Altro che BTP. Questi titoli di Stato hanno rating alto e rendimenti oltre il 4% già a 1 anno di durata

Stefano Vozza

20 Maggio 2026 - 05:24

Obbligazioni ad elevato rating sovrano a ricchi yield anche su brevi scadenze, ma adatte a investitori attivi ed elevata propensione al rischio

Altro che BTP. Questi titoli di Stato hanno rating alto e rendimenti oltre il 4% già a 1 anno di durata

Gli investitori più attenti alle dinamiche dei mercati finanziari ricorderanno i picchi dei rendimenti obbligazionari sovrani del 2023. Inflazione e tassi ufficiali di riferimento erano ai loro massimi di periodo, per cui vecchie e nuove emissioni offrivano tanto. Il BTP decennale rendeva il 5% e non era l’unico tra i principali emittenti sovrani oltre tale soglia, anzi. Maggiore, o peggiore a seconda dei casi, era la durata residua, il rating emittente, la struttura dei rendimenti, la valuta, etc, e più saliva lo yield.

Una situazione del genere la stanno vivendo i Gilt, i bond sovrani emessi dal Regno Unito, complice (anche) il caos politico in questi giorni. In verità la situazione è più complessa e travalica la sola sfera della crisi dell’Esecutivo, con diversi fondamentali economici a destare preoccupazione. Fatto sta oggi ritroviamo rendimenti alle stelle su questi titoli di Stato a breve e medio termine diversi dai BTP

Quanto rendono oggi le varie scadenze sovrane inglesi e italiane

Partiamo dagli attuali rendimenti su alcune scadenze sovrane inglesi. In più indicheremo i corrispondenti ritorni sui titoli del Tesoro pari durata, anche per avere un raffronto numerico.
Alla chiusura della scorsa ottava si registravano i seguenti valori su T-Bills (sono degli zero coupon in genere a 1, 3, 6 e 12 mesi, pari ai nostri BOT) e Gilt:

  • 3M: 3,933% (e 2,192% sul BOT a 3 mesi di vita residua);
  • 6M: 4,146% (2,364% sul BOT 3M);
  • 12M: 4,329% (e 2,651% sul BOT 12M);
  • 3Y: 4,628% (3,070% sul BTP del tesoro pari durata residua);
  • 5Y: 4,703% (3,320% sul BTP pari durata);
  • 7Y: 4,894% (3,611% sul BTP del Tesoro);
  • 10Y: 5,183% (3,958% sul BTP pari durata);
  • 15Y: 5,596% (e 4,386% sul BTP 15Y);
  • 20Y: 5,794% (4,548% sul corrispondente titolo MEF);
  • 30Y: 5,853% (e 4,747% sul BTP pari durata).

I market movers dei titoli di Stato inglesi

In generale il panorama degli yield sovrani è in risalita un po’ ovunque rispetto ai minimi di febbraio, ma Oltremanica lo sono di sicuro più che altrove. Eppure stiamo parlando di un Paese ad elevato rating emittente, con le principali agenzie che oggi attribuiscono la doppia AA al debito pubblico inglese, e outlook stabile.
La crisi dei Gilt rimanda a più fattori messi assieme a partire dalla sconfitta del Labour Party al Governo alle elezioni amministrative di giovedì 7 maggio. Il contesto è molto incerto, e ciò che più preoccupa è la mancanza di sostegno alle tradizionali forze politiche nella guida del Paese. In queste autorevoli testate giornalistiche britanniche predicono le dimissioni volontarie di Keir Starmer, il Primo Ministro, dopo le dimissioni a raffica dei giorni scorsi di molti pezzi del suo Esecutivo.

Ai mercati, invece, preoccupa soprattutto su chi dovrà garantire il rispetto dei conti pubblici ed evitare che il rapporto debito/PIL si proietti verso la soglia del 100%. C’è il rischio che per strizzare l’occhio all’elettorato si faccia ulteriore debito pubblico, nei fatti peggiorando la situazione sul comparto obbligazionario inglese.

Ciò innescherebbe tutta una serie di conseguenze, una peggiore dell’altra:

  • alimenterebbe l’inflazione, oggi già al 3,3%, non bastasse già l’inflazione derivante dal conflitto in Medio Oriente;
  • metterebbe in difficoltà l’operato e la politica monetaria della Bank of England. Al momento la BoE tiene il costo del denaro al 3,75%, mentre in casa BCE siamo al 2,00% sui depositi e 2,15% sulle principali operazioni di rifinanziamento;
  • amplierebbe gli spread, già elevati. Per avere dei raffronti, i differenziali decennali BTP/Bund, BONOS/Bund e OAT/Bund sono, nell’ordine, a 79, a 44 e a 65 point basis, mentre quello Gilt/Bund a 199;
  • metterebbe in difficoltà la sterlina, già scivolata a 0,8725 nel cross con l’euro rispetto a 0,862 di inizio mese, e a 0,7506 da 0,7365 rispetto al dollaro USA.

I rendimenti effettivi a scadenza su alcuni bond inglesi

Vediamo alcuni dei titoli di Stato emessi dal Governo di Sua Maestà e in circolo sul mercato secondario.
Scadrà il 29 gennaio 2027 il United Kingdom Fx 4.125% matricola GB00BL6C7720. Ha un ricco tasso cedola su base annua al 4,125%, ma prezza quasi alla pari, a 99,97, per uno yield a scadenza del 4,21% annuo lordo (dati: Borsa Italiana).
Il Gilt 4.25% 07dc27 con ISIN GB00B16NNR78 durerà appena 19 mesi prima del rimborso finale, e prezza 99,76 per un effettivo a scadenza del 4,45%.

I valori di mercato scendono addirittura a 80,25 per un Gilt a 5 anni di vita residua, l’UK Tf 0,25% Lg31 GBP con ISIN GB00BMGR2809. Il rendimento effettivo a scadenza sale quindi al 4,65%, all’incirca il 25% di rendimento lordo totale.
Arrivando ai 15 anni di vita residua, infine, l’UK Tf 1,25% Ot41 GBP con matricola GB00BJQWYH7 rende il 5,64% per via dei prezzi sprofondati a 55,71.

Rendimenti alle stelle su questi titoli di Stato a breve e medio termine diversi dai BTP

Si tratta di obbligazioni che sulla carta promettono ricchi ritorni a scadenza, anche senza esagerare nella durata dell’investimento. In tutti i casi, si tratta di prodotti adatti a investitori ad elevata propensione al rischio capaci di gestire al meglio almeno i tre principali rischi:

  • di mercato, ossia le ampie escursioni dei prezzi dei bond medio-lunghi;
  • quello valutario, che peserà tantissimo nell’economia del trade;
  • il rischio di liquidità, dato che sono titoli scambiati nell’ordine delle poche unità di contratti giornalieri.

Forse, ma non spetta a noi dirlo, l’unico modo di contenerli di più passa per la scelta di un bond corto, da tenere fino al termine o meno a seconda dei casi. Ne deriverebbe almeno una bassa duration modificata, così da non esporsi più di tanto alle oscillazioni dei corsi sul mercato.