Alimenti e mantenimento: cosa sono, differenze e chi deve versarli

Gli alimenti e l’assegno di mantenimento verso i figli o l’ex coniuge non sono la stessa cosa. Ecco perché non bisogna mai confonderli.

Alimenti e mantenimento: cosa sono, differenze e chi deve versarli

Alimenti e mantenimento non sono la stessa cosa anche se in entrambi i casi si tratta un assegno periodico versato nei confronti di un familiare.

L’assegno di mantenimento è quello che può essere versato nei confronti del coniuge dopo la separazione e verso i figli; invece gli alimenti sono una misura assistenziale a sostegno dei familiari in stato di bisogno e difficoltà economiche.

Spesso però gli assegni alimentari vengono confusi con il mantenimento o l’assegno divorzile, per questa ragione la Corte di cassazione (sentenza n. 12196/2017) ne ha evidenziato le differenze sull’importo dovuto, i beneficiari e la natura del sostegno economico. Ecco cosa hanno di diverso.

Alimenti e assegno di mantenimento: le differenze

Per capire meglio cosa sono gli assegni alimentari e il mantenimento ecco una sintesi di tutte le differenze:

  • l’assegno di mantenimento non spetta al coniuge a cui il giudice attribuisce la colpa e l’addebito della separazione, gli alimenti invece sì;
  • gli alimenti vengono versati solo se il familiare o il coniuge versa in stato di bisogno, il mantenimento anche senza;
  • chi riceve l’assegno di mantenimento può rinunciarvi in ogni mento invece l’assegno alimentare è irrinunciabile (perché è indispensabile per vivere);
  • l’assegno alimentare spetta a chi non lavora perché non è nelle condizioni di farlo, il mantenimento invece può essere erogato anche nei confronti di chi ha un lavoro.

Cos’è l’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento un versamento economico periodico nei confronti del coniuge durante la separazione. Con lo stesso nome si indica anche l’assegno dovuto ai figli sia in caso di separazione che di divorzio.

Mentre il mantenimento nei confronti del coniuge è facoltativo (e non spetta mai al coniuge a cui è addebitata la separazione), l’assegno verso i figli è sempre obbligatorio e deve essere erogato in proporzione alle possibilità economiche, per spese ordinarie e straordinarie.

L’importo dell’assegno viene deciso dal giudice o liberamente dalle parti - se sono in accordo tra loro - e può essere modificato o ridotto se le condizioni economiche delle parti cambiano sensibilmente.

L’assegno di mantenimento è corrisposto nei confronti del coniuge che è in una situazione di svantaggio economico anche se non così grave da far scattare “lo stato di bisogno”. Verso i figli, invece, il mantenimento è un obbligo genitoriale che prescinde dalle condizioni economiche.

Alimenti: cosa sono, a chi spettano e importo dell’assegno

L’assegno alimentare è una misura assistenziale nei confronti di parenti che versano in stato di bisogno, non possono lavorare e quindi hanno evidenti difficoltà economiche. Generalmente gli alimenti vengono versati nei confronti dell’ex coniuge ma sono cosa ben diversa dal mantenimento. L’obbligo di versare gli alimenti scatta quando sono presenti tre presupposti:

  • stato di bisogno;
  • impossibilità a lavorare;
  • possibilità economica del soggetto obbligato a versare la somma dovuta.

Oltre al coniuge, i principali obbligati a versare gli alimenti sono:

  • figli;
  • genitori o ascendenti;
  • affini;
  • fratelli.

La natura degli alimenti, infatti, poggia le sue radici sul principio di assistenza reciproca e solidarietà all’interno della famiglia.

L’importo degli alimenti viene stabilito sulla base dei principi dell’articolo 438 del Codice civile: deve essere proporzionato e non eccedente ai bisogni essenziali della persona in difficoltà (quindi idoneo a provvedere alla spesa alimentare, per i farmaci, i vestiti e altre cose indispensabili). Non ha una durata prestabilita per legge e il suo importo può sempre essere modificato, ridotto o aumentato.

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