Ha destato scalpore la decisione del Primo Ministro albanese Edy Rama di nominare Ministro un sistema informatico, personalizzato come un avatar di genere femminile dal nome Diella, cui ha attribuito l’incarico di gestire gli Appalti pubblici, operando sotto la sua diretta vigilanza: lavorando in modo automatico, in modo da evitare ogni sorta di favoritismo, sarà incorruttibile.
Si è gridato allo scandalo, perché sarebbe un sintomo della ulteriore delegittimazione della rappresentanza democratica a favore della tecnocrazia.
In realtà, quella di Rama è stata solo una mossa ad effetto, che nasconde la consueta verità: i criteri di funzionamento e le scelte che ne derivano non sono affatto “neutri ed automatici”, ma sono scritti nei passi di programma del sistema informatico.
Le scelte saranno sempre frutto di una decisione programmatica che si annida negli algoritmi, nel linguaggio informatico che è astruso per la gran parte della popolazione.
Automaticità della gestione informatica non significa altro che rispetto meccanico delle regole imposte al sistema: niente di più, niente di meno. Ma queste regole, da quelle che individuano i prodotti o servizi da acquisire discriminando un numero più o meno vasto di fornitori, a quelle che escludono o meno i partecipanti sulla base di criteri di esperienza precedente e di capacità finanziaria, come quelle che attribuiscono i punteggi preferenziali ed i pesi per ciascun elemento di offerta e che consentono di formulare le graduatorie, sono le verità nascoste nel linguaggio informatico.
Quella dell’efficienza delle amministrazioni pubbliche che devono essere vigilate in modo automatico, da un sistema informatico, è diventata una maniera per esercitare un controllo di rango superiore. Gli Stati sono sempre più tenuti a rispettare nella loro attività concreta le regole ferree della efficienza: la nomina di Elon Musk a capo del DOGE (Department of Government Efficiency), un incarico a termine durante il quale ha posto sotto scrutinio l’operato di decine di Agenzie, valutato programmi di spesa e singole decisioni amministrative, licenziando dipendenti e bloccando una serie di attività che erano state autorizzate in precedenza, ha rappresentato un nuovo punto di svolta nella imposizione di criteri di giudizio indiscutibili, superiori, quelli appunto della efficienza, della coerenza dei mezzi rispetto ai fini.
La macchina informatica non fa altro che enfatizzare in modo automatico e massivo quel ruolo etico, quella superiorità innegabile del capitalismo sugli altri sistemi economici e sociali, che secondo Weber si fonda sulla razionalità dell’imprenditore: ogni sua scelta è frutto di un calcolo in cui i costi, i ricavi, i rendimenti sono le basi di riferimento per le sue decisioni.
E parimenti, sul versante sociale, solo una burocrazia autonoma dal livello politico, l’unico che ha libertà di scelta, è in grado di effettuare attività razionali usando unicamente i parametri fissati dalle leggi: non deve avere nessuna libertà nell’applicarli.
Come le leggi creano i criteri di azione per le pubbliche amministrazioni, ci sono le convenzioni contabili che per un verso disciplinano le appostazioni di bilancio e per l’altro incidono sulla valutazione della efficienza aziendale da parte del mercato. Queste convenzioni contabili sono gli IAS: dalla loro evoluzione dipende la fortuna delle aziende.
Queste regole cambiano di continuo e sono in grado di valorizzare a valori stellari alcune e di deprimere altre fino a farle affondare: il settore delle telecomunicazioni è stato devastato dal cambiamento di questi criteri, sostituendo il valore degli asset di rete con quello della capitalizzazione del numero degli abbonati ad alta generazione di traffico. In pratica, mentre tradizionalmente era importante avere centrali telefoniche e chilometri di cavi, gli asset tipici dei vecchi monopolisti, in un secondo tempo queste immobilizzazioni vennero considerate un fardello inutile rispetto al flusso stabile di traffico e quindi di cassa generato dagli abbonati: i nuovi entranti, che affittavano la rete dagli incumbent, cui avevano accesso a costi storici irrisori, divenivano automaticamente più profittevoli agli occhi dei finanzieri.
Queste convenzioni contabili hanno disincentivato la realizzazione delle reti di telecomunicazioni, di cui ora si deve fare carico lo Stato, avendo reso facile avere clienti usando la rete degli altri.
In fondo, si fondavano su algoritmi anche le regole del Trattato di Maastricht, col tetto al 3% del deficit e quello del 60% al debito pubblico, rese feroci col Fiscal Compact attraverso gli step di avvicinamento al pareggio strutturale con gli obiettivi di medio termine, e le sub-regole del NAWRU per tenere bassi i salari: sono stati sistemi di controllo sociale basati su calcoli sempre più sofisticati che vedevano accapigliarsi Ministri ed economisti. Tutti prigionieri di un assetto razionale, efficiente, inderogabile: un ginepraio di verità “nascoste”.
Con la sua iniziativa stravagante, nominando Ministro un avatar, una donna vestita col costume tradizionale albanese, Edy Rama ha fatto emergere la verità nascosta: sono i programmi informatici che ormai decidono, il controllo automatico ed invisibile attanaglia tutti e tutto.