Il cambio euro sterlina (EUR/GBP) indica quante sterline britanniche servono per acquistare un euro. È la coppia di riferimento per gli scambi tra l’Eurozona e il Regno Unito, legati da rapporti commerciali e finanziari molto stretti anche dopo la Brexit.
Le tappe principali del cambio
L’euro ha debuttato nel gennaio 1999 intorno a 0,70 sterline. Negli anni successivi il cambio è rimasto per lo più tra 0,60 e 0,70, fino alla crisi finanziaria globale: tra il 2007 e la fine del 2008 la sterlina ha perso molto terreno, colpita dalla crisi delle banche britanniche e dai tagli dei tassi della Bank of England, e l’EUR/GBP è salito fin quasi a 0,98 nel dicembre 2008.
Con la crisi del debito sovrano dell’Eurozona, esplosa nel 2010 e affrontata anche con la creazione del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), l’euro si è indebolito e il cambio è tornato a scendere, toccando i minimi del periodo nel 2015.
Il referendum del 23 giugno 2016 sulla Brexit ha segnato una nuova fase: la sterlina ha subito uno dei cali più forti della sua storia recente e l’EUR/GBP è risalito rapidamente sopra 0,80. L’uscita formale del Regno Unito dall’Unione europea è avvenuta il 31 gennaio 2020, seguita dall’accordo commerciale entrato in vigore nel 2021.
Bank of England, BCE e altri fattori
Il cambio dipende soprattutto dal confronto tra le politiche monetarie della BCE e della Bank of England. Un divario di tassi a favore del Regno Unito sostiene la sterlina e fa scendere l’EUR/GBP, mentre un ciclo di tagli più rapido a Londra lo spinge al rialzo.
Pesano poi i dati su inflazione, salari e crescita nel Regno Unito, la situazione dei conti pubblici britannici, come dimostrò la crisi dei titoli di Stato dopo la manovra fiscale del settembre 2022, e i rapporti commerciali con l’Unione europea.
Rispetto ad altre coppie, l’EUR/GBP si muove spesso in intervalli relativamente stretti, perché le due economie sono fortemente integrate. I movimenti più ampi si concentrano attorno alle riunioni delle banche centrali, alla pubblicazione dei dati sull’inflazione e agli eventi politici, durante la sessione europea di contrattazione.