Anche per i debiti sotto i €5.000 scatta il blocco dei pagamenti PA

Nadia Pascale

22 Dicembre 2025 - 13:50

Tra gli emendamenti approvati e che passano al Senato il blocco dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione in caso di debiti con il Fisco. Le ultime novità.

Anche per i debiti sotto i €5.000 scatta il blocco dei pagamenti PA

Nella Legge di Bilancio 2026 confermato il blocco dei pagamenti ai professionisti che hanno debiti con il Fisco, di qualunque importo, cade la soglia dei 5.000 euro, a rischio anche il gratuito patrocinio.

Nonostante le numerose richieste da parte dei professionisti, resta nella Legge di Bilancio 2026 la norma che prevede la sospensione dei pagamenti in favore dei professionisti che collaborano con la Pubblica Amministrazione e che hanno dei debiti fiscali. In commissione Bilancio è solo stata attenuata la portata del blocco agli importi effettivamente dovuti al Fisco.

Ecco tutte le novità approvate nella Legge di Bilancio 2026 per il blocco dei pagamenti della PA.

Pagamenti ai professionisti: la Pubblica Amministrazione versa prima al Fisco

L’articolo 129 della Legge di Bilancio chiede che i professionisti per ottenere il pagamento delle prestazioni debbano autocertificare all’ente che deve effettuare il pagamento la regolarità della propria posizione fiscale. L’associazione nazionale dei commercialisti ha definito questa misura che introduce un meccanismo di sospensione automatica dei pagamenti irragionevole, discriminatoria e potenzialmente lesiva del principio di libera prestazione dell’attività professionale. Auspica che entro la metà di giugno, entrata in vigore effettiva della norma, ci possano essere ripensamenti e limature volti a introdurre una soglia minima per l’applicazione della norma.

Nella versione originaria non erano previsti limiti. Nella nuova versione, invece, la Pubblica Amministrazione prima di effettuare un pagamento deve verificare le pendenze fiscali del professionista. Prima di versare le somme al professionista, la PA chiuderà le pendenze con l’agente della riscossione, «fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica». Poi pagherà il beneficiario, per le somme che eventualmente rimangono.

Cosa vuol dire? Semplicemente che se il professionista deve avere 3.000 euro dalla Pubblica Amministrazione, ma il professionista ha un debito di 2.000 euro con il Fisco, la PA versa al Fisco 2.000 euro e al professionista la rimanente parte. In un certo senso la procedura viene snellita, ma può portare importanti conseguenze per i professionisti in termini di liquidità.

Gratuito patrocino a rischio con il blocco dei pagamenti ai professionisti?

Particolare perplessità vengono esposte per i professionisti che esercitano il gratuito patrocinio e che potrebbero vedere i loro compensi sfumare in favore del versamento delle imposte nei confronti del Fisco. Nel caso dei legali, l’ammissione al gratuito patrocinio è subordinata al possesso di un reddito familiare inferiore alla soglia stabilita dalla legge e aggiornata ogni due anni (attualmente, è pari a 12.838,01 euro).

L’avvocato però non è obbligato a garantire il gratuito patrocinio. Gli avvocati che accettano il gratuito patrocinio devono iscriversi in uno specifico elenco. Cosa ne consegue? Un professionista che ha debiti con il Fisco, sa che potrebbe ritrovarsi a offrire la prestazione “gratuitamente”, ne deriva che potrebbe anche scegliere di non iscriversi, o cancellarsi, dall’elenco in oggetto.

Per le persone che hanno difficoltà economiche e che vorrebbero agire in giudizio a tutela dei loro interessi questa potrebbe rappresentare una forte preclusione nell’accesso alla tutela.
In base all’emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato, la norma che blocca i compensi per i professionisti, tra cui quelli che effettuano il gratuito patrocinio, entrerà in vigore il 15 giugno 2026.

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