Affitti brevi e imposta di soggiorno, ci sono novità: ecco in quali città

Rosaria Imparato

18 Luglio 2022 - 16:42

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Emendamenti ai dl Aiuti e Semplificazioni portano novità per gli affitti brevi e per l’imposta di soggiorno: ecco cosa cambia e in quali città.

Affitti brevi e imposta di soggiorno, ci sono novità: ecco in quali città

Le novità sull’imposta di soggiorno e sugli affitti brevi si trovano nei decreti Semplificazioni e Aiuti. Gli emendamenti sono intervenuti sia sulla scadenza per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi all’imposta di soggiorno, sia per alcune limitazioni riguardo agli affitti brevi.

In particolare, l’emendamento contenuto nel decreto Aiuti consente a Venezia di limitare le locazioni brevi di case a turisti per più di 120 giorni all’anno, tramite piattaforme come Booking e Airbnb. Venezia è l’unica città ad aver avuto questo privilegio: l’avevano chiesto anche Bologna e Firenze. Gli enti locali non possono limitare autonomamente gli affitti brevi: ecco perché era necessaria l’approvazione di una legge nazionale.

Venezia, nuove regole per gli affitti brevi

L’emendamento al decreto Aiuti dà la possibilità al comune di Venezia di mettere a punto un nuovo regolamento, in cui verranno stabiliti gli obiettivi e le limitazioni. Questi vincoli potranno essere introdotti in diversi mesi dell’anno, ed essere validi anche solo per determinate zone della città. Venezia sta già lavorando a questo regolamento, e anche se il decreto Aiuti non fissa particolari direttive, dovranno comunque essere rispettati i “principi di proporzionalità, di trasparenza, di non discriminazione e di rotazione, tenendo conto della funzione di integrazione del reddito esercitata dalle locazioni brevi”.

L’unico limite fissato dal decreto Aiuti è quello relativo alla durata degli affitti brevi. Chi affitta la propria casa per più di 120 giorni dovrà:

  • cambiare la destinazione d’uso, passandola da residenziale a uso turistico-ricettivo;
  • modificare la categoria dell’immobile.

L’obiettivo di queste modifiche è quello di individuare (e distinguere anche a livello di tasse da pagare) chi arrotonda affittando una stanza e chi invece ha costruito un vero e proprio business grazie alle piattaforme come Airbnb.

Affitti brevi: una nuova tassa da pagare a Venezia

Le novità che riguardano Venezia non sono finite qui. All’inizio di luglio, infatti, il comune di Venezia ha annunciato una nuova tassa da pagare, a partire dal 16 gennaio 2023. Si tratta di un “contributo d’accesso” che andrà dai 3 ai 10 euro. A essere esclusi dal pagamento di questa tassa sono:

  • i residenti a Venezia;
  • i parenti dei residenti;
  • gli studenti;
  • i lavoratori pendolari;
  • i residenti nel resto della regione Veneto;
  • chi possiede immobili a Venezia, compresi i familiari;
  • bambini fino a 6 anni;
  • chi fa visita a detenuti;
  • chi partecipa a un funerale;
  • le persone disabili e i loro accompagnatori;
  • chi partecipa a competizioni sportive sul territorio

La norma ancora non è stata definita nel dettaglio, e comunque andrà approvata dal consiglio comunale.

Le novità sull’imposta di soggiorno

L’emendamento al dl Semplificazioni, invece, interviene sull’imposta di soggiorno. In particolare, fa slittare la scadenza per la comunicazione dei dati dal 30 giugno al 30 settembre. Secondo diversi operatori, però, questo emendamento non fa altro che duplicare il contenuto di comunicazioni già previste nei confronti di altre istituzioni, come l’Istat, il Comune, e il portale Alloggiati Web delle questure.

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