Perché alle banche non piace la Legge di Bilancio 2020

Alle banche italiane la Legge di Bilancio 2020 non piace. I motivi spiegati dall’ABI

Perché alle banche non piace la Legge di Bilancio 2020

Alle banche italiane la Legge di Bilancio 2020 pensata dall’esecutivo giallorosso non piace.

A confermarlo Giovanni Sabatini, il direttore generale dell’ABI, che ha puntato il dito contro la manovra finanziaria attualmente al vaglio del Senato.

C’è comunque da notare che non sono state soltanto le banche italiane a scagliarsi contro la Legge di Bilancio. Le critiche più recenti sono arrivate anche da Alleanza Cooperative, che si è scagliata contro la Plastic Tax giudicandola una misura rea di aumentare i costi per le aziende.

Banche italiane contro Legge di Bilancio 2020: i motivi

L’Associazione Banche Italiane non ha utilizzato giri di parole. Il direttore generale ha fatto notare come le misure inserite nella Legge di Bilancio 2020 vadano a penalizzare un settore che invece negli ultimi anni si è fatto carico della gestione degli istituti in crisi.

A suscitare le perplessità dell’ABI è stato in particolar modo l’articolo 90 della finanziaria, con il quale è stato previsto lo slittamento della deducibilità di alcune poste fiscali (esempio: il 12% di svalutazioni e perdite su crediti).

Le banche italiane, ha continuato Sabatini, sono state ancora una volta colpite dalla manovra. Con questa, però, la liquidità verrà drenata in maniera decisa.

“Il mondo bancario risulta ancora una volta uno dei settori maggiormente chiamati alla contribuzione.”

Le misure previste dalla Legge di Bilancio 2020 metteranno in discussione il ruolo degli istituti di credito, da sempre sostenitori delle famiglie, delle imprese e dell’economia in generale.

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