Azioni Bpm: i rumor con Cattolica non bastano, la struttura tecnica rimane ribassista

Le azioni dell’istituto di credito proseguono in flessione oggi, dopo il rally di ieri a seguito di alcune indiscrezioni su un possibile rafforzamento con Cattolica. La struttura tecnica rimane impostata al ribasso

Azioni Bpm: i rumor con Cattolica non bastano, la struttura tecnica rimane ribassista

Apertura in flessione per Banco Bpm a Piazza Affari che al momento si attesta a 1,795 euro con una performance negativa del -1,38%, bruciando parte dei guadagni registrati ieri, alimentati da alcune indiscrezioni su una possibile fusione con Cattolica.


Banco Bpm, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

I corsi nel medio periodo rimangono inseriti all’interno di una tendenza ribassista in atto dai massimi registrati durante l’ultima decade di aprile a 3,108 euro. In particolare, si può notare che la tendenza di lungo periodo sia caratterizzata da ampie oscillazioni in entrambe le direzioni ed ogni movimento correttivo si è inoltre completato in prossimità del 50% di ritracciamento di questi impulsi.

Con l’ultimo movimento correttivo partito dal minimo segnato il 25 ottobre scorso a 1,52 euro e ultimatosi con la seduta del 8 novembre, si è disegnato un pattern di inversione Pin Bar che ha inoltre provocato la falsa rottura del livello statico che conta il minimo segnato il 3 settembre a 1,929 euro, avvalorando una view ribassista sul titolo.

Al momento la candela di oggi rimane all’interno del range di ieri disegnando un pattern di compressione, sarà dunque necessario attendere la rottura del minimo registrato ieri prima di implementare qualsiasi strategia di natura ribassista.

A tal proposito misurando le estensioni dei precedenti movimenti impulsivi e proiettando questa dal massimo del segnale di inversione del 8 novembre a 1,997, si potrebbe identificare un target finale più ambizioso nei pressi di 1,126 euro per azione.

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Elaborazione Ufficio studi di Money.it

Alla luce della struttura tecnica di lungo periodo e dalle indicazioni fornite dal pattern ribassista disegnato nella seduta del 8 novembre, tuttora valido, si potrebbe privilegiare un’operatività di tipo short. In particolare la rottura di 1,745 euro, minimo registrato nella seduta di ieri, sarebbe il via ad operazioni di matrice ribassista, con primo obiettivo di profitto a ridosso dei minimi registrati lo scorso 25 ottobre a 1,52 euro. Lo stop loss in questo caso potrebbe essere collocato a 1,844 euro massimo registrato nella seduta di ieri. Un target finale potrebbe invece essere identificato a 1,126 euro calcolando l’estensione del precedente movimento impulsivo partito dal massimo segnato il 26 settembre a 2,358 e conclusosi con il minimo registrato nella seduta del 25 ottobre a 1,52 euro.

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