Questo buono fruttifero protegge i risparmi al pari del BTP Italia. Quanto rende?

Stefano Vozza

7 Maggio 2025 - 05:24

Un capitale liquido va anzitutto protetto dall’erosione del potere d’acquisto prima ancora di pensare ai rendimenti di medio o lungo termine

Questo buono fruttifero protegge i risparmi al pari del BTP Italia. Quanto rende?

Dopo anni in cui il tema inflazione era caduto nel dimenticatoio, il carovita è tornato prepotente nella vita di tutti i giorni. I prezzi di beni e servizi che salgono sono una costante con cui ci si scontrano tutti, domanda, offerta e risparmiatori.

I primi cercano escamotage per salvaguardare il ‘paniere ottimale’ senza stravolgere i vincoli di bilancio. Le alternative sarebbero due: tagliare le quantità e/o la qualità oppure destinare maggiori risorse agli acquisti, se, dove e come possibile. I secondi rivedono l’intera filiera per contenere i costi, evitare ritocchi di listino prezzi e non prestare il fianco alla concorrenza.

Per i risparmiatori, invece, la prima regola è proteggere il capitale faticosamente messo da parte prima ancora di pensare a incrementarlo. Al riguardo, anche questo buono fruttifero protegge i risparmi al pari del BTP Italia: quanto rende?

L’inflazione colpisce i ricchi o i poveri?

In termini molto sempliciotti e usando un po’ la fantasia, l’inflazione è come un vermicello che si mangia pezzettini di banconote nel corso del tempo. Più a lungo si tengono ferme le ricchezze liquide, è maggiore è la quantità di filigrana che questo vermicello si andrebbe mangiando. Tuttavia, non tutti i periodi storici sarebbero uguali: in alcuni, “l’azione del vermicello” sarebbe forte e incisiva, in altri più tenue. Il discorso riguarderebbe tutte le ricchezze detenute liquide, fossero tenute in casa o sul c/c o libretto, non cambia (quasi) nulla.
È bene fare una precisazione: questo vermicello sarebbe l’inflazione, e anche a distanza di tempo le banconote sarebbero intatte nel loro formato cartaceo. A mutare, nel senso di diminuito, sarebbe invece il potere d’acquisto. Si tratta della capacità di comprare uno stesso e identico bene (in tutto e per tutto) in due tempi differenti e con la stessa banconota. Solitamente, infatti, nel tempo servono più banconote per comprare sempre lo stesso bene.
È l’effetto inflazione, che nessuno (ricchi o poveri è uguale) può evitare, ma solo contenere e contrastare. Come? Investendo il capitale liquido a un tasso almeno pari a quello di crescita media del costo della vita.

BTP Italia e buono indicizzato all’inflazione italiana

Sul mercato non mancano gli strumenti finanziari con cui azzerare l’effetto carovita e magari batterlo per conseguire un rendimento reale positivo. Tra questi pensiamo al BTP Italia prossimo a venire, un’obbligazione emessa dal MEF per proteggere il capitale contro l’inflazione. Si tratta di strumenti garantiti dallo Stato Italiano, al pari del buono indicizzato all’inflazione italiana emesso però da Casa Depositi e Prestiti (CDP).
Oltre alla garanzia sovrana questi titoli non hanno spese di gestione, oneri fiscali esclusi. La tassazione sugli interessi è agevolata al 12,50% e sono esenti dalle imposte di successione. Invece l’imposta di bollo del 2x1.000 si applica nei soli casi, tempi e modi previsti dalla Legge.
CDP lo emette sempre alla pari, solo in forma dematerializzata e per tagli minimi di 50 € e relativi multipli. Pertanto il suo rimborso anticipato potrà aversi tanto per l’intero capitale versato oppure parzialmente, sempre senza costi e per importi di € 50 e multipli. In particolare c’è che l’emittente non ne riconosce mai gli interessi prima che siano trascorsi 18 mesi dalla data della sottoscrizione.
Il prodotto dura 10 anni al termine dei quali diventano infruttiferi e viene rimborsato sul conto di regolamento del titolare del buono.

Il tasso fisso annuo lordo al termine di ciascun periodo di possesso

Vediamo quali sono le Condizioni Economiche previste per l’attuale serie numero “IL110A240307”, disponibile dal 07/03/2024. Come anticipato, il buono protegge il potere d’acquisto del capitale versato e in più riconosce tassi fissi annui lordi indicati nella Tabella A del Foglio Informativo. Essi sono pari a:

  • 0,00% al termine del 1° anno di possesso del titolo;
  • 0,25% dopo 2 anni di possesso del buono;
  • 0,28% terminati i primi 3 anni dall’acquisto;
  • 0,30% al termine del 4° anno;
  • 0,33% dopo 5 anni;
  • 0,36% conclusi i primi 6 anni dal giorno dell’acquisto;
  • 0,41% al termine del 7° anno;
  • 0,47% dopo 8 anni di possesso del buono;
  • 0,53% conclusi i 9 anni dall’acquisto;
  • 0,60% lordo annuo terminati i 10 anni di possesso del buono.

Anche questo buono fruttifero protegge i risparmi al pari del BTP Italia: quanto rende?

Tanto il capitale inizialmente versato quanto i tassi fissi lordi sono rivalutati sulla base dell’inflazione italiana (se positiva) e per l’intero periodo di detenzione del buono. La rivalutazione però viene riconosciuta al momento del rimborso del titolo (totale o parziale) e comunque non prima dei 18 mesi dall’acquisto.
Ancora, gli interessi fissi sono calcolati su base bimestrale secondo il regime della capitalizzazione semplice e poi capitalizzati ogni anno secondo il regime composto. A tal fine la successiva Tabella B (sempre ai Fogli Informativi) riporta i coefficienti per il calcolo dell’importo minimo lordo e netto maturato al termine di ogni bimestre a far data dal proprio giorno d’acquisto.
Quanto all’inflazione, il riferimento è all’Indice FOI, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per operai e impiegati al netto dei consumi dei tabacchi, e calcolato mensilmente dall’ISTAT.