Altro che Russia. È questa la minaccia più grande per l’Europa, secondo un ex agente dell’MI6

Alessandro Nuzzo

30 Dicembre 2025 - 19:45

Ex agente segreto del Regno Unito ha svelato che la principale minaccia per l’Europa non è la Russia ma l’Iran.

Altro che Russia. È questa la minaccia più grande per l’Europa, secondo un ex agente dell’MI6

Il 24 febbraio 2026 saranno quattro anni dall’inizio del conflitto in Ucraina, da quando Vladimir Putin diede il via alla cosiddetta operazione speciale, invadendo il territorio ucraino. Da allora i morti sul campo sono stati milioni, sia per la Russia che per l’Ucraina. In questi giorni si è tornato a parlare di pace tra i due Paesi. Il presidente ucraino Zelensky e Trump si sono incontrati per discutere di un possibile accordo di pace da proporre alla Russia. Passi avanti sono stati fatti, ma allo stato attuale non possiamo ancora dire che i due Stati siano finalmente arrivati a una pace duratura.

Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, portando la guerra nel cuore dell’Europa, Mosca e Vladimir Putin sono diventati i principali nemici della Nato. La Russia è stata esclusa totalmente dai rapporti commerciali con Stati Uniti e Paesi europei e non solo. Per molti, Putin rappresenta la principale minaccia alla stabilità del mondo, in particolare in Europa, dove in tanti ritengono il presidente russo pericoloso perché capace di scatenare un conflitto più ampio nel continente. Ma secondo un ex agente segreto dell’MI6 nel Regno Unito, Aimen Deane, al momento la minaccia più grande per l’Europa non è la Russia, bensì un’altra nazione, ovvero l’Iran e le sue mire espansionistiche dal punto di vista nucleare.

Teheran e il programma nucleare sono la vera minaccia per l’Europa

Teheran da anni punta a diventare una potenza nucleare, incrementando il proprio arsenale. Secondo l’ex agente segreto, intervistato dal The Sun, «abbiamo Stati canaglia come l’Iran che cercano di diventare potenze nucleari: una minaccia come l’Iran deve essere contrastata perché è una nazione che ha sponsorizzato il terrorismo».

Secondo lui, il fondamentalismo islamico è ancora molto radicato in Paesi come l’Iran e la domanda da porsi non è se avremo un altro 11 settembre o un altro 7 luglio, giorno in cui ci furono gli attentati di Londra nel 2005, nei quali morirono 56 persone, ma quando questo avverrà.

Secondo Deane, il fondamentalismo islamico incoraggia le persone a essere diffidenti verso le istituzioni e questo è molto più pericoloso di un estremismo violento. «Incoraggia le persone a diffidare delle istituzioni e, per certi versi, è molto più pericoloso dell’estremismo violento. La violenza è solo la punta dell’iceberg», ha spiegato l’ex agente dell’intelligence britannica.

D’accordo con Deane è anche il presidente americano Donald Trump, che ha minacciato di sferrare nuovi attacchi a Teheran se il Paese dovesse riprendere il proprio programma nucleare. «Ho sentito dire che l’Iran sta cercando di riarmarsi e, se così fosse, dovremo intervenire per fermarli», ha dichiarato prima dell’incontro con il presidente israeliano Netanyahu.

Intanto nel Paese regna un caos diffuso e in Iran proseguono le proteste dei cittadini, alimentate dalla crisi economica e dal crollo della moneta. A scendere in piazza adesso sono anche gli studenti universitari, che si sono uniti in varie manifestazioni contro il governo.

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