Addizionale Irpef, ecco perché chi vive nel Lazio paga di più

Sono i cittadini del Lazio i più tartassati dalle imposte locali: l’addizionale Irpef regionale può arrivare a costare oltre 5.000 euro per i redditi più alti. Ecco le differenze con le altre regioni e il perché si paga così tanto.

Addizionale Irpef, ecco perché chi vive nel Lazio paga di più

Le addizionali regionali Irpef pesano sui redditi dei cittadini italiani, in alcune regioni più che in altre.

I più tartassati dal fisco locale sono, ancora una volta, i cittadini del Lazio: su un reddito di 36.000 euro si pagano più di 800 euro di addizionali Irpef regionali.

A fornire i dati sul prelievo Irpef regionale è il Consiglio Nazionale dei Commercialisti che, confrontando i dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 e le certificazioni uniche con le aliquote deliberate da ciascuna regione, disegna la mappa delle regioni in cui, almeno sotto il profilo fiscale, si vive meglio delle altre.

I numeri forniti sono stati elaborati prendendo a riferimento due profili reddituali ovvero i contribuenti titolari di reddito imponibile di 36.000 euro all’anno e chi dichiara dai 100.000 euro in su.

A far compagnia al Lazio nella vetta alla classifica delle regioni con le aliquote dell’imposta sui redditi più alte ci sono nell’ordine Molise, Campania, Piemonte, Abruzzo e Calabria: le addizionali Irpef si assestano tra i 790 ai 620 euro circa all’anno per i redditi di 36.000 euro.

La regione in cui si pagano meno tasse è il Friuli, i cui cittadini a parità di reddito pagano poco più di 360 euro all’anno di addizionale Irpef, con una differenza di circa 500 euro rispetto ai più tartassati d’Italia.

Per quale motivo nel Lazio si paga di più? Cerchiamo di vederci chiaro.

Addizionali Irpef: in quali regioni si paga più e dove meno

Secondo lo studio del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, dei 156 miliardi di Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, è di 12 miliardi il peso complessivo dell’addizionale regionale.

Prelievo che, accanto alle addizionali comunali, pesa per il 10% sui redditi delle persone fisiche.

L’analisi svolta dai commercialisti prende come riferimento due diverse situazioni reddituali: contribuenti con reddito annuo di 36.000 euro e contribuenti con redditi che superano i 100 mila euro all’anno.

Per semplificare potremmo dire che nella prima fattispecie rientrano, ad esempio, parte dei lavoratori dipendenti che oltre ai redditi da lavoro possono contare su entrate da locazioni, anche a finalità turistiche, o ancora i lavoratori autonomi.

Vivere nel Lazio, nonostante i paesaggi mozzafiato, l’arte culinaria e la bella gente, è tutt’altro che conveniente: all’anno bisognerà pagare 673 euro di addizionale regionale Irpef.

Nelle posizioni immediatamente successive si collocano Molise (634 euro), Campania (609) e Piemonte (575 euro) mentre le addizionali regionali Irpef meno care si pagano nel Nord Est e in Sardegna.

La differenza tra la regione più cara e quella meno onerosa, il Friuli Venezia Giulia, è di circa 500 euro.

Ad esser ancor più tartassati dal fisco locale sono gli oltre 450.000 contribuenti che dichiarano più di 100.000 euro di reddito all’anno: chi risiede nel Lazio o in Piemonte paga in media 3.000 euro in più di addizionale regionale Irpef rispetto a chi abita in Sardegna o nel Nord Est.

Chi vive nel Lazio pagherà all’anno circa 5.100 euro di addizionale Irpef regionale; chi vive in Friuli pagherà “soltanto” poco più di 1.960 euro.

Perché chi vive nel Lazio paga di più

A pesare sul portafoglio e sulle buste paga dei cittadini del Lazio sono ben 10 anni di commissariamento della sanità, avviato a partire dal 2008 e che si chiuderà il 31 dicembre 2018. A partire dal 2019 la Regione Lazio tornerà ad amministrare in autonomia la propria sanità.

È questo il motivo per il quale chi risiede nel Lazio, cittadini ed imprese, ha pagato e continua ancora oggi a pagare più Irpef e Irap rispetto alle altre regioni, nonostante - è bene sottolinearlo - le diverse agevolazioni e riduzioni introdotte negli ultimi anni.

Alla determinazione dell’aliquota dell’addizionale regionale dell’Irpef (così come riportato sul sito della Regione Lazio) concorre, tra le altre disposizioni normative, quanto previsto dall’art. 1, comma 174 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, che determina una maggiorazione dell’aliquota pari allo 0,5%, applicata a tutti i redditi in caso di squilibrio economico-finanziario in ambito sanitario.

Insomma, a pesare sulle tasche dei contribuenti è la cattiva gestione della sanità, situazione per la quale il Presidente Zingaretti rivendica tuttavia i risultati positivi raggiunti: MEF e Ministero della Salute hanno dato parere positivo ai conti della Regione durante la verifica del Piano di rientro del deficit e per la prima volta si torna a parlare di possibile riduzione di Irpef e Irap.

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