Alberto Stasi esce dal carcere, mentre Sempio attende prossimi sviluppi dopo la chiusura delle indagini. Personaggi in qualche modo legati, ma che in questo caso non influiscono l’uno sull’altro.
La notizia della scarcerazione di Alberto Stasi mentre il caos intorno al delitto di Garlasco si espande incontrollato sta generando ancora più scompiglio e confusione. Bisogna chiarire subito che l’uscita di Stasi dal carcere non ha nulla a che fare con le indagini su Andrea Sempio. Anzi, a dirla tutta è soltanto un’uscita materiale dal carcere inteso come struttura, che non riguarda la condanna ancora in corso. Per quanto possano intrecciarsi in futuro, infatti, la condanna di Stasi e la possibile accusa a Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi viaggiano su due piani paralleli.
Il tempismo, con le indagini preliminari a carico di Sempio appena concluse, insieme al ruolo della procura di Milano nella scarcerazione di Stasi e nella possibile revisione del suo processo, sono suggestivi ma nulla di più. Ciononostante, dinamiche tanto complesse e sapientemente strumentalizzate stanno alimentando una narrazione molto disordinata e spesso fuorviante. Proviamo quindi a fare chiarezza, per quanto possibile, almeno sugli aspetti che non riguardano direttamente il delitto.
Alberto Stasi esce dal carcere, a prescindere da Sempio
La condanna di Stasi non si è fermata né è stata sospesa, ma procede con una misura alternativa alla detenzione, l’affidamento in prova ai servizi sociali. Di fatto, Alberto Stasi aveva già da tempo un piede fuori dal carcere. Nel 2023 ha ottenuto l’autorizzazione per il lavoro esterno, potendo quindi svolgere la propria professione fuori dal carcere di Bollate e nel 2025 ha ottenuto la semilibertà, che gli ha richiesto finora il solo pernottamento nella struttura penitenziaria. Il nuovo passaggio è l’affidamento in prova ai servizi sociali, che permette a Stasi di terminare l’espiazione della pena senza tornare più in cella, fatte salve revoche.
Agli occhi della legge colpevole del brutale assassinio di Chiara Poggi, Stasi non ha certo ottenuto dei premi in questo senso. È la legge stessa a prevedere la possibilità di accesso alle misure alternative, non soltanto nel rispetto dei diritti umani ma anche della funzionalità della detenzione, per coloro che sono in possesso di precisi requisiti. Tra questi, troviamo la buona condotta e l’efficacia del percorso intrapreso in carcere, oltre ovviamente all’assenza di pericolosità sociale. Si può dire che quando vengono concesse queste misure non è per agevolare deliberatamente un detenuto, ma perché si ritiene che siano più efficaci ed eque.
Ancora una volta viene così confermato che la continua proclamazione di innocenza di Stasi non inficia la valutazione del suo comportamento complessivo nei riguardi della condanna, che sta scontando con buoni risultati. Indipendentemente da quanto sta accadendo con le indagini di Sempio e dal loro esito, Alberto Stasi sta svolgendo il percorso rieducativo in maniera esemplare agli occhi della legge, un punto di vista che non si può adottare soltanto in merito alla colpevolezza (o viceversa).
Con l’affidamento in prova ai servizi sociali Stasi dovrà seguire le prescrizioni del tribunale per continuare lo stesso percorso, venendo comunque monitorato periodicamente per verificare la persistenza dei requisiti e il proseguimento del percorso di riabilitazione sociale. In questo senso, l’affidamento in prova è cucito su misura di volta in volta, con prescrizioni specifiche a seconda del caso su obblighi e divieti del detenuto. Nel caso specifico, la richiesta di affidamento in prova è stata valutata positivamente dalla procura di Milano e poi confermata dal tribunale di sorveglianza, in ragione dei risultati prodotti durante la semilibertà e il lavoro esterno, insieme alla condotta tenuta in carcere e al risarcimento pagato alla famiglia Poggi (al netto dei requisiti tecnici come l’assenza di pericolosità e il residuo della pena).
Senza cambiamenti di sorta, Stasi finirà di scontare la condanna per omicidio nel 2028, tornando a tutti gli effetti un uomo libero. Se poi si apriranno le porte a una revisione, che comunque non sarebbe immediata, potrà quindi affrontarla con una piena serenità. Naturalmente, è anche possibile che ciò non accada, ma non cambia il fatto che scontando la pena Stasi tornerà alla libertà, come previsto dalla legge. Ora dovrebbe andare a vivere vicino a Milano, continuando a lavorare come contabile e seguendo le ulteriori prescrizioni del tribunale, conducendo una vita molto più libera ma ancora sottoposta a controlli e limitazioni, che sono riservate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA