Apple: accuse di corruzione per il capo della sicurezza

Marco Ciotola

24 Novembre 2020 - 18:54

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Thomas Moyer, capo della sicurezza Apple, sarebbe al centro di una vicenda di corruzione che coinvolge anche due poliziotti della contea di Santa Clara. I dettagli

Apple: accuse di corruzione per il capo della sicurezza

Bufera nelle ultime ore sul capo della sicurezza Apple Thomas Moyer, e di conseguenza sull’intero colosso tech di Cupertino. Moyer è infatti coinvolto in una vicenda di corruzione che lo vede protagonista insieme a due poliziotti della contea di Santa Clara.

Al centro di tutto ci sarebbe l’offerta di tangenti in cambio della restituzione di licenze per armi ritirate ad almeno 4 dipendenti Apple.

I due poliziotti, membri dell’ufficio dello sceriffo, sono stati incriminati per presunta corruzione, così come il chief security officer di Apple Moyer. Il procedimento formale, avviato da un gran giurì, recita “presunta richiesta ed offerta di tangenti per licenze di armi”.

Apple, accuse di corruzione al CSO: la vicenda

Secondo quanto finora formulato dall’accusa, lo sceriffo e il capitano della contea di Santa Clara sono riusciti a “strappare” una promessa a Thomas Moyer, chief security officer di Apple.

Viste le quattro licenze di armi da fuoco appena ritirate ad altrettanti dipendenti Apple, la società avrebbe donato iPad all’ufficio dello sceriffo in cambio del riottenimento delle licenze.

Le indagini, della durata di due anni, sono state condotte dall’ufficio del procuratore distrettuale; hanno portato a scoprire che Sung e Jensen “hanno trattenuto” le licenze, rifiutandosi di rilasciarle finché non avessero ottenuto qualcosa di valore in arrivo dalla compagnia di Cupertino:

“Il sottoseriffo e il capitano trattavano le licenze come merce, e trovavano acquirenti disponibili. Chi cercava tangenti doveva essere segnalato all’ufficio del procuratore distrettuale, non ricompensato”,

ha dichiarato il procuratore distrettuale Jeff Rosen, evidenziando in questo senso le responsabilità di Moyer che si sarebbe mobilitato per completare il processo di corruzione.

Il CSO di Apple avrebbe infatti offerto di donare centinaia di prodotti Apple all’ufficio dello sceriffo in cambio delle licenze. Nello specifico, avrebbe garantito l’arrivo di 200 iPad per un valore di quasi 70.000 dollari.

Arrivo bloccato solo dal mandato di perquisizione eseguito dall’ufficio del procuratore distrettuale presso l’ufficio dello sceriffo, sequestrando tutti i suoi registri di licenza delle armi.

Per il momento l’avvocato di Moyer, Ed Swanson, ha definito le accuse infondate, e definito il responsabile della sicurezza Apple come “un uomo laborioso e onesto con una lunga storia di servizio alla sua comunità e al suo paese”.

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