Addio Tari, arriva la Tcp: cosa cambia e dove per la tassa rifiuti 2026?

Patrizia Del Pidio

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Molti Comuni sono passati alla tariffa corrispettiva puntuale già nel 2025, altri l’hanno scelta nel 2026. In quali Comuni si è detto addio alla Tari?

Addio Tari, arriva la Tcp: cosa cambia e dove per la tassa rifiuti 2026?

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Addio Tari, arriva la Tcp. Con l’inizio del nuovo anno sono diversi i Comuni che hanno scelto di abbandonare la Tari per passare a una nuova tassa rifiuti, la Tcp, calcolata sulla quantità di rifiuti differenziati conferiti. A differenza della Tari, calcolata sulla superficie dell’immobile e sugli occupanti, la Tassa corrispettiva puntuale prende in considerazione anche l’effettiva quantità di rifiuti indifferenziati prodotti da ogni utenza. Ma cosa è la Tcp che prende il posto della Tari?

La tariffa corrispettiva puntuale è un sistema per la gestione dei rifiuti che permette all’utente di pagare in base alla quantità di rifiuti indifferenziati che produce. Il sistema è stato pensato per rendere la tasse rifiuti più equa e non basata più soltanto sul numero dei componenti della famiglia e sulla superficie dell’immobile consentendo di risparmiare a chi effettua bene la raccolta differenziata e produce meno rifiuti che non è possibile riciclare.

Alla base della scelta c’è la volontà di incentivare la raccolta differenziata, visto che separando bene i rifiuti quello che rimane da gettare nell’indifferenziata è davvero poco e questo porterebbe ad avere una bolletta più leggera. In questo modo gli utenti vedrebbero ripagati gli sforzi di separare bene i rifiuti permettendo, al tempo stesso un recupero di quantità maggiori di plastica, organico, carta e vetro.

La tassa immondizia con tariffa puntuale sarà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026 in sostituzione della precedente in diversi Comuni dell’Emilia Romagna, dopo che negli anni passati era già stata adottata da molti altri. Da considerare che l’Emilia Romagna punta a introdurre la Tcp in tutti i suoi Comuni entro il 2027.

Vediamo la novità e cosa potrebbe cambiare anche in altre zone di Italia a breve.

Tari con tariffa puntuale, cosa cambia?

Attualmente in tutta Italia la Tari si paga non sull’effettiva produzione dei rifiuti, ma su un calcolo effettuato tenendo conto degli occupanti dell’immobile e della superficie dello stesso. Oggi a pagare la tassa rifiuti sono anche i proprietari di case sfitte, anche se in esse non sono prodotti i rifiuti.

La scelta di calcolare la tassa sui rifiuti sulla produzione di indifferenziata, invece, porterebbe a una metodologia di applicazione della Tari molto più equa: chi produce più rifiuti si trova a pagare una tassa più alta, mentre i cittadini più virtuosi che riescono a riciclare quasi tutto, vedrebbero la tassa diminuire.

La tariffa puntuale, prevista dalla Legge Regionale 16 del 2015 e dal nuovo Piano Regionale per i rifiuti 2022/2027 prevede che in tempi molto stretti tutti i Comuni dell’Emilia Romagna passino alla misurazione puntuale dei rifiuti.

Quali Comuni scelgono la Tcp nel 2026?

I Comuni che hanno scelto di applicare la Tcp nel 2025 sono:

  • Ravenna, Cervia (Ravenna);
  • Bagno di Romagna (Forlì-Cesena);
  • Gambettola (Forlì-Cesena);
  • Premilcuore (Forlì-Cesena);
  • Ravenna;
  • Baricella (Bologna);
  • Granarolo dell’Emilia (Bologna);
  • Savignano sul Panaro (Modena);
  • San Pietro in Casale (Bologna).

La Tcp in Emilia Romagna è stata adottata già da 106 Comuni. Nel 2026 hanno adottato la Tcp:

  • Castel Bolognese;
  • Piacenza;
  • Casola Valsenio;
  • Riolo Terme;
  • Solarolo;
  • Roncofreddo;
  • Mercato Saraceno;
  • Sarsina;
  • Castel del Rio;
  • Medicina;
  • Castel Guelfo;
  • Zola Pedrosa;
  • Sasso Marconi;
  • Fontanelice;
  • Borgo Tossignano;
  • Cadelbosco di Sopra;
  • Castelnovo di Sotto;
  • Montecchio Emilia;
  • Castelnuovo R.
  • Zocca;
  • Castelvetro.

Alla nuova Tcp, in ogni caso, si stanno avvicinando anche altre Regioni e ne sono un esempio diverse realtà che hanno adottato il nuovo modello come l’area della Vallagarina e degli altipiani Cimbri in Trentino Alto Adige, alcuni Comuni dell’area metropolitana di Firenze e in diverse località dell’hinterland di Cagliari.

Come si calcolano i rifiuti gettati?

I modi per contabilizzare i rifiuti differenziati per determinare l’ammontare della bolletta da pagare sono diversi e dipendono dal Comune.

In alcuni Comuni, dove non c’è la raccolta porta a porta, si è scelto di mettere i cassonetti che si aprono con la chiave elettronica o con una tessera elettronica (la Carta Smeraldo di Hera).

Dove, invece, i Comuni hanno scelto la raccolta porta a porta la quantità di rifiuti viene definita dalle volte che si espone per la raccolta il contenitore dell’indifferenziata in strada.

Proprio la quantità di indifferenziata gettata o le volte si è esposto il contenitore che la contiene per la raccolta va a determinare una nuova voce nella bolletta: la quota variabile di base (la quantità di rifiuti non riciclabile). Questa quota ha un importo base che comprende la quantità minima o le raccolte previste: se si supera il peso minimo stabilità o il numero di raccolte in bolletta si troverà anche un’altra voce: la quota aggiuntiva.

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