Apple: restituiti 14,3 miliardi di tasse non pagate all’Irlanda

Il gruppo Usa ha finito di versare al governo irlandese 13,1 miliardi di tasse non pagate più gli interessi, come stabilito nel 2016 dall’Antitrust Ue, che ha accusato l’Irlanda di aver concesso aiuti illegali ad Apple.

Apple: restituiti 14,3 miliardi di tasse non pagate all'Irlanda

Apple ha saldato il conto con l’Irlanda versando 14,3 miliardi, tra tasse e interessi, per tasse non pagate.

Soldi che secondo la Commissione Europea il colosso di Cupertino doveva a Dublino – dove ha Apple ha stabilito la sua sede europea - che a sua volta ritiene di non dover accettare e la cui mancata corresponsione si sarebbe configurata come aiuto di Stato illegale.

Intanto, la sostanziosa cifra per il momento è stata conferita in un fondo di garanzia: l’Irlanda attende il pronunciamento della Corte generale Ue sul ricorso presentato da governo e Apple contro la sanzione comminata nel 2016.

Apple ha versato le tasse non corrisposte all’Irlanda

Il ministro delle Finanze irlandese Paschal Donohoe ha annunciato che Apple, a inizio settembre, ha completato il pagamento delle tasse non versate all’Irlanda rispettando i tempi previsti e in linea con gli impegni che il governo aveva assunto con Bruxelles.

Si tratta di 13,1 miliardi di euro più 1,2 miliardi di interessi per un totale di 14,3 miliardi.

Ma Dublino non ha incassato la maxi cifra corrisposta dalla Apple, trasferendola in un fondo di garanzia, che il governo irlandese ha dato in mano ad Amundi, BlackRock Investment Management and Goldman Sachs Asset Management. I gestori del fondo provvederanno a utilizzare la somma per realizzare investimenti a basso rischio.

Irlanda accusata di aiuti di Stato

Il caso Apple era scoppiato nell’estate 2016, quando la Commissione Ue accusò la multinazionale Usa di vantaggi fiscali illegali ottenuti attraverso accordi con Dublino, che si potevano configurare come aiuti di Stato.

In particolare, secondo l’Antitrust, per il colosso di Cupertino era stata prevista una tassazione agevolata che avrebbe portato il gruppo a pagare sempre meno tasse fino all’irrisorio 0,005% del 2014, mentre la corporate tax irlandese prevede una tassazione del 12,5%.

Dunque, per Apple si configurerebbe una vera e propria evasione fiscale, mentre l’Irlanda avrebbe agevolato l’azienda americana attraverso aiuti di Stato non consentiti da Bruxelles.

Il ricorso di Apple e del governo irlandese

Inutile dire che la sanzione comminata dalla Commissione, con l’obbligo di restituire le tasse non versate, non è stata gradita né da Apple né dall’Irlanda, che hanno presentato ricorso.

“Il governo è fondamentalmente in disaccordo con l’analisi della Commissione nella decisione sugli aiuti di Stato di Apple e chiede l’annullamento di tale decisione nei tribunali europei”

ha commentato Donohoe.

Il governo irlandese, infatti, ha sempre ribadito di aver agito nel pieno rispetto delle regole irlandesi ed europee e per il momento, oltre i soldi versati da Apple, incassa anche la promessa della Commissione europea che ha annunciato di voler ritirare la denuncia presentata contro Dublino per il mancato recupero della somma.

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