Aiuti de minimis, cosa sono e come verificare l’importo

Nadia Pascale

9 Giugno 2026 - 10:21

Cosa sono gli aiuti de minimis, chi può richiederli e come verificare il limite? Ecco cosa sapere.

Aiuti de minimis, cosa sono e come verificare l’importo

Cosa sono gli aiuti de minimis o regime de minimis? Il regime de minimis è un sistema di aiuti economici nei confronti delle imprese che, come dice il nome, prevede piccoli importi.

Proprio l’entità degli importi costituisce una semplificazione burocratica, o meglio, è all’origine della semplificazione burocratica. Il tratto saliente degli aiuti de minimis, o contributi de minimis, è rappresentato dal fatto che gli Stati membri dell’Unione europea non sono tenuti a chiedere l’autorizzazione della Commissione europea per poterli erogare.

Delineate queste prime caratteristiche, delimitiamo ora cosa sono gli aiuti de minimis, quali regole è necessario rispettare e come verificare gli importi.

Contributi de minimis: cosa sono e come funzionano

La normativa dell’Unione europea si basa sulla libera concorrenza tra le imprese, ma affinché vi sia libera concorrenza soprattutto nella determinazione dei prezzi di prodotti e servizi, è necessario che le imprese abbiano lo stesso punto di partenza e che, quindi, non siano favorite dal pubblico.

L’esempio è banale ma aiuta a capire, è ovvio che se io ricevo un sostanzioso aiuto pubblico per produrre marmellata, ho una notevole riduzione dei costi che mi consente di vendere il barattolo di marmellata a prezzo basso e con un ampio margine di guadagno. L’impresa tedesca che produce la stessa marmellata senza aiuti pubblici, deve venderla a un prezzo più alto. Al consumatore poco interessa che l’impresa italiana abbia fruito di aiuti, comprerà la marmellata avendo come riferimento solo il rapporto qualità/prezzo.

Ne consegue che se gli Stati Membri vogliono approvare un regime di aiuti pubblici per le imprese, devono prima chiedere l’autorizzazione all’Unione europea che, appunto, li autorizza quando ritiene che tali aiuti non vadano a contrastare con la libera concorrenza tra le imprese e il libero mercato, cioè non favoriscano le imprese di un Paese a discapito di imprese ubicate in altri Paesi Ue. Insomma gli Stati non devono intromettersi in modo spropositato. Vi è però una deroga rispetto a tale principio, i piccoli aiuti, non in grado di incidere sulla libera concorrenza, possono essere concessi senza preventiva autorizzazione Ue. In tale spazio si collocano, appunto, gli aiuti de minimis o contributi de minimis.

Gli aiuti de minimis, come stabiliscono gli articoli 92 e 93 del Trattato istitutivo dell’Unione Europea, sono aiuti di Stato. L’ammontare degli aiuti de minimis è cambiato nel tempo e dal 2024 la soglia è stata innalzata a 300.000 € spalmati nell’arco del triennio. Tale soglia si applica ora anche alle imprese di autotrasporto merci per conto terzi, eliminando il precedente limite ridotto di 100.000 € .

Restano limiti diversificati per alcuni settori:

  • produzione agricola primaria: 50.000 €;
  • pesca e acquacoltura: 40.000 €.

Come calcolare la soglia degli aiuti de minimis

Ogniqualvolta un ente pubblico (provincia, regioni, Ministero delle Imprese e del Made in Italy) agevola un’attività tramite contributi a fondo perduto, contributi in conto interessi o tramite garanzie, credito di imposta è necessario, innanzitutto, verificare se tali aiuti sono forniti in regime de minimis. Secondariamente è importante stabilire la quota parte che rientra nel calcolo del regime de minimis e verificare la somma totale degli aiuti ricevuti nell’ultimo triennio.

Qualora un’impresa sfori il tetto stabilito dal legislatore per gli aiuti di Stato, ovvero 300.000 € nell’ultimo triennio, corre il rischio di vedere vanificata per intero la richiesta di contributo. Infatti, la maggior parte dei bandi, non prevedono una ripartizione della sola quota rientrante nel tetto stabilito.

La finestra su cui calcolare i 300.000 € è mobile. Cosa vuol dire? Occorre effettuare un calcolo a ritroso di 3 anni esatti dal momento della concessione dell’aiuto.
Ogni impresa nel momento in cui chiede di accedere a risorse che rientrano negli aiuti de minimis autocertifica di non superare con tale aiuto la soglia prevista. In caso di errori o omissioni gli aiuti sono revocati, è necessario restituirli, sono applicate sanzioni, ma soprattutto nella maggior parte dei casi non è possibile partecipare a ulteriori bandi per un determinato lasso temporale.
Tale limite viene indicato in ogni singolo bando.

Come verificare il plafond de minimis utilizzato

Premesso che ogni impresa dovrebbe aver cura di monitorare le agevolazioni richieste, in modo da conoscere, in qualsiasi momento, l’entità dei contributi ricevuti nell’ultimo triennio, esiste comunque uno strumento per verificare l’importo de minimis in qualsiasi momento.

Attraverso la piattaforma messa a disposizione dal Registro Nazionale degli Aiuti di Stato è possibile calcolare, in qualsiasi momento, l’entità degli aiuti ricevuti nell’ultimo triennio.

Verificare l’ammontare dei contributi ricevuti è facile. Il modo più semplice è accedere alla piattaforma del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato e inserire il codice fiscale dell’impresa. Una volta lanciata la ricerca compariranno gli aiuti statali ricevuti dalla società nell’ultimo triennio (non solo quelli in regime de minimis).

Cliccando su pulsante di dettaglio di ogni singola agevolazione ricevuta, è possibile accedere a maggiori informazioni inerenti l’aiuto specifico. Nella colonna di dettaglio «Tipo di procedimento» viene, quindi, evidenziato se, la facilitazione, rientra nel calcolo del de minimis o è stata ottenuta in regime di esenzione. Viene da sé che, una volta analizzate tutte le agevolazioni ricevute, la somma degli importi ricevuti in de minimis portano al totale dei contributi ricevuti.

Attenzione ai contributi ricevuti di recente

Non sempre il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato rappresenta la situazione aggiornata dell’impresa da verificare. L’aggiornamento dell’elenco non è fatto in tempo reale. É buona norma, una volta sommati i vari importi de minimis, accertarsi che non ci siano altre agevolazioni recenti ricevute dall’impresa.