Aprire le finestre, evitare padelle e smacchiatori. Come difenderti dai PFAS, secondo gli esperti

Andrea Fabbri

4 Maggio 2026 - 05:24

Svelati i metodi di comportamento per evitare l’esposizione massiccia ai PFAS. Ecco quali sono e perché dovremmo impararli molto velocemente

Aprire le finestre, evitare padelle e smacchiatori. Come difenderti dai PFAS, secondo gli esperti

Il termine PFAS è uno dei più utilizzati in questo periodo quando si parla di alimentazione e salute in senso generale. PFAS è l’acronimo di “sostanze per- e polifluoroalchiliche” e il gruppo comprende oltre 10.000 composti chimici diversi che vengono usati nei settori più disparati, da quello alimentare, passando per quello industriale, fino ad arrivare a quello dei farmaci e a quello dei cosmetici.

La ragione di questa diffusione è che i PFAS hanno un’elevata capacità di resistere a condizioni estreme e rappresentano una soluzione a basso costo per aumentare la “longevità” di decine di oggetti di uso comune.

Ma c’è anche un lato oscuro: queste sostanze si sogno “guadagnate” il soprannome di inquinanti eterni grazie a decine e decine di studi scientifici che hanno dimostrato la loro pericolosità sia per l’ambiente che per la salute umana.

Per questo motivo il Ministero della Salute francese ha recentemente pubblicato delle linee guida di comportamento per ridurre più possibile l’esposizione.

Attenzione a cosa mangiamo e beviamo

Il primo consiglio delle autorità sanitarie francesi è quello di fare attenzione a ciò che portiamo in tavola ogni giorno. Di norma è sempre preferibile optare per alimenti di stagione, cibi biologici e pietanze cucinate in casa.

Meglio evitare, invece, i cibi a lunga conservazione e quelli provenienti da Paesi in cui i controlli di sicurezza sono meno stringenti. È più probabile che nella plastica dei loro imballaggi ci sia una maggior quantità di PFAS.

Avvertimenti anche per l’acqua. Nonostante il peggioramento generalizzato della qualità dell’acqua potabile, è sempre preferibile in quanto più controllata rispetto a quella distribuita in bottiglia.

I comportamenti da tenere per ridurre l’esposizione ai PFAS

Uno dei modi migliori per tenersi a distanza dai PFAS, secondo le autorità transalpine, è quello di modificare il parco utensili della cucina.

Gli imballaggi resistenti all’acqua e al grasso andrebbero subito eliminati, così come le pentole antiaderenti, i bollitori e i contenitori in plastica. A maggior ragione se sono usurati o presentano tagli o crepe. Al loro posto meglio usare oggetti in vetro, ghisa e acciaio inossidabile.

Un’altra buona pratica è quella di arieggiare gli ambienti almeno per dieci minuti ogni giorno.

Per quanto riguarda la pulizia dei pavimenti, infine, il Ministero consiglia di limitare l’uso di smacchiatori e prodotti impermeabilizzanti e di preferire prodotti più “semplici” come sapone nero, bicarbonato e aceto.

I soggetti più a rischio

I PFAS rappresentano un pericolo per quasi la totalità della popolazione, visti i loro utilizzi capillari e la varietà di sostanze usate. Alcuni soggetti, però, hanno un rischio di sovraesposizione maggiore. È il caso dei lavoratori delle aziende che quei PFAS li producono, oppure di quelli che maneggiano prodotti che li contengono.

Tra le fasce considerate più vulnerabili ci sono anche i bambini e le donne. I primi perché non hanno un sistema immunitario ancora pienamente strutturato. Le seconde per l’utilizzo di cosmetici waterproof o a lunga durata.

Due prodotti che, secondo gli esperti di salute, andrebbero sostituiti in fretta con trucchi più “semplici” e con etichetta di produzione biologica.

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