Alphabet accelera sull’AI e alza il capex a $205 miliardi. 8 titoli che possono beneficiarne

Flavia Provenzani

27 Luglio 2026 - 10:36

Dopo la trimestrale, Google rivede al rialzo la spesa in infrastrutture. Ecco le società più esposte alla catena di fornitura dell’intelligenza artificiale.

Alphabet accelera sull’AI e alza il capex a $205 miliardi. 8 titoli che possono beneficiarne

Alphabet (GOOGL) continua ad accelerare sulla spesa per l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. In occasione dei conti del secondo trimestre, la società ha rivisto ancora una volta al rialzo il budget per gli investimenti in conto capitale (capex) del 2026: la forchetta sale ora a 195-205 miliardi di dollari, dai 180-190 miliardi indicati in precedenza. E il management ha già anticipato che nel 2027 la spesa aumenterà in misura significativa.

Solo nel secondo trimestre Alphabet ha investito 44,9 miliardi di dollari, con circa il 60% destinato ai server e il resto a data center e apparati di rete. Una mole di risorse di queste dimensioni è destinata a sostenere la crescita di numerose società della filiera dell’AI, quest’anno e il prossimo. Di seguito otto titoli dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale tra i più direttamente esposti a questo aumento di spesa.

Broadcom

In qualità di co-sviluppatore delle tensor processing unit (TPU) di Alphabet, i chip progettati per specifici compiti di AI, Broadcom ((AVGO)) è tra i candidati a beneficiare maggiormente dell’incremento della spesa infrastrutturale. L’azienda cura il design fisico e gestisce la catena di fornitura di questi ASIC personalizzati (circuiti integrati per applicazioni specifiche) ed è la società che contabilizza i ricavi al momento della consegna. A ciò si aggiunge un’ampia divisione networking, anch’essa favorita dagli investimenti di Alphabet nei data center per l’AI.

Lumentum

A differenza dei data center tradizionali, che riconvertono la luce in segnali elettrici per instradare i dati, l’architettura TPU di Alphabet impiega commutatori ottici diretti (OCS). Mantenendo i dati interamente sotto forma di luce, Alphabet riduce sia i consumi energetici sia la latenza. Lumentum ((LITE)) trae vantaggio da questa scelta, essendo uno dei soli due fornitori al mondo in grado di produrre su larga scala i chip laser ad alta velocità da 200G (EML) che generano questi segnali luminosi.

Nvidia

Se gran parte della spesa di Alphabet è destinata alle TPU proprietarie, la società acquista comunque anche le unità di elaborazione grafica (GPU) di Nvidia ((NVDA)). Le TPU eccellono in ambiti come il pre-addestramento e l’inferenza, mentre le GPU risultano spesso più efficaci per la ricerca, i kernel personalizzati, i modelli sparsi e la gestione di numerosi modelli di piccole dimensioni. Nvidia continua quindi a ritagliarsi una fetta di questa spesa crescente. L’accelerazione degli investimenti di Alphabet, inoltre, alza probabilmente l’asticella per gli altri hyperscaler, che potrebbero seguirne l’esempio ritoccando a loro volta i propri budget.

Celestica

Celestica ((CLS)) è il principale partner di Alphabet per l’integrazione hardware. Produce circuiti stampati (PCB) su misura e realizza gli chassis fisici dei server, assembla i vassoi in rack e fornisce gli switch di rete che gestiscono il traffico tra i pod di TPU. Secondo quanto riportato, i primi tre clienti hyperscaler pesano per oltre il 50% dei ricavi della società, con Alphabet ritenuto il cliente maggiore (intorno al 28% del fatturato totale nel primo trimestre).

Il fronte delle memorie: SK Hynix, Samsung e Micron

L’aumento della spesa in TPU e GPU comporta anche una maggiore domanda di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), una forma particolare di DRAM abbinata a questi chip per ottimizzarne le prestazioni. Samsung ((SSNLF)) è il principale fornitore di HBM per Alphabet e collabora direttamente con Broadcom: secondo quanto riportato, copre oltre il 60% del fabbisogno di HBM per le TPU. La parte restante è in larga misura appannaggio di SK Hynix ((SKHY)), azienda coreana che è anche il principale fornitore di HBM per le GPU di Nvidia.

Micron ((MU)), pur non essendo un grande fornitore di HBM per Alphabet, dovrebbe rifornire la società di altre soluzioni, come gli SSD enterprise ad alta densità (eSSD) per lo storage di Google Cloud e la DRAM server DDR5. Una domanda di HBM in crescita, del resto, contribuisce a mantenere elevati i prezzi complessivi della DRAM, sostenendo ricavi e margini lordi dei tre grandi produttori del settore.

Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSM)

Qualsiasi incremento della spesa in chip logici avanzati favorisce in linea generale Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSM). La società detiene un quasi-monopolio nella produzione di chip logici di ultima generazione e, sebbene Alphabet abbia, stando alle indiscrezioni, affidato a Intel un ordine per 3 milioni di TPU, la fonderia taiwanese continua a realizzare la grande maggioranza di questi chip. Fornisce inoltre il packaging avanzato chip-on-wafer-on-substrate (CoWoS) che collega la HBM al die della TPU.

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