzione. Finché la successione di massimi decrescenti rimarrà intatta, il quadro tecnico continuerà a mantenere caratteristiche di debolezza, lasciando aperta sia l’ipotesi di una fase laterale di riaccumulazione sia quella di un’estensione del movimento verso le principali aree di supporto. Soltanto il superamento di 90,575 rappresenterebbe il primo segnale grafico di rafforzamento della tendenza di medio periodo.

Le considerazioni contenute in questo articolo rappresentano esclusivamente un’analisi tecnica dell’andamento dei prezzi basata sull’osservazione dei grafici e degli indicatori. Non costituiscono una raccomandazione d’investimento, una consulenza in materia di investimenti né una sollecitazione al pubblico risparmio.