Venerdì 17 il Dipartimento del Tesoro ha comunicato i tassi minimi garantiti che accompagneranno il prossimo BTP Valore 2032, il 6° bond dell’omonima famiglia. L’obbligazione avrà una vita fruttifera di 7 anni nel corso dei quali produrrà interessi fissi e crescenti noti in partenza. Gli step seguono la sequenza 3-2-2, ad ognuno dei quali è associato un interesse annuo lordo pari a:
- 2,60% p.a. il 1°, 2° e 3° anno (ritenuta fiscale al 12,50);
- 3,10% lordo nel 4° e 5°;
- 4,00% p.a. il 6° e 7° anno.
Ora, anche chi ha libretto postale o BancoPosta può guadagnare il 3,257% per 7 anni.
Il rendimento medio annuo lordo del BTP Valore
Il tasso del 3,257% lo si ottiene sommando e dividendo gli interessi annui e il premio finale per la durata complessiva. Il monte cedole è del 22,00% lordo, che arriva al 22,28% considerando il bonus fedeltà per chi lo terrà fino al termine. Il quoziente della divisione è appunto 3,257% e rappresenta l’ipotetica cedola lorda ponderata che il neo Valore pagherà nei 7 anni. La periodicità degli interessi è trimestrale, con date di stacco al 28/01, 28/04, 28/07 e 28/10 di ogni anno.
L’obbligazione verrà collocata da lunedì 20 fino alle ore 13.00 di venerdì 24, salvo chiusura anticipata. A collocamento ultimato l’emittente confermerà (più probabile) o ritoccherà al rialzo (meno probabile) i tassi minimi annunciati venerdì 17. L’ISIN speciale di riconoscimento è l’IT0005672016 mentre da martedì 28/10 entrerà in vigore l’ISIN ordinario e lo comunicherà il MEF a collocamento ultimato.
Chi può acquistare il BTP Valore 2032
Al pari delle edizioni precedenti questi titoli sono rivolti ai risparmiatori retail, ossia famiglie e investitori individuali. Gli interessati potranno acquistarlo alla pari tramite home banking, se abilitati al trading online, oppure allo sportello bancario o postale. L’importante è procedere tramite l’intermediario presso cui si detiene il conto titoli. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 € e multipli, non vi sono commissioni di acquisto né limiti sul quantitativo acquistabile.
Ora, anche tramite il servizio BancoPosta è possibile aderire all’offerta del Tesoro, analogamente a quanto avviene per tutti gli altri bond targati MEF. Non solo, ma la disponibilità del Valore ‘32 è aperta a chi detiene un libretto di risparmio postale. In entrambi i casi, ossia titolarità del c/c BancoPosta o libretto, l’importante è che il risparmiatore soddisfi congiuntamente 4 condizioni:
- abbia sottoscritto il relativo contratto sui servizi di investimento;
- abbia compilato il questionario MIFID e che e non sia scaduto;
- sia stato classificato ai fini MIDIF;
- disponga di un deposito titoli associato al libretto postale o al c/c BancoPosta.
Investire per 7 anni sul reddito fisso
Restando nel perimetro del risparmio postale vediamo se vi sono o meno prodotti di durata settennale e quanto offrono. Diciamo subito che la risposta è negativa, nel senso che al momento l’emittente CDP non copre questo specifico timeframe.
Una possibile alternativa, peraltro laboriosa, potrebbe essere quella di sottoscrivere un Deposito Supersmart per i soli titolari di libretto Smart. Nel tempo l’emittente lo propone in versioni differenti, ognuna con proprie condizioni economiche e soggettive di sottoscrizione. La versione base Open, per esempio, al momento rende l’1,5% annuo lordo a scadenza (tassato al 26%), cioè dopo 360 giorni.
Quindi dopo un anno andrebbe rinnovata alle future condizioni economiche fino a ottobre ‘32. Per risultare più conveniente del Valore dovremmo tuttavia assistere a una forte impennata dei futuri tassi di riferimento. Di contro il libretto garantisce sempre il valore nominale del capitale versato, anche prima del termine, mentre sul Valore tale garanzia è solo a scadenza.
Le altre versioni Supersmart offrono sempre qualcosina in più rispetto alla basica, ma bisogna vedere se si soddisfano o no i requisiti soggettivi e/o oggettivi previsti.
Anche chi ha libretto postale o BancoPosta può guadagnare il 3,257% per 7 anni
L’altra alternativa rimanda ai buoni fruttiferi postali (BFP) di lungo termine, per cui si tratterebbe di sottoscriverli e uscire poi ai 7 anni, prima della naturale scadenza. L’operazione è tecnicamente possibile (meglio: i BFP si possono liquidare in qualsiasi momento durante la loro vita utile) ma economicamente poco conveniente. Al pari del BTP Valore e del BTP Futura, i BFP lunghi pagano i maggiori tassi nominali annui nel loro ultimo step di vita. Tradotto, rimborsarli prima del termine poco conviene.
Ad ogni modo vediamo un paio di potenziali soluzioni in base alle serie attualmente disponibili per la sottoscrizione. Il buono 3X4 riconosce gli interessi al termine del 3°, 6°, 9° e 12° anno, per cui per non perdere neanche 1 anno di interessi converrebbe (in teoria) uscire al 6° anno. A quella data l’interesse lordo complessivo maturato sarebbe del 9,344%. Se invece fosse tenuto per tutti e 12 gli anni, il guadagno totale salirebbe al 42,576%, per cui più conveniente.
Lo stesso ragionamento di cui prima vale per il buono Ordinario di durata ventennale. L’attuale serie rende l’8,271% lordo complessivo dopo 7 anni dal giorno dell’acquisto, ma il 63,861% al termine dei 20 anni originariamente previsti.