Usd/Jpy: come operare dopo il flash crash?

Le quotazioni del Ninja hanno iniziato un recupero dopo il flash crash avvenuto nella notte. Dal punto di vista operativo però, operazioni di stampo rialzista da questi livelli non sembrerebbero avere rapporti di rischio/rendimento favorevoli

Usd/Jpy: come operare dopo il flash crash?

Seduta all’insegna dei decisi ribassi per il cambio Usd/Jpy, che nella notte ha subito un flash crash, con le quotazioni che sono passate rapidamente da 108,880 a 104,470: un calo del 3,68%.

A contribuire alle vendite è la notizia relativa ai tagli delle stime sui ricavi annunciata dal numero uno di Apple, Tim Cook, in riferimento all’ultimo trimestre del 2018 (per approfondire).

Ciò ha portato ad acquisti di Yen, considerato la valuta rifugio per eccellenza, e a vendite sul biglietto verde: i movimenti sono poi stati amplificati dalla scarsa liquidità dovuta alla chiusura del mercato nipponico per le festività.


Usd/Jpy, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Graficamente, i corsi del cambio hanno iniziato un recupero dopo essere giunti all’intorno supportivo dato dalla quota tonda di 105. I prezzi arrivano da un movimento ribassista che ha preso forza il 20 dicembre 2018, con la rottura del pattern di compressione triangolare evidenziato nel chart.

I compratori potrebbero riprendere forza: questo perché l’obiettivo della figura di analisi tecnica menzionata prima, ottenuto proiettando in basso la sua altezza, è stato raggiunto. Gli oscillatori inoltre, come ad esempio il RSI settato a 14 periodi, sono ampiamente in soglia di eccesso di pressione ribassista.

È però evidente che il sentiment degli operatori sia cambiato e che, al momento, le eventuali prese di respiro costituiscano potenziali occasioni di vendita. Sebbene le operazioni di matrice long possano sembrare allettanti, non ci sono per ora le condizioni tecniche per avere un buon rapporto di rischio/rendimento nelle strategie in contro-tendenza.

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Strategie operative su Usd/Jpy


Elaborazione Ufficio Studi di Money.it

Dal punto di vista operativo, si potrebbe sfruttare un ritorno verso la resistenza a 109,450 per valutare strategie di matrice ribassista. In questo caso, lo stop loss andrebbe posto a 111,650, l’obiettivo principale a 106,500 e obiettivo finale a 106,200.

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