Allergia e coronavirus: come distinguere i sintomi

Laura Pellegrini

8 Aprile 2021 - 13:25

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Molto spesso i sintomi delle allergie stagionali, come quelle causate dai pollini, si confondono con quelli del Covid-19: come distinguerli e curarli? Ecco i consigli degli esperti

Allergia e coronavirus: come distinguere i sintomi

L’arrivo della primavera mette a dura prova tutte le persone che soffrono di allergia, in particolare quella legata ai pollini. Spesso i sintomi collegati a questi disturbi stagionali vengono confusi con i sintomi causati dal Covid-19, ma riconoscere le differenze è possibile.

Gli esperti hanno messo in guardia i cittadini chiarendo quali siano i disturbi legati alle allergie stagionali e quali i sintomi correlati alla positività al Covid-19. Se anche voi soffrite di allergia e avete questi dubbi, proseguite nella lettura.

Allergia e coronavirus: quali sono i sintomi

In Italia si stimano almeno il 10-12% di soggetti “pollinosici”, ovvero che soffrono di disturbi legati alla diffusione dei pollini nell’aria.

Nella fase critica della loro patologia, queste persone possono presentare “disturbi a carico degli occhi, come lacrimazione, arrossamento e prurito delle congiuntive, fotofobia, cioè sensazione soggettiva di fastidio per esposizione a luce intensa”, ha spiegato l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana medicina personalizzata. Ma possono presentarsi, al tempo stesso, “anche sintomi nasali con prurito e starnuti ripetuti, sensazione di naso chiuso e progressiva riduzione dell’olfatto ”, ha aggiunto.

A questi sintomi tipici dell’allergia stagionale si aggiungono anche la stanchezza, il mal di testa e qualche piccola sensazione febbrile. Più raramente il quadro clinico può complicarsi presentando anche “ tosse stizzosa, secca, sibilante più frequentemente notturna, accompagnata da difficoltà di respiro, affanno e fame d’aria”.

Una sintomatologia simile può certamente far pensare al contagio da Covid-19, ma come ha chiarito l’immunologo “non tutto è Covid”.

Distinguere le allergie dal coronavirus non è sempre semplice: “da un lato c’è il priming effect cioè il violento impatto infiammatorio scatenato nell’apparato respiratorio del soggetto allergico dal suo primo incontro con l’antigene pollinico a cui è sensibile”, ha chiarito lo specialista. Dall’altro lato “c’è l’effetto Covid non meno violento in termini di impatto emozionale alla luce dei resoconti clinici ed epidemiologici ormai da oltre un anno quotidianamente registrati”.

Come curare l’allergia

Secondo Minelli, il trattamento dei pazienti con asma allergico prevede l’assunzione di “ antistaminici, antileucotrienici, cortisonici per via locale e broncodilatatori, oltre ad eventuali farmaci biotecnologici nelle forme di asma grave”.

Per le persone che sono periodicamente esposte a questo tipo di allergia e che presentano tali sintomi, quindi, il consiglio è quello di adottare “un approccio terapeutico fondato su tali farmaci in genere rapidamente efficaci, prima di moltiplicare tamponi su tamponi e allertare medici delle unità preposte alla gestione domiciliare dei casi Covid”.

Coronavirus, influenza o allergia? Le differenze

Greg Poland, direttore del Mayo Clinic’s Vaccine Research Group ha chiarito che per capire se sia o meno il caso di preoccuparsi, occorre considerare due sintomi: la tosse e la febbre, che si verifica assai raramente nelle reazioni allergiche.

La questione con le allergie stagionali è che colpiscono il naso e gli occhi. Tendono ad essere nasali, e la maggior parte dei sintomi è localizzata nella testa, a meno che non si abbia uno sfogo cutaneo. Il coronavirus, come anche l’influenza, sono più sistemici, colpiscono tutto il corpo” ha dichiarato l’esperto durante un’intervista con la CNN.

Per quanto riguarda coronavirus e influenza stagionale, Poland ne ha sottolineato le similitudini in contrasto con i sintomi da allergia. Entrambe colpiscono infatti le basse vie respiratorie, quindi “non si avrà il naso che cola, ma si potrebbe sentire la gola infiammata, tosse, febbre e respiro corto ”.

Fondamentale tenere sotto controllo anche la temperatura corporea, che è molto improbabile salga di fronte ad allergie stagionali, come anche il respiro corto, a meno che non si tratti di un paziente che soffre di asma.

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